Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Terza parte: 
Le regole dell’existenza

49

Il giudizio delle nazioni

(1) Quando venni al mondo, Dio mise una bilancia nelle mie mani affinché potessi in seguito stimarne il valore. Dopo avere pesato a lungo gli uomini delle quattro generazioni, non ho trovato differenze di peso tra loro. E ne fui soddisfatto, dato che questo corrispondeva ai pensieri dei profeti e non a quel che raccontavano coloro che non hanno affatto rispetto per i popoli ai quali derubarono il loro paese.

L’infame colonizzazione

(2) Gli uomini devono abitare unicamente il loro paese di cui sono originari, perché l’ordine dei popoli s’intende prima con il fatto che ognuno abiti nel suo paese e non quello altrui - Il paese e l’uomo che li a partoriti sono uno - Per questo nessuno deve appropriarsi il paese altrui per stabilirsi.

(3) E bene rendere visita ai popoli stranieri e condividere il sapere con loro, perché si tratta di fraternità. Ma derubare un paese, decimando o sterminando il suo popolo, come lo fecero i conquistatori, è commettere la più grande infamia davanti a Dio che ha creato tutti gli uomini con lo stesso amore. Per questo eliminerà senza pietà coloro che hanno agito così.

(4) Se qualcuno uccide un uomo e la sua famiglia per impadronirsi dei suoi beni e delle sue terre, avreste il cuore di andare ad abitare vicino a lui? Non l’avreste, e non lo fareste in assoluto. Perciò coloro che se ne andarono (o se ne vanno ancora) abitare i paesi conquistati con la forza delle armi, approvano obbligatoriamente i sacrilegi commessi dai loro predecessori e spariranno con loro. È qui la grande giustizia del cielo, dato che non si stabilisce la propria dimora sul sangue delle anime innocenti che gridano dalla terra e di cui le grida risalgono fino all’Eterno.

(5) Sappiate dunque che queste nazioni spietate della sera del mondo non sussisteranno, perché deridono il Padre e Gesù che dice:

TAma il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente. Questo è il primo e il gran comandamento. E il secondo, simile a questo, è: Ama il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti.

(6) Amare Dio e il suo prossimo, è praticare i comandamenti della Sua legge e fraternizzare con tutti gli uomini, non è affatto sputargli in faccia sedendosi sulle anime dei Suoi figli che uccidiamo. Però, è quel che fecero certe nazioni arroganti che s’impadronirono di più paesi ai quattro angoli del mondo dove partorirono le loro infamie. In effetti, dopo avere legato o sterminato i popoli innocenti dei paesi che derubarono con la forza, queste nazioni diedero nascita a figlie mostruose, a delle nazioni simili ad esse, che hanno ancora più disprezzo per altrui.

(7) In mezzo a queste nazioni crudeli c’è ne una che divenne gigante. Si sviluppo così rapidamente che i briganti del mondo intero non cessarono di accorrervi per cinque secoli, con i loro preti, per fortificarla e moltiplicarsi. Allora, avendo fatto della dismisura il suo mantello e dell’arroganza la sua fiaccola, domina tutte le nazioni del mondo alle quali impone le sue regole. Ma il mondo è diventato troppo piccolo ai suoi occhi per esercitare la sua autorità. Allora si gira verso gli astri che spera ben presto colonizzare...

(8) Per consolidare la loro supremazia, i dirigenti di questa nazione arrogante e sprezzante, che si fa odiare dal resto del mondo, vogliono oramai sembrare morali ed esemplari, consigliando vivamente, con minacce al bisogno, a tutte le nazioni di camminare sulle stesse vie. Pensano in questo modo poter regnare eternamente sul mondo intero dato che, da Roma e delle sue infamie, questa nazione è nata. Però, nel regno che arriva, non ne troviamo la sua traccia, è scomparsa dal mondo.

(9) Ugualmente per gli immigranti, i discendenti dei conquistatori non possono essere legittimi nel paese che i loro padri derubarono un tempo, perché i secoli non rendono legittime le infamie commesse da antiche trasgressioni della legge. Al contrario, fanno solo che accrescerle; perché la menzogna antica non può diventare verità cambiando volto nel tempo.

(10) Pensate quindi che per entrare nel regno che arriva, voi che, per una ragione o l’altra, abitate un paese che non è quello delle vostre origini, dovete rivolgervi verso il vostro popolo e fuggire nel vostro paese di appartenenza prima della fine. Se non agite così, perirete; dato che non potrete entrare nell’Assemblea. Rimarrà vivo su questa terra solo il popolo che assemblerò in ogni paese, e nel mezzo del quale nessun straniero potrà entrare. Intendete quel che vi dico, perché le nazioni colpevoli del disastro pagheranno al doppio il prezzo del sangue che hanno versato. Dio non li dimentica affatto. È la loro retribuzione sarà resa loro misura per misura, e al doppio della misura di quello che hanno fatto.

Il grande disordine

(11) Le nazioni che dispongono di grandi potenze di distruzione sono spesso all’origine delle guerre e dell’instabilità del mondo. Sono pure quelle che hanno provocato i movimenti di uomini dai paesi che hanno impoverito verso le loro nazioni coperte di denaro. Parlo dell’immigrazione che genera ogni sorta di miscuglio di popolazioni e di meticciato, fino al punto di non sapere più chi è chi, e a chi appartiene il paese nel quale gli stranieri arrivano in massa. Quel che aumenta la confusione e suscita vane discussioni sulle razze e l’integrità dei popoli.

(12) Chiunque non abita il suo paese originale è doppiamente colpevole, da una parte perché impoverisce il suo popolo con la sua assenza, e dall’altra perché diventa un fastidio considerevole nel paese straniero dove ha stabilito la sua dimora. Ciò accresce sempre di più il malessere e il disastro creato dal sovrappopolamento.

(13) Per tutte queste ragioni, Dio dice che renderà l’uomo più raro che l’oro fino, più raro che l’oro di Ofir. Pensate allora che il numero di uomini restanti non sarà che un piccolo numero. In effetti questo grande giorno di vendetta, è scritto:

Ecco, il giorno dell’Eterno viene:
Giorno crudele, d’indignazione e d’ira ardente,
Per fare della terra un deserto
E sterminare da essa i peccatori.
Poiché le stelle del cielo e le loro costellazioni
Non faranno più brillare la loro luce;
Il sole si oscurerà al suo sorgere
E la luna non diffonderà più la sua luce.
Io punirò il mondo per la sua malvagità
E gli empi per la loro iniquità;
Metterò fine all’alterigia dei superbi
E abbatterò l’arroganza dei tiranni.
Renderò l’uomo mortale più raro dell’oro fino,
L’umanità più rara dell’oro di Ofir.
Perciò farò tremare i cieli,
E la terra sarà scossa dal suo luogo
A causa dell’indignazione dell’Eterno degli eserciti
Nel giorno della sua ira ardente.
Allora, come una gazzella inseguita
O come un gregge che nessuno raduna,
OGNUNO SI VOLGERÀ VERSO IL SUO POPOLO,
OGNUNO FUGGIRÀ AL PROPRIO PAESE.
Chiunque sarà trovato sarà trafitto,
E chiunque sarà preso cadrà di spada.
I loro bambini saranno sfracellati davanti ai loro occhi,
Le loro case saranno saccheggiate e le loro mogli saranno violentate.

(14) Voi tutte, nazioni fattizie, costituite da briganti accorsi da tutti gli orizzonti per sfruttare i paesi che avete derubato; si, voi che siete solo delle imitazioni del veritabile e delle nazioni senza radici, venite a prendere atto del vostro castigo. Non scamperete in quanto, che siate di occidente o di oriente, del settentrione o del mezzogiorno, quello che è scritto è scritto e si compierà, anche se non lo vorreste.

(15) Oggi coloro che regnano in queste nazioni dominatrici avranno bisogno di appoggiarsi su delle rocce per rimanere in piedi davanti alla collera di Dio, soprattutto perché sono solo che dei codardi senza coraggio che ricercano la potenza delle armi per colmare la loro debolezza spirituale.

(16) Per questo, quelle qualche nazioni insolenti, che fanno ostentazione della loro supremazia, sono in avversione all’Eterno che odia ciò che è elevato. Sono anche il malessere e la vergogna dell’umanità; dato che esse arringano i piccoli popoli per farsi intendere, li opprimono per meglio regnare, accrescono il loro armamento per farli tremare, e organizzano spesso dei massacri su di loro, che chiamano guerre, per consolidare la loro supremazia. Queste nazioni crudeli dovrebbero quindi restare su questo pianeta che muore? No, perché coloro che uccidono gli uomini e che si glorificano poi dei loro atti canagleschi che giustificano con il loro coraggio, sono in verità degl’individui senza valore umano, che vedranno venire il regno senza poter andarci.

(17) Solo i rifugiati sono accettabili per un tempo durante il quale riprendono delle forze per rialzare il loro popolo in pericolo. Ma se abbandonano i loro, con il pretesto che è difficile vivere nel loro paese sul quale i briganti hanno messo mano con la forza, non sono gloriosi, non hanno il volto degli eroi. Se non ritornano a casa loro prima della fine, ma rimangono nel paese che ha aperto loro le sue porte per soccorrerli, allora prenderanno il volto dei conquistatori e subiranno il loro castigo, il peggio che possa essere dato.

(18) Il principio delle formazioni ha mostrato che la creatura vegetale, animale o umana è obbligatoriamente la giusta risposta dell’ambiente originale dal quale esce. Di conseguenza, ogni immigrazione o il trapiantarsi non può essere che una profanazione dei luoghi, con introduzione di corpi estranei in quei luoghi. Una foresta è legittima e sovrana là dove si trova dal principio, e niente altro può o non deve regnare al suo posto. È lo stesso per i popoli del mondo intero, che nulla e nessuno deve disturbare.

(19) In base a questo, vediamo che i conquistatori non devono assolutamente abitare un paese che non è quello delle loro origini, visto che hanno obbligatoriamente il viso dei traditori e dei assassini. Dei traditori, perché hanno abbandonato la loro famiglia e il loro popolo, e assassini, perché uccisero a volte gli uomini e le bestie per prendere possesso dei loro paesi che ambivano.

(20) Quando si agisce in questo modo, possiamo essere degni di Dio e amare il suo prossimo come se stessi? Abbiamo il diritto di acclamare ovunque nel mondo il suo amore per le opere dell’Eterno? Io vi dico che possiamo disdegnare i popoli e Dio solo essendo della peggior specie! Per questo la distruzione dei conquistatori e dei colonizzatori che Dio sta per operare, come le nazioni dalle quale uscirono questi esseri di una bassezza estrema, è solo giustizia ed esecuzione del decreto.

(21) Non sono mai le persone di un popolo che s’innalzano contro altri popoli per far loro la guerra, sono coloro che regnano a capo che lo fanno obbligandoli ad uccidersi a vicenda. Ma la fine di tali scandali è arrivata, in quanto l’acqua viva dissolve ogni potere umano e mette a nudo coloro che li possedevano. Così denudati, i vostri capi non saranno più in grado di governarvi, ma piuttosto di divertirvi nella loro disperazione, dato che è scritto al loro riguardo:

Dio rende grandi le nazioni e poi le distrugge,
Estende le nazioni e poi le porta in esilio.
Toglie il senno ai capi della terra
E li fa vagare in solitudini senza strade.
Brancolano nelle tenebre senza luce,
E li fa barcollare come ubriachi.

Alzando gli occhi sul mondo, il vagare dei capi dei popoli non può sfuggirvi dato che, in più del loro disorientamento, sono colpevoli di guerre, dello sgomento e della devastazione dei paesi. Negarlo, è condannarsi.

Il diritto di ognuno

(22) Ma coloro che si sono radicati nei campi della menzogna mi diranno: dall’inizio, ci dici che la maggior parte dell’umanità perirà per lasciar posto ai figli di Abrahamo ai quali la Terra fu promessa. E hai mostrato in questo senso la parola di Dio annunciando che renderebbe l’uomo così raro come l’oro di Ofir. Se è così, questo significa che i diritti degli uomini definiti dai nostri padri non valgono nulla! Dobbiamo abbandonarli per sempre?

(23) Rispondo a questo che Gesù aveva ragione di temere che non vi trovi addormentati al mio arrivo improvviso! In quanto non smetto di dirvi che gli uomini di oggi non hanno tutti gli stessi diritti. In effetti, coloro che trasgrediscono i comandamenti e abusano di potere su altrui; coloro che distruggono le foreste, i siti, i mari, le specie vegetali e animali per denaro; coloro che corrompono e fanno soffrire l’umanità; coloro che annientano i valori morali; e tutti coloro che toccano in un modo o nell’altro alla natura, o dichiarano una guerra, hanno perso il diritto di rimanere sulla Terra che non può più sopportarli. Dio vuole che sia così, per i santi di spirito ai quali Egli dà la Terra mantenendo il diritto di fare quel che piace loro.

(24) Avevate creduto che i diritti dell’uomo potevano essere definiti da qualche abitante dei sepolcri? Sono le vostre macchine che determino loro stesse le loro proprie regole di marcia, o siete voi a dargliele creandole? Poiché non sono loro che possono stabilire le loro regole, non avvisatevi a stabilire le vostre che solo il Creatore può darvi. I vostri padri hanno creduto poterlo fare, e hanno annientato la legge di Mosè. Costruirono dunque un mondo instabile, un mondo che vacilla e barcolla, pronto a crollare.

(25) Mosè ha indicato all’umanità come doveva comportarsi. Ma da sempre l’uomo ha respinto la sua legge ed i suoi consigli per poter fidarsi dei grandi. Adesso ognuno deve assumerlo, perché è scritto nei salmi:

L’Eterno è per me fra quelli che mi soccorrono,
E io guarderò trionfante sui miei nemici.
È meglio rifugiarsi nell’Eterno
Che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nell’Eterno
Che confidare nei principi.

(26) D’altronde, per proteggere loro stessi e coprire i criminali che sostengono, i capi delle nazioni ed i loro ministri nei quali voi confidate, dovevano abolire la pena di morte instaurata da Mosè. E voi i circoncisi, che camminate sulle loro vie, abbandonate questa responsabilità in questo caso. Perché dal fatto che occupano posti elevati, li lasciate vivere pacatamente; quando essi opprimono, distruggono e uccidono a loro piacimento.

Il risanamento dei popoli

(27) Benché si ripeti, la storia avrà almeno servito a mostrarvi che era inutile decadere colui che si siede di testa propria in capo ad una nazione, per rimpiazzarlo con un altro scelto da tutti; in quanto l’uno o l’altro adorano i stessi dèi; soldi, potere, dominazione e gloria. Ubriachi di vanità e sprovvisti di luce, tali individui non portano affatto la liberazione ma quel che rende l’uomo schiavo e inadatto a conoscere la verità.

(28) Non era dunque affatto con discorsi né con ribellioni contro coloro che governano che si poteva metter fine ai loro scandali e alle loro infamie, ma solamente abbandonandoli finché spariscano. Per questo le rivoluzioni furono sempre inutili, soprattutto che non erano i vostri capi che bisognava combattere, ma i vostri propri pensieri. Non è quel che mostra Samuele? Per cambiare il mondo, bisogna per prima cambiare il proprio cuore. Perciò non provate più a valutare il mondo in funzione ai tumulti della sua storia, dato che è solo prendendo parte alla resurrezione dei morti che potrete valutare e determinare quanto tempo gli resta.

(29) I potenti di questo mondo vedranno con tutti i loro occhi la fine arrivare nel movimento di ritiro che effettuerete; perché, senza di voi che li facevate vivere, periranno tutti. Capite ancora meglio la separazione dei caproni e delle pecore che opera il Figlio dell’uomo nel giorno della sua venuta, e perché Gesù vi avvisa con così tanta insistenza, come tutta la scrittura:

Ogni valle sia colmata
E ogni monte e colle sia abbassato;
I luoghi tortuosi siano raddrizzati
E le vie scabrose appianate
E ogni carne vedrà la salvezza di Dio.

Se dunque sentite la voce di colui che compie oggi questa parola della scrittura, non vi precipitate alla cima degli alberi, perché non rischiate niente e che i cammini per fuggirlo si fermano tutti alla loro sommità.

(30) Avreste dovuto chiudervi a coloro che governano ed ascoltare Gesù che vi chiedeva di amarvi l’un l’altro. Ma non hai voluto sentirlo, tu, la quarta generazione che uccise duecentomilioni di uomini in meno di mezzo millennio! Hai insudiciato la tua veste dalle tue infamie, hai oppresso coloro che non hanno potuto resisterti. Adesso avviene il tuo castigo. Adesso non imporrai più le tue leggi né la tua volontà nel mondo dei vivi.

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