Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Terza parte: 
Le regole dell’existenza

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La nuova Terra

(1) Il grande giorno della vostra liberazione è finalmente arrivato. Non colpitevi però il petto dicendo: Ah! Padre, vieni in soccorso nostro! Perché viene in vostro aiuto, e vi dice: Figlio mio, mangia prima il pane del cielo che mio figlio ti dà; e abbi poi l’attitudine che ti chiede di avere in quest’attesa difficile. Allora stenderò la mia mano sulla tua testa per proteggerti dal terribile castigo che sto per infliggere al mondo. Non agire altrimenti e non fare nient’altro che quello che egli ti ordina, perché è per salvarvi che l’ho inviato in mezzo a voi. Gli ho rimesso la mia fiducia e ho posto le mie parole sulle sue labbra. Vai, e non voltarti.

La felicità degli eletti di Dio

(2) Dalla conoscenza, siete oramai illuminati e innalzati sulle alte cime. La nuova città, nella quale andrete a vivere, appare come se la contemplassimo dalla cima di una montagna ai piedi della quale essa si sarebbe formata. Osserviamo quindi questi frutti della conoscenza sulla Terra dove il mare umano è scomparso, e dove tutto è tornato puro e simile alle origini del mondo.

(3) Vediamo per prima che si tratta di una città di primo ordine che si fonde nella natura nella quale la gente è felice di vivere. Essendo liberi, nulla fa loro paura se non il rumore dei violenti temporali, nulla occasiona confusione né sporca le tuniche, e niente mortifica i visi e pensieri. Le madri non procreano più nel timore di vedere perire i loro figli sotto il loro sguardo. I padri hanno ritrovato il cuore dei loro figli, e i figli hanno ritrovato il cuore dei loro padri. La giovinezza o la vecchiaia non sono più delle categorie di persone che si affrontano. E nessuno teme più di invecchiare e di morire.

(4) Qui, in questo mondo di pace, nessuno è stressato. La malattia grave non esiste, perché non ha più fonti né campi dove propagarsi, più dimore né ciò che la intratteneva. La carestia, la servitù e l’imprigionamento sono ignorati nel regno dove gli angeli non riconoscono altra autorità che quella dell’Altissimo. Non ci sono più guerre, perché ognuno è libero come l’uccello e fa quello che gli piace. Egli obbedisce solo a Colui che oramai governa il mondo, perché qui ci troviamo nel regno di Dio.

(5) La città santa è un gioiello, una stella brillante poggiata sul suolo, dalla quale emana la gloria dell’Onnipotente. Noi l’ammiriamo dall’alto, capendo che il Padre non riservava le tenebre eterne ai suoi eletti, ma il piacere di vivere liberi, che teneva nascosto per color che lo meritano ed accedano alla sua legge per elevazione dello spirito. Nessuno si lamenta, perché la vita del santuario è lo svolgimento dei giorni tranquilli. Essa è anche l’aria pura che respiriamo con le fragranze, il lumino che spegniamo per attraversare tranquilli la notte in mezzo ai suoi, con molte altre cose ancora che scrivono la parola pace sulle palpebre di coloro che riposano e sulla porta della loro casa.

(6) Oltre la linea di separazione del mondo di tenebre dal mondo di luce, i capi delle nazioni, i conquistatori, i trafficanti, i militari, i ricchi, i scientifici ed i religiosi che persero il mondo non sono più, perché l’ipocrisia e la vanità sono per sempre scomparse. Parliamo di quel che fu il loro regno però, per cercare di mantenere il ricordo delle loro presunzioni che facevano della Terra un luogo terribile, un’area di angoscia e delle condizioni abominevoli di sopravvivenza per tutti; e ci sforziamo di immaginarci quella che fu la loro dominazione. Ma abbiamo dimenticato il loro volto, non conosciamo più i loro nomi né la loro nazione. Non vi è più alcuna traccia di loro né di coloro che camminavano sulla stessa via. Già il ricordo di ciò che furono si sfoca e, senza il libro di vita, non ci si ricorderebbe che sono esistiti.

(7) Gli antichi raccontano che il giorno dove gli eletti uscirono dai loro ripari sulle montagne dove il Figlio li aveva radunati, si sbrigarono a rappresentare sul suolo le tre parti della città santa, qui sotto, rassomigliante al Sole,

Concepimento della città del regno

64 - Concepimento della città del regno

e dissero: ecco quel che il figlio dell’Altissimo ci mostrava inlassabilmente! Ecco come vivremo oramai affinché l’orrore non si manifesti più! E questa volta, tutti intesero.

(8) Ma siamo ancora da questo lato figli miei. Però, ciò che sarà nel regno, che viene con le sue luci, le sue gioie, la sua purezza, la sua trasparenza e questa grande libertà per tutti, è reale. Leggete l’apocalisse dove Giovanni spiega la nuova Gerusalemme, che presenta quadrata e costruita con grandi muraglie per mostrare che è ben strutturata e difesa. Questa città degli angeli è proprio lì, a portata di mano, per il nuovo secolo. E non state fantasticando.

(9) La conoscenza della verità conduce obligatoriamente in questo nuovo mondo e a questa nuova città. Ed è affinché arrivi al tempo scritto, che Dio annuncia:

Io farò perire la sapienza dei savi
E annullerò l’intelligenza degli intelligenti.
E suo figlio unico gli rispose:
Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose (del regno) ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto.

(10) Spesso ho spiegato che solo coloro che hanno tenuto il cuore e lo spirito della loro giovinezza possono afferrare il Figlio e vedere il regno. Perciò queste parole di Dio e di Gesù mostrano che gl’intelligenti che vollero governare i loro popolo e il mondo, non possono esseri ammessi.

(11) Solo l’uomo manipolato e legato si rinchiude in sé. Ma quando Adamo ed Eva sono liberi come l’aria, si aprono a Dio e si sottomettono a lui di loro piena volontà. Nessuno le obbliga ad agire così, perché con i loro pensieri sbarazzati dalla menzogna, sanno che nessun essere è superiore a loro.

Le attività

(12) Potremmo ancora impiegare le tecniche di questo fine secolo? Continueremo a comunicare con gli uomini del mondo intero? A questo rispondo che niente impedisce di fare quel che non è in disaccordo con la legge; perché se non si potesse più praticare l’industria, la chimica per esempio, non si potrebbero più fare le minestre con le verdure dell’orto... e se la messa in opera delle materie prime non potesse più essere effettuata, anche gli attrezzi per lavorare i campi sparirebbero. Sul suolo, vi è oramai sufficientemente metalli ed altre materie per servirvi finché la Terra passi. Non abbiate timore, per cambiare mondo, potrete fare quello che vorrete ed utilizzare tutto quel che sarà stato risparmiato.

(13) Però, diffidate di questa specie di frenesia tecnologica che vi colpiva in questa fine del secolo, perché questo conduce invariabilmente al disastro, come lo vedete. Ho già spiegato che viviamo per amare e non per produrre, per proteggere e non per distruggere, perché è la scienza che fall’uomo e non quello che l’uomo fa. Per questo, per non ritornare agli errori del passato, dovrete essere vigili per quanto riguarda le vostre opere ed i vostri progetti.

(14) Nel santuario, utilizzerete abilmente le buone cose antiche acquisite in seimila anni e le buone cose nuove. Veglierete a non agire come i vostri padri che avevano abbandonato le cose utili e tranquille del passato per consacrarsi solo alle follie della modernizzazione che avevano fatto perdere loro le basi del savoir-faire. Ma il ritorno alla serenità vi permetterà di nuovo di fare uso dei cavalli e di tutte le altre bestie che lavoravano, come della forza elettromagnetica, questa forza universale che scende dall’alto senza affliggere la Terra e quello che ci vive.

(15) Quanto a comunicare quotidianamente con il mondo intero, perché vorreste persistere in Babele? Queste cose non poterono prodursi che al termine del mondo, essenzialmente per noia e paura del nulla. Ma, oramai pieni di conoscenza, non avrete più tali timori che vi spingevano ad entrare costantemente in contatto con gli uomini, buoni o cattivi, del mondo intero. Quello, inoltre, vi faceva prendere radici senza più potervi muovere... No, i mezzi di trasmissione della parola e delle immagini hanno esistito, sul far della sera del mondo, solo per far conoscere l’avvenimento del Figlio dell’uomo. Non è scritto che l’avvenimento del Figlio dell’uomo sarà tanto rapido quanto il fulmine tutto intorno al mondo? È con questi mezzi che può esserlo, e conforme a quello che Gesù ha annunciato.

(16) Chiedendovi quali sono i vostri bisogni essenziali, saprete pure che quel che è inutile è obbligatoriamente distruttore. Vi forgerete allora un nuovo spirito; e diventerete tutti re, medici, profeti e capaci in tutti i campi dell’esistenza. Vi scambierete il vostro savoir-faire e non nasconderete nulla, come la legge ve lo chiede. Così, non cercherete più di tirare profitto dai vostri simili, ma farete in modo che siano loro a trarne da voi perché, per l’angelo, l’importante sono gli altri. Per questo, non farete niente di conseguente senza avere prima consultato la legge, per paura che la Terra intera sia, questa volta, colpita d’interdizione di viverci.

Il compimento della predizione

(17) Ma non temete, il Padre ha già salvato il mondo con suo figlio. Anche colui che costruirà la sua casa la abiterà, e nessuno coltiverà un campo affinché altri approfittino della raccolta. I vostri figli rimarranno vicino a voi e vi accompagneranno durante tutta la vostra esistenza, che sarà lunga oramai, in base alla purezza originale ritrovata. Temendo Dio e amandolo con tutto il vostro cuore e tutto il vostro pensiero, manterrete lo spirito della vostra giovinezza; e anziani, sarete sempre giovani! Ah! popolo mio, quanto sono belli i tuoi nuovi cieli!

(18) Mi ricordo di questa parola di Dio, espressa da Isaia, che deve sollecitare tutta la vostra attenzione:

Poiché ecco, io creo nuovi cieli
E nuova terra,
E le cose di prima non si ricorderanno più
E non verranno più in mente.
Ma voi gioite ed esultate per sempre in ciò che creo,
Perché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio
E il suo popolo per la gioia.
Mi rallegrerò di Gerusalemme
E gioirò del mio popolo;
In essa non si udrà più
Alcuna voce di pianto né voce di grida.
Non vi sarà più in essa alcun bimbo che viva solo pochi giorni,
Né vecchio che non compia i suoi giorni;
Poiché il giovane morirà a cento anni E il peccatore che non giunge ai cento anni, sarà considerato maledetto.
Costruiranno case e le abiteranno,
Pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
Non costruiranno più perché un altro vi abiti,
Non pianteranno più perché un altro mangi;
Poiché i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli alberi;
E i miei eletti godranno a lungo dell’opera delle loro mani.
Non faticheranno invano
Né daranno alla luce figli per una improvvisa distruzione,
Perché saranno la progenie dei benedetti dall’Eterno
E i loro discendenti con essi.
E avverrà che prima che mi invochino io risponderò,
Staranno ancora parlando che io li esaudirò.
Il lupo e l’agnello pascoleranno insieme,
Il leone mangerà la paglia come il bue
E il serpente si nutrirà di polvere.
Non faranno più alcun danno né distruzione
Su tutto il mio santo monte,
Dice l’Eterno.

(19) In questa parola dell’Onnipotente vediamo tutta la legge, notiamo la liberazione e la longevità. Ci troviamo la gioia di vivere e la felicità dell’Eterno che, qui, non si pente più di aver formato l’uomo ma, al contrario, è felice di averlo creato.

Il libro di vita

(20) Il signore del cielo e della Terra ha fatto di me il suo interprete pieno di conoscenza ed il suo servitore, perché Egli mi ha dato come missione d’illuminarvi per fondare questa nuova Terra ed i suoi cieli. Ebbene, dopo di me, più nessuno sarà inviato; perché il libro dei profeti e il libro di vita dell’agnello sono uno stesso messaggio nel quale si trova l’essenziale di quel che l’uomo deve sapere per vivere in pace senza distruggersi. Non aspettate più nessuno. Ero l’ultimo dei profeti a venire per essere il primogenito di Sion e il fiero difensore dei suoi fratelli.

(21) Vi ho fatto passare per l’acqua ed il fuoco (il freddo ed il caldo) per risvegliarvi, e che vi appaia che tutti i sentieri portano alle tre parti della città santa del regno. Vi ho così mostrato tutta la verità senza preoccuparmi di coloro che ferisce. Ho fatto solo ciò che Dio mi ha ordinato. Vi ho detto tutto, non ho nascosto niente. Tuttavia, vi consiglio di leggere di nuovo il libro, per meglio capire quello che è spiegato. E fatelo così tante volte quanto potrete per non perdere niente del pane del cielo, non ne mangerete mai troppo; perché ogni volta che ne mangerete, crescerete sempre di più, fino a diventare giganti.

(22) Per questo, quando il libro arriverà a vostra conoscenza, siate aperti alle cose nuove che sono scritte e da molto tempo, predette. Trattandosi del compimento della parola di Dio annunciata, vi chiedo di non aggiungergli niente, di non tagliargli niente, di non frazionarlo e di rispettare il senso delle parole originali traducendolo. Per non essere colpiti dalla collera dell’Eterno, non dovete, senza alcun pretesto, modificare i testi, le figure, e il loro ordine.

(23) E poi sappiate che se scrivo questo libro con la mia sola volontà, come alcuni lo affermeranno, potrete facilmente ignorarlo e metterlo da parte. Ma se è scritto dal dito di Dio, non potrete affatto riuscirci. Interrogate dunque le cose del cielo, la Terra, le Scritture e le attività umane, vi diranno se sono o non sono colui che è annunciato per la fine dei secoli.

(24) Nella Scrittura, un segno mi è dato affinché sappia in quale momento devo rimettere l’arca al mare:

Questo è per te il segno da parte dell’Eterno, che l’Eterno adempirà la parola che ha detto: ecco, io farò retrocedere di dieci gradini l’ombra che per effetto del sole si è allungata sui gradini di Achaz. E l’ombra retrocesse di dieci gradini sui gradini dai quali era discesa.

Questi gradi sono dei giorni. Bisogna perciò far indietreggiare di dieci giorni la fine dell’anno per posizionarla al solstizio d’inverno. E tutto rientra nell’ordine: il giorno della nascita del Figlio, come l’inizio dell’anno del nuovo secolo. Questo significa che devo rimettere il libro al mondo il quindicesimo giorno dell’ultimo mese dell’ultimo anno di questo secolo, che è il giorno della mia venuta al mondo ma anche quella del mio avvenimento. E sarà fatto.

(25) Ecco, vi ho insegnato che il regno dei cieli che si estende senza autorità, senza potenza, senza dominazione e con la sola legge di Dio per tutti i popoli sotto il sole, accoglie oramai il mondo della Terra. Rimarremmo insieme qualunque cosa succeda, e se alcuni degli eletti periscono è che non mi avranno ascoltato.

(26) Abbiamo vinto Satana e la morte per sempre. Pensate quindi spesso al cammino di vita che è oramai tracciato davanti a voi e sotto i vostri piedi, come alla vostra anima che lo percorrerà interamente se praticate tutta la legge.

(27) La conoscenza essendovi data, davanti a voi si trova solo la felicità. Il nuovo giorno si alza e, per voi, il sole della giustizia non tramonterà mai. Che la grazia del Signore Onnipotente sia con voi tutti.


- FINE DEL LIBRO DI VITA -

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