Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Terza parte: 
Le regole dell’existenza

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L’Uomo e il suo divenire

(1) Il serpente ci ha mostrato che i quattro colori dell’umanità sono necessari per occupare tutta la Terra. Devono dunque dimorare, come tutto quel che Dio ha creato. In questo senso, ognuno può facilmente ammettere che gli alberi, per esempio esistono per far ombra, per dare parzialmente la loro legna e i loro frutti, per riparare e far vivere molte specie animali; ma anche per animare il paesaggio, purificare l’aria e offrire così le condizioni di vita ad ogni genere di creatura. Per questo, non bisogna distruggerli.

(2) È lo stesso per tutti i corsi di acqua, il cui scopo è di essiccare le montagne e altri luoghi troppo umidi, rinfrescare coloro che ci si bagnano e abbeverare coloro che hanno sete, dar riparo e cibo a diversi esseri, incantare il paesaggio con piacevoli suoni di ruscellamenti, e rendere magnifici innumerevoli siti dove folleggiano esseri viventi. Adesso sapete che tutto è concepito per l’armonia e la bellezza del mondo, e affinché la Terra sia questo magnifico giardino dell’Eden bisogna lasciarlo intatto, come Dio l’ha creato.

Costituzione dell’essere

(3) Sappiamo che non bisogna distruggere, mi direte, ma lo facciamo! Cosa siamo dunque per agire in questo modo? Perché non riusciamo a capire come dobbiamo vivere senza fare il male?
Rispondo che la prima cosa che bisogna fare, è interrogarsi sulla costituzione di un essere, e vedere che è una creatura fatta dagli elementi esteriori: da tutto ciò che proviene dall’universo e che è il soffio di Dio. Un essere è inoltre animato dalle forze elettromagnetiche e la temperatura che fa parte di queste forze. Avete potuto osservare che la temperatura è sempre all’origine dei corpi e dei loro cambiamenti di stato. Ma aldilà degli astri dai quali e sempre uscita, la temperatura è la forza essenziale dell’animazione interna degli esseri viventi. Sapete che un uovo rimane inerte nel freddo, e che si anima interiormente per diventare un pulcino nel calore corrispondente a quello di sua madre. Quello significa che la temperatura è infatti la forza animatrice della materia che costituisce il pulcino, che proviene per prima dall’esterno (cova), poi dall’interno con la trasformazione degli alimenti di cui quest’essere è nutrito.

(4) L’uovo, cui sotto, che evochiamo, ci mostra quel che sono i quattro elementi essenziali all’esistenza di un essere vivente, in quanto ogni corpo è concepito secondo quest’immagine. Pure, tutto ciò che è organismo, individuale o comunitario, non se ne può allontanare:

  • IL MODELLO serve per prima all’architettura dell’essere e diventa poi il suo spirito che fa legge per lui, come per i suoi.
  • IL CORPO è quello dell’organismo individuale, familiare o tribale.
  • L’AMBIENTE comprende gli elementi con i quali un corpo si forma e si evolve con i suoi simili.
  • LA TEMPERATURA è l’indispensabile forza da cui dipende il clima e l’animazione dei corpi.
Gli elementi costitutivi dell’essere

60 - Gli elementi costitutivi dell’essere

(5) Gli elementi che costituiscono quest’uovo sono l’espressione stessa del mondo, e la maniera in cui dobbiamo vivere per non distruggere. In quanto, attraverso lui, possiamo vedere il mondo, ma anche un seme, una cellula, un essere, la Terra e pure la Galassia. Ma, qui, quest’immagine mostra più specificatamente la composizione esatta di quel che sarà la nuova Gerusalemme: la città santa, che è un organismo viabile questa volta; in quanto, come l’uovo, è composta:

  • dallo spirito che è la legge di Dio con la quale dobbiamo vivere,
  • dal corpo che è formato dalla riunione delle famiglie intorno alla legge,
  • dall’ambiente che è composto dagli elementi di vita trovati nel territorio dove la città e costruita e nel quale trae essa stessa la sua sussistenza,
  • dalla temperatura che è il clima temperato nel quale l’uomo deve vivere.

(6) Che si tratti di una sola cellula o dell’insieme delle cellule di un uomo, o dell’insieme degli uomini di una tribù, o dell’insieme delle tribù di un popolo, o dell’insieme dei popoli del mondo, tutto quel che vive è concepito con gli stessi elementi distinti che abbiamo appena evocato. Nulla è fatto indipendentemente da loro, né è viabile senza di loro. Per questo ho spesso detto che gli uomini non possono vivere altrimenti che in comunità, in chiese composte da famiglie che si conoscono e che sono tutte sottomesse al Creatore e alla sua legge.

(7) In base a questo, e poiché la scienza è ciò che fall’uomo e non ciò che l’uomo fa, non dobbiamo cambiare niente sulla Terra, né modificare e denaturare nulla, tutto deve rimanere nella sua originalità. I siti, i vegetali, gli animali e gli uomini; così pure le acque ed i corsi d’acqua, le foreste, l’aria e il clima non devono in nessun modo essere modificati, in quanto ciò che esiste indipendentemente da ogni volontà umana è opera di Dio. Dunque, in nessun modo e per nessuna ragione, dobbiamo trasformare il paesaggio a piacimento nostro, né cambiare la natura per adattarla al pensiero umano o a qualche strategia. Al contrario, ognuno deve utilizzare le sue facoltà per adeguarsi alla natura e mantenerla com’è stata creata. Questo non essendo quel che praticate, ma il contrario, la Terra è diventata invivibile e pronta ad abbandonarvi. Ecco perché siete disperati!

Il dolore protettore

(8) La continuità del mondo può essere assicurata solo dallo Spirito Santo nell’uomo, e questo spirito santo non può essergli dato che dall’intera conoscenza della verità. È dunque utile chiarirsi ugualmente quest’altro elemento dell’esistenza al riguardo dello spirito, che è il dolore. Cosa possiamo dire? Il discernimento del bene e del male ha per scopo di permettere di avanzare in ciò che conviene alla vita e alla sua continuità. È ovvio che se si cammina nel male, in quel che non conviene all’esistenza, ci si rovina fino a trovare la morte. Quello s’intende anche per il mondo animale. Ora, affinché gli uomini possano arrivare fino alla fine dei secoli dove prendono conoscenza della verità, era inconcepibile che potessero attraversare il deserto e le tenebre senza il dolore della carne che ha per scopo di rimpiazzare la mancanza di discernimento del bene e del male. Dico che se l’uomo fosse insensibile al dolore, da molto tempo non ci sarebbe più nessuno in questo mondo. In quanto è questo dolore che fa camminare retti, e non il giudizio umano che spesso è instabile.

(9) Convenite che se Dio avesse creato gli esseri viventi senza che potessero soffrire nella loro carne, questi non si proteggerebbero dai pericoli e non potrebbero sussistere. In quanto si fracasserebbero, si strapperebbero, si annienterebbero, disdegnando il loro corpo. Perciò il dolore è necessario alla protezione delle creature. Senza lui, niente sarebbe cui oggi. Il dolore spinge dunque un individuo a camminare in quel che gli è favorevole, in quanto tutto ciò che fa male alla carne o all’anima è obbligatoriamente dannoso per la vita e la sua continuità. Sin da questo, sapiamo che il dolore e una delle numerose perfezioni dell’esistenza. Però nessuno ne aveva coscienza fino a questo giorno, in quanto lo consideravate come un difetto e non come la più grande protezione che ci sia. E rimproveravate i vostri dolori a Dio...

(10) Affinché non ci siano ingiustizie e crudeltà, tutto ciò che vive fissandosi al suolo dalle radici non prova dolore. Per questo, durante un incendio le piante che bruciano non soffrono. Ma tutto ciò che vive muovendosi e sottomesso al dolore, in quanto questo è un mezzo di difesa, ma anche una punizione, quando si fa quel che non si deve. Non è dunque il dolore che bisogna cercare di eliminare ma ciò che lo procura, a cominciare dalle tenebre. Ora, distruggendo la Terra con la quale esistiamo, agiamo inversamente, in quanto ne risulta necessariamente sofferenza e cordoglio. In base a queste evidenze, è molto più utile eliminare le cause del dolore che voler annullarne gli effetti, in quanto è sempre la conseguenza di un errore. Di conseguenza e dalle esperienze vissute, diventa anche una prevenzione contro l’errore che prende forma. Obbliga dunque la creatura a camminare in quel che gli è favorevole, facendola inoltre acquisire il rispetto per le altre creature che soffrono altrettanto.

(11) Se è terribile soffrire, è per star attenti a non uccidersi o uccidere altri. Per questo, senza dolore, la vita è inconcepibile. Se non esistesse, non avreste mai niente da dire, e se non fossi crocifisso tacerei. È di conseguenza l’elemento maggiormente favorevole alla continuità della vita, in quanto le lezioni che dà sono cocenti e tolgono la voglia di ricominciare. Anche questo, la fine del mondo lo mostrerà.

(12) E se dite: perché bisogna che la donna soffra quando partorisce, mentre compie la volontà di Dio? Vi rispondo con un’altra domanda: se i dolori non venissero dalle viscere della donna quando suo figlio giunge a termine, cosa l’obbligherebbe a sforzarsi per partorire e non soffrire più? Anche in questo caso il dolore è salutare, altrettanto per la madre quanto per il figlio. Ma la madre non dimentica poi rapidamente il suo dolore dalla gioia che prova per avere messo un figlio al mondo? Nell’istante che segue, non se ne ricorda più! Per questo, mai una madre si è rivolta contro Dio per via di questo dolore. E quando Dio dice a Eva che aumenterà il dolore dei suoi parti, non parlava affatto di questo dolore. Gli diceva che chiedendo ad Adamo di fare ciò che non doveva fare, avrebbe sofferto sempre di più in un mondo che sarebbe diventato iniquo e pericoloso, e al quale avrebbe consegnato i suoi figli. Non è quel che provano le donne oggi, quando sono sul punto di partorire in questo mondo di follia, che sanno condannato?

(13) Ma le virtù del dolore sfuggono agl’intelligenti che vedono in esso un errore della vita, facendoli gridare: e abominevole soffrire come soffriamo! Altri li sostengono, dicendo: in effetti Dio e cattivo agendo così su di noi! Se Dio esiste... rispondono i loro figli, Egli commette un gran sacrilegio lasciando perire le sue creature rispetto alle quali Egli non interviene! Viviamo in un mondo crudele, affermano! E la vita è uno scandalo, aggiungono! Dio è una menzogna, e il suo Cristo una leggenda!

(14) Ma, uomini gloriosi, frettolosi di non voler capire niente, è Dio che vi fa soffrire o quest’incapacità a vivere convenientemente nel mondo? I vostri dolori, uomini di poca comprensione, non sono proprio le retribuzioni delle vostre trasgressioni dai comandamenti della legge di Mosè? Non sono i frutti delle leggi di coloro che governano? Se non vengono da Dio, vuol dire che vengono dagli uomini! Allora non rimproverate a Dio quel che dovete rimproverarvi a voi stessi. Soffrite dunque, questo vi fortificherà nell’attesa di colmare il vostro spirito d’intelligenza. Avevate Dio, la Sua Legge e i Suoi profeti, ma li avete respinti per avere un re, le sue leggi e i suoi ministri. Misurate dunque gli effetti con quel che succede per causa loro. Forse i vostri occhi finiranno per aprirsi? Forse avrete allora un po’ meno di arroganza?

(15) Altri diranno pure che ci sono molte malattie che provocano grandi dolori, e che è ingiusto! Certamente, a causa delle macchie, dei deterioramenti e delle ferite occasionate dall’uomo, le malattie sono molte numerose al tramonto del mondo. E che siamo circoncisi o non, nessuno è al sicuro. Ma all’inizio, dove tutto era puro, non era così. E gli uomini, che non soffrivano come soffrite, non avevano a curarsi come siete obbligati a farlo oggi. Avete dunque bisogno della grande medicina di questa fine dei secoli, in quanto senza essa quanti sareste? Un piccolissimo numero. Sappiate tuttavia che nel regno, dove non ci sarà né potere, né denaro, né distruzione, né aggressione, l’ordine originale sarà ristabilito e tutto tornerà puro come agl’inizi. Non sarete quindi più esposti a queste malattie pericolose e angoscianti che si sviluppano rapidamente nelle tenebre.

L’invecchiamento

(16) Per adesso, nel momento in cui entriamo nel regno del Padre, il Sole e la Terra sono ancora dei figli del cielo. La loro crescita effettuandosi rapidamente, tutto va molto veloce, e la durata di vita degli esseri è corta. Ma quando i nostri astri finiranno la loro crescita e che l’attività solare decrescerà, la vita degli esseri sarà molto più lunga che lo è oggi. In effetti, sappiamo adesso che la velocità di vita degli esseri è dipendente dalla velocità di lavoro degli astri. Perciò, non è il tempo che ha dell’effetto su di noi ma la velocità del lavoro degli astri dalla quale dipendiamo, in quanto cambiando continuamente le condizioni di esistenza delle creature, questo lavoro non permette a queste di durare indefinitamente. Capiamo cosicché l’invecchiamento è dovuto al fatto che un essere non può seguire costantemente questi continui cambiamenti, se no rimarrebbe per sempre.

(17) Se non ci fosse l’invecchiamento, cioè se vivessimo continuamente con lo stesso corpo, vivremmo anche senza il dolore protettore. Cosa che ci porterebbe a pensare che potremmo attraversare un incendio senza danni, far cadere una pietra sulla testa di qualcuno che non rischierebbe nulla, e pure devastare la Terra fino a renderla liscia, in quanto, senza morte possibile del corpo, il castigo sarebbe inesistente. Se non s’invecchiasse, saremmo inoltre senza giovinezza, senza desideri, senza piaceri, senza meriti, senz’intelligenza, senz’amore, senza gioia; in quanto vivremmo senza rispetto, senza giustizia, senza perdono, senza prodezza, senza discernimento, senza opposizioni e senz’ardore, perché i sensi, l’apprezzamento e lo sforzo non esisterebbero. Cosa sarebbe allora questa specie di vita forzata senza tutto questo, e nella quale non potremmo ovviamente né ridere né piangere? Poiché la vita non può intendersi così, è ovvio che la morte del corpo è necessaria. Di conseguenza, l’invecchiamento è pure l’una delle perfezioni della vita. Non è un oltraggio o una disgrazia, perché al termine dei giorni, la morte interrompe le anime che sono uscite dal merito di sussistere e permette alle altre di ritrovare un corpo sul lungo cammino della vita. Questo è veritiero e certo.

(18) Queste spiegazioni mostrano ancora che non c’è nessun adattamento possibile degli esseri a delle condizioni di vita nuove per trasformazioni continue dei loro corpi nei secoli, altrimenti vivremmo eternamente con il corpo disdegnando il merito di esistere. In questo caso, la legge e la moralità che ne conseguono sarebbero inutili. Non ci sarebbe quindi nessun giudizio dell’anima dalla legge, né di ricompensa per la vita eterna. Ciò è inconcepibile. In quanto senza moralità, cioè senza saggezza né ritegno, il mondo intero sparirebbe e sarebbe già scomparso.

La vita eterna

(19) Oggi, ognuno può vedere che gli esseri sono sempre dei corpi finiti, di cui la durata di vita corrisponde solamente ad un corto momento della vita degli astri dai quali discendono e che cambiano in permanenza. È di conseguenza naturale ed indispensabile invecchiare cosicché, dopo la morte, l’anima meritevole si avvolga di un nuovo corpo umano. La durata di questa seconda vita corrisponde ancora ad un momento della vita dei nostri astri. Ma questa nuova esistenza, come le seguenti, sarà ben più lunga della precedente. In quanto la progressione degli astri e delle anime continuerà a farsi durante tutto lo spostamento della famiglia solare.

(20) Se l’invecchiamento e la morte fanno così paura agli uomini sul far della sera del mondo, è perché ignorano la verità sulla ragione di vivere. La morte esiste solo nell’immaginazione di coloro che non sanno che l’anima è il frutto del vissuto che testimonia il merito di proseguire o non la propria esistenza con delle rinascite. Siate dunque vigili alla menzogna che, essendo irreale, scrive l’anima di falsità che la fanno uscire dalle cose vere e, così, dalla grande spirale del cammino di vita. È questa la morte e la sola che sia dato che, per l’anima scritta di verità e di atti favorevoli all’esistenza, la morte non esiste né il tempo. Dove sarebbe la sua dimora? La vita ha delle dimore, sono i corpi degli esseri. Ma poiché un giorno questi ritornano polvere, dove la morte potrebbe abitare? Nelle anime? Non è possibile, in quanto l’anima è insensibile senza il corpo e attraversa gli anni nell’incoscienza, come un libro indistruttibile potrebbe farlo. Dove dunque la morte potrebbe alloggiare: nelle rocce, nell’aria, nell’acqua, al di sopra delle nuvole? Senza dimora, non può avere realtà. L’intelligenza vi è data affinché possiate capire.

(21) D’altronde, se la vita eterna comincia solo dopo la morte del corpo come lo credete, allora cos’è la vita prima della morte? Sono i preti di satana che vi fanno credere che la vita eterna esiste solo dopo la morte, perché amano e venerano la morte. Quando gli guardiamo, non è la vita ma la morte che vediamo! perché la rispettano, la trapelano, la trasudano e ne portano l’odore. Si prosternano davanti e la temono, perché sono i suoi figli. È la loro madre ben amata. E incitano gli uomini a venerarla, a temerla, a rispettarla, e a porre il loro saluto in essa. Ora, poiché l’amano tanto, sappiano che il Padre la riserva loro per dimora eterna.

(22) Quando ci si trova alle soglie della morte, è inutile girarsi verso Dio, perché è troppo tardi per implorare i suoi favori. Bisogna al contrario consacrarsi a Lui durante i giorni, officiando nel senso della Sua Legge. Quando respiriamo essendo circoncisi, siamo già nella vita eterna. Per questo i preti che predicano l’inverso, essendo loro stessi dei morti che seppelliscono i morti, perdono le anime dei vivi. Vi è solo colui che predica la religione del cuore che ha i favori del Padre, vi ho detto e spiegato. Ma i preti di Satana vi fanno credere che, qualunque cosa abbia fatto durante quei giorni, ogni uomo è perdonato quando muore. Per questi sepolcri, la morte è un perdono e non un giudizio dell’anima, e un perdono che cancella tutti i peccati, anche quelli più infami e mortali! Ed è per questo che sono questi preti che dovete temere, più delle armi che possono far perire solo i vostri corpi dato che, loro, fanno perire le anime con tali menzogne! Credete questo figli mie, è scritto con il dito del figlio di Dio oggi, e dai profeti prima di lui.

(23) La vita è una ed indivisibile. Essa è generale e constante nell’universo senza limite. Quel che non può essere il caso della morte che è solo la cessazione dell’esistenza di un corpo qua o là - La morte non è il contrario della vita, è il contrario della nascita - Per questo è personale e locale. E il passaggio della vita alla morte si effettua senza alcun dolore, come quando si perde conoscenza. Siamo lì e poi, un istante dopo, non ci siamo più! Ma per i circoncisi di cuore, la morte non è altro che il sonno della loro anima che si risveglierà con un nuovo corpo d’uomo nei tempi favorevoli e relativi ai cambiamenti solari che abbiamo studiato. Per questo la scrittura dice, perché questo serva da testimonianza, che chiunque crede nel Figlio dell’uomo avrà la vita eterna. Questo, perché chi crede è obbligatoriamente santo di spirito. È un figlio della promessa al quale la Terra appartiene oramai e per sempre.

(24) È pure necessario sapere che è l’arricchimento giornaliero delle scritture dell’anima che fa apprezzare sempre più ampiamente l’esistenza. Per meglio capirlo, pensate che se la vita nell’universo di Dio è mille, voi siete oggi, con il suo primo mondo, nel uno di questo numero. La vostra anima raggiungerà mille quando arriverà nel cuore della ruota. Questo paragone è per permettervi di apprezzare la vita eterna, che non bisogna mai dissociare dagli astri dai quali dipendiamo né dal merito di proseguire la sua vita. Senza questo, voi non lo capireste, e il vostro desiderio di vivere s’interromperebbe. Allora perireste.

(25) Voi dite: Ogni nascita annuncia una morte! Ed io vi rispondo che solo il corpo invecchia e passa, l’anima non lo fa affatto. Pensate piuttosto che quando venite al mondo voi entrate nella vita eterna, ma che potete uscirne secondo quel che fate. Quello è perfetto, in quanto c’è posto su questa Terra solo per i giusti e i meritevoli. Dio crea sempre in abbondanza, perché resti solo il migliore, cioè l’utile e il perfetto. Per questo c’è molta gente in questo cambiamento di secolo e, in mezzo a loro, molti chiamati e pochi eletti.

(26) Che tutte queste cose insieme vi permettano infine di capire che la conoscenza acquisita man mano della nostra esistenza, non è per mostrarvi che nasciamo per morire, ma per vivere eternamente. Questa crescita di conoscenza permette di dotarsi dello Spirito Santo per vivere con l’anima tutto ciò che offre il lungo percorso di vita.

Il comandamento di Dio, non è la morte, è la vita eterna, dice Gesù.

Ora, chiunque può acquisire questa vita, con la circoncisione del cuore e con l’innalzamento. Elevarsi, è ciò che fate seguendomi e capendo le opere dell’Eterno, particolarmente l’attività elettromagnetica con la quale tutto esiste nel cielo e sulla Terra, fino all’uomo. È dunque facile elevarsi e raggiungere la conoscenza con la quale non ci si può arrischiare in ciò che fa perire.

Il giudizio

(27) Pensate continuamente che gli astri e le anime camminano sempre insieme lungo il sentiero della vita, e che alla nascita l’anima è un libro vergine che scriviamo con quel che viviamo durante i propri giorni. Gli atei diranno a questo proposito che parlo abilmente della vita eterna affinché gli uomini non si corrompano e non facciano perire l’intera creazione, ma che le mie parole sono senza fondamenta, che non c’è nessun Dio, né giudizio, né ricompensa. Rispondo loro che, per svalorizzare il Figlio, dovranno distruggere anche le Scritture che fanno riferimento alla vita eterna, come l’intero libro di vita che dimostra questa realtà, e continuare ad affermare che gli uomini esistono per caso e senza ragione... Possono solamente intendere ciò che è la vera giustizia, il merito e la ricompensa? Ve lo dico, non si può vivere indefinitamente con delle supposizioni o dei miti, ma solamente con delle certezze. E coloro che le cercano le troveranno in questo libro di vita e nei libri di coloro che mi hanno annunciato, in quanto è pure questo il vostro giudizio.

(28) Abbiate inoltre coscienza che potete solo essere insegnati e giudicati dalle Scritture. Ora, un piccolo libro che mostra l’universo di Dio nella sua realtà e dà agli uomini una visione esatta del mondo, che rivela il contenuto delle Scritture velate fino ad oggi, e che spiega ad ognuno come conviene vivere per conformarsi al reale e vivere in eterno, è obbligatoriamente il libro di vita dell’Agnello. La Scrittura dice in proposito, per questo giorno del giudizio:

Poi vidi (Giovanni) un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro.
E vidi i morti (tutti voi), grandi e piccoli, che stavano ritti davanti a Dio, e i libri furono aperti (il vecchio e il nuovo testamento); e fu aperto un altro libro, che è il libro della vita (questo libro); e i morti furono giudicati in base alle cose scritte nei libri, secondo le loro opere.
E il mare (umano) restituì i morti che erano in esso, la morte e l’Ades (i tempi dell’ignoranza) restituirono i morti che erano in loro, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere.
Poi la morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco (quello che arriva). Questa è la morte seconda (la prima essendo quella dello spirito), lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco (non ha il suo posto nel regno).

(29) Perché apro i vostri occhi e vi resuscito con il mio battesimo, quel che avete scritto sulla vostra anima durante i vostri giorni è giudicato da ciò che è scritto nel libro dei profeti e in questo libro di vita. In quanto racchiude solo parole veritiere e fertili che cambiano l’uomo tenebre in uomo di luce. Per questo coloro che praticano la menzogna l’incidono sulla loro anima, e non potranno essere del numero degli eletti. Non trovando appunto il loro nome scritto nel libro di vita dell’Agnello dove si riconoscono, non potranno far parte del numero di coloro che vengo a ricercare per il regno. Quindi, non potendomi seguire come lo fanno i santi di spirito, saranno gettati nello stagno di fuoco.

(30) Ecco cos’è l’ultimo giudizio di cui parla la Scrittura. In quanto, chiunque voi siate, non potete sfuggire a questo giudizio, che ha anche per oggetto di dividere i capri dalle pecore prima della fine, e come i profeti ve ne avevano avvisato.

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