Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Terza parte: 
Le regole dell’existenza

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Il compimento dei tempi

(1) Possiamo illuminarci e crescere unicamente dalla contemplazione e lo studio delle opere dell’Eterno, perché se il Padre si vedesse con gli occhi, non ci sarebbe nessuna elevazione possibile per l’uomo. Quel che porterebbe inevitabilmente la degradazione intera del proprio spirito e la fine di ogni esistenza. Ma, con il libro di vita dell’agnello, che vi permette di entrare nel nuovo mondo, quest’oscura prospettiva è annientata. Vedete quindi quanto sia salutare la conoscenza che ristabilisce i valori originali ed eterni, ridando agli uomini la loro libertà, il loro sapore e il loro piacere di vivere sotto il Sole.

Sul cambiamento di epoca

(2) Come c’è un tempo per seminare c’è un tempo per raccogliere, c’è un tempo per le tenebre e un tempo per la luce. E se non è dato a nessuno sapere tutto, ogni santo di spirito è comunque in grado di percepire l’essenziale delle opere dell’Eterno. Un solo è sapiente: Dio. Io, contemplo le sue opere e le valuto. Mi innalzo così ogni giorno facendo lavorare la mia anima, e vi trasmetto poi dalle cime quel che ho visto e sentito.

(3) E quel che ho visto è gia stato mostrato, è che gli angeli del cielo vivono senza autorità, senza potenze e senza dominazioni. Nella Ruota, solo Dio regna sui mondi. Ecco perché annulla oggi le leggi degli uomini alle quali vi sottomettevate e le religioni alle quali vi abbandonavate, perché nessuno ha il diritto di decidere il destino altrui né di farlo agire contro la sua volontà. Siete allora obbligati a cambiare genere di vita.

(4) Tuttavia, non si può passare da un mondo in un altro cambiando l’anno, ma solamente al seguito di un evento che colpisce modificando l’ordine delle cose, come questo fu durante gli andirivieni della Terra che fecero variare le condizioni di vita e il mondo di conseguenza. Ne sarà lo stesso nei giorni avvenire perché, subito dopo il purgatorio, il Sole illuminerà la Terra che avrà cambiato il suo volto. Il mondo sarà quindi tutt’altro e in una nuova era dove il male non potrà più essere praticato. Questo cambiamento di mondo, che fu a lungo e minuziosamente annunciato dai profeti, è rappresentato da questa figura:

Evoluzione del mondo

63 - Evoluzione del mondo

(5) I buoni osservatori si accorgeranno immediatamente che l’uomo non avrà mai una miglior illustrazione dell’insieme delle opere dell’Eterno. Perché, al di là della formazione progressiva del giardino terrestre e della distinzione delle ere, mostra il mondo durante tutto il suo cammino di vita dei nostri astri, e rivela la genesi, la profezia, il cambiamento di spirito dell’uomo fino al giorno fissato, come il passaggio dal mondo di tenebre nel mondo di luce.

(6) Questa figura provvidenziale fa apparire le cose essenziali. Vediamo effettivamente da dove viene l’uomo e dove va, che la materia e lo spirito dell’universo sono intimamente un insieme. Così, ognuno capisce che è creato all’immagine di Dio, e percepisce il senso e le profondità questa volta. Può allora esistere una migliore illuminazione sull’insieme delle realtà?

(7) Per quel giorno dove il Figlio dimostra la creazione, Isaia proclama:

In quel giorno direte:
Celebrate l’Eterno, invocate il suo nome,
Fate conoscere le sue opere tra i popoli,
Proclamate che il suo nome è eccelso!
Cantate lodi all’Eterno, perché ha fatto cose grandiose;
Questo sia noto in tutta la terra.

Questa parola, che serve da testimonianza, può compiersi solo il giorno dell’avvenimento del Figlio dell’uomo, che è il giorno dove le opere dell’Eterno sono mostrate e capite dai popoli del mondo intero.

(8) Attraverso questa figura, vediamo pure che il mondo ha vissuto nel primo tempio, sotto la tenda protettrice di Mosè, e a partire da oggi si trova nel secondo tempio, sotto la protezione di Emanuele. Questa protezione non cesserà, perché questa nuova visione del mondo vi impedirà sempre di allontanarvi dalla verità e dal volto dell’Eterno.

Sulla marcatura del tempo

(9) Poiché la Terra è oramai stabilizzata intorno all’astro del giorno, come determineremo le prossime epoche, s’interrogano gli eletti di Dio? A partire da questo momento dobbiamo contare gli anni per situare il mondo sul cammino di vita? E fin dove li conteremo? A questo, rispondo che possiamo perfettamente vivere senza preoccuparci del giorno nel quale ci troviamo. Ma l’uomo è timoroso ed ha bisogno di punti di riferimento per posizionarsi. Per questo, nelle tenebre, si sforzava ad attaccarsi al filo del tempo, contando le ore, i giorni, le settimane ed i mesi, così come gli anni di un’epoca che determinava lui stesso in funzione di quel che credeva. Questo lo rassicurava.

(10) Ma sulle epoche, l’uomo si sbagliava immensamente; perché, dall’illuminazione del Sole solo i movimenti della Terra potevano determinare le ere e la loro durata. Ora, questi movimenti erano interamente ignorati. Oramai svaniti, non avete più appoggi per situarvi nel tempo, se non per l’avvenimento del Figlio che spiega che lasciate il sesto giorno e che entrate nel settimo giorno, nel giorno del riposo di Dio.

(11) Il riposo di Dio è il regno che debutterà a partire dal primo giorno del primo anno del nuovo secolo che comincia con il solstizio d’inverno. Quel giorno, dove ognuno potrà vedere le porte del regno aprirsi davanti a lui, comincerà l’anno UNO del regno di Dio. Tuttavia, il cambiamento delle attività potrà solo debuttare dopo l’apocalisse, quando il Sole si alzerà di nuovo sulla Terra che avrà cambiato il suo volto.

(12) Uscendo da una epoca, lasciamo pure la sua datazione che rimpiazziamo con una nuova marcatura del tempo. Ma, in verità, i popoli non seppero mai in quali tempi fossero. Perché non essendo testimoni oculari degli eventi che si sono prodotti nella famiglia solare, i loro propositi sulle ere anteriori non riposavano su alcun fondamento reale. Ogni cosa era solo supposizione e nulla era veritiero. Per questo molti popoli vivono ancora in epoche diverse e assai lontano dalla verità.

(13) Sapete oramai che il Sole non può brillare da più di duecentomila anni. E le ere terrestri che sono in rapporto con questo tempo, come l’abbiamo dimostrato, molto più corte in durata di quel che si raccontava. Abbiate dunque costantemente allo spirito che la famiglia solare è solo all’inizio della sua esistenza, e che duecentomila anni circa separano la fine dei sei giorni (oggi) dall’istante dove il Sole si illuminò. Teniamo questa datazione dell’inizio, che è molto vicina alla realtà.

(14) Ma, d’ora in avanti gli uomini saranno sempre testimoni di eventi visibili, e questa volta le datazioni saranno giuste. Cominceremo a contare gli anni del regno a partire dal nuovo secolo, come abbiamo appena visto. E conteremo gli anni finché NETTUNO si metta a brillare come ogni stella. Il Sole, in risposta, cambierà quindi il nostro mondo. Quello sarà la fine della prima epoca del regno dell’Eterno. Poi ricominceremo a contare gli anni fino all’illuminazione di URANO che farà pure cambiare il Sole e il mondo. Quello sarà la fine della seconda epoca del regno dell’Eterno. Poi ricominceremo il conteggio finché sia SATURNO a diventare una stella. Quello terminerà la terza epoca del regno dell’Eterno. Faremo lo stesso finché sia GIOVE ad illuminarsi per far vivere, anche lui, il suo mondo. Quello sarà il termine della quarta epoca del regno dell’Eterno. E continueremo a contare gli anni in questo modo finché venga la fine del SOLE e degli astri rimanenti. Quello terminerà la quinta ed ultima epoca del regno dell’Eterno nella famiglia solare. Così, tutte le epoche distinte le une dalle altre, che vedranno un Sole sempre più gigante e rosso, saranno determinate e contraddistinte. Così, e conformemente a quel che deve essere, gli angeli di Dio avranno sempre la conferma del periodo nel quale essi si trovano.

Sul ritmo della vita

(15) Affinché possiate aggiustarvi alla Terra e all’insieme dei nostri astri vi è chiesto di vivere all’ora solare, e di cominciare il nuovo anno al solstizio d’inverno nei due emisferi. Un quadrante solare vi permettera di sapere in quale ora del giorno vi trovate. Non perderete dunque l’ora... E con l’ombra di una colonna, conoscerete, in più dell’ora, la venuta del solstizio d’inverno e d’estate, ma anche i due equinozi. Non perderete dunque le stagioni, né la fine e l’inizio dell’anno. Se no, sorvegliate il germogliamento degli alberi e la maturità dei frutti, vi indicheranno in quale periodo dell’anno vi trovate.

(16) D’ora in avanti, dovrete abituarvi a vivere senza precisione del tempo che scorre, anche perché questa precisione può solo essere immaginaria e senza alcun utilità. Può solo interessare coloro che non capiscono che nell’universo niente è preciso, perché tutto si muove e cambia. Abbiamo visto in effetti che ogni cosa esistente è legata ad altra cosa e cambia perpetuamente in funzione delle circostanze. Abbandonate allora ogni idea di precisione, poiché questa aveva un’utilità solo nel mondo meccanizzato che voi lasciate.

(17) Ho dimostrato che la velocità di vita è relativa alla velocità del lavoro degli astri dai quali dipendiamo. Come abbiamo visto, questo lavoro riguarda i loro movimenti interni ed esterni che li fa muovere, cambiare e passare, come ognuno di voi si muove, cambia e passa in questo mondo. È dunque colui che cammina all’ora solare ed al ritmo delle stagioni cammina giusto, perché è l’unica velocità di vita che conviene ad ogni creatura.

(18) Ed è allo stesso modo incontestabile che chi nasce, si sviluppa e dà nascita a sua volta, è vivo. Riconoscete dunque che gli astri, che possiedono queste caratteristiche sono vivi e che, per questo, l’universo è interamente vivo! Perciò è facile capire che bisogna rimanere perpetuamente in contatto con la natura e vivere in armonia con lei, per passare una piacevole esistenza. Dato che, in ciò che è artificiale, ci si smarrisce e ci si distrugge. Si diventa allora malati, si soffre e si muore. Per questo dico che solo una vita semplice e naturale è conforme alle ragioni per le quali siamo creati.

(19) Per queste ragioni, dovrete abbandonare l’ora umana per sempre e vivere all’andatura tranquilla dei giorni e delle notti. Perché, nel regno della pace e della libertà, non ci sarà più asservimento, né coloro che vi imponevano i loro ordini e la loro disciplina necessariamente con la loro ora, ma anche con dei tempi di lavoro e dei tempi di riposo, dei tempi di partenze e dei tempi di arrivi, e molte altre cose ancora che vi rendevano simili a del bestiame che si porta qua e là fino al macello. Dovrete dunque vegliare a non perdere mai più la vostra libertà, se no, questa volta, non potreste dimorare sulla Terra.

(20) So che il tempo che passa era uno dei vostri principali pensieri, quando in verità non esiste come tale. Sapiamo adesso che il tempo non è altro che misura di velocità con la quale i corpi si formano, si trasformano e passano. È questa velocità che ritma la vita. Come illustrarla di nuovo? Avevate sentito dire che uomini molto rapidi nel ragionamento, affermavano che si poteva risalire nel tempo spostandosi molto velocemente... Ma con la perpetua integrazione - disintegrazione della materia che fa cambiare lo stato dei corpi, vi appare a tutti oramai che, per risalire il tempo, bisognerebbe che le particelle che compongono gli astri e gli astri che compongono le galassie si mettessero improvvisamente a lavorare al contrario, per tornare a quel che erano al giorno dove questa gente vorrebbe andare ... È l’unica condizione che farebbe ritornare a quel che fu, ma senza di loro, perché sarebbero i loro antenati a riapparire...

(21) Ascoltatemi: Poiché l’ultimo battito del cuore si trova nel passato, e che il prossimo si trova nel futuro, è senza ombra di dubbio che il presente non è che l’istante stesso della coscienza di una persona. Si tratta in effetti di un momento impercettibile che si trova costantemente tra il passato che si allunga dietro di sé, e l’avvenire che si stende lontano davanti a sé. La coscienza della presenza delle cose è così paragonabile ad una perla che avanzerebbe su un filo, che potremmo chiamare il filo del tempo. Ma la memoria degl’istanti che sono appena trascorsi, e la capacità d’immaginare quelli che arrivano, rendono la coscienza che si ha del mondo più vasta e meno fuggitiva.

(22) La spiegazione di ciò è per mostrare che non potendo vivere più veloce né più piano che la velocità con la quale respiriamo, conviene aggiustare il proprio ritmo di vita all’andatura tranquilla dei giorni e delle notti, e a quella delle stagioni che dettano gli astri. Astenetevi d’ora in poi di andare e venire tanto veloci quanto il fulmine, pensando così di vivere più veloci e di più; perché non solo passereste sulla Terra senza vedere niente, ma ancora ci lascereste la vostra anima, rendendo caduchi i giorni della vostra esistenza.

Sul pane del cielo

(23) Oramai, avete sotto gli occhi l’immagine della divisione dei tempi, dall’inizio fino al termine della famiglia solare. Siate quindi attenti più che mai in questo passaggio del libro dove il cammino della Terra esprime tutto, e diventa il lievito che farà alzare tutto l’impasto. Sappiate allora a riguardo che i giorni prima dell’avvenimento del Figlio sono i giorni dei pani senza lievito, ed i giorni seguendo la sua venuta sono quelli del pane lievitato; poiché sarete in piedi dopo aver mangiato il nutrimento che porta; il pane del cielo. E la moltiplicazione di questo pane che opera Gesù, è la moltiplicazione di questo libro e la sua diffusione nel mondo. Ma come mai tutti quanti avete visto Gesù moltiplicare dei pani di cereali, quando dice apertamente che non parla di questi pani? Era perché eravate morti e non ancora resuscitati. Ecco perché!

(24) Per la stessa ragione l’avete visto camminare sulle acque; quando Giovanni dice, alla fine del libro, che le acque sono i popoli, le folli ed i linguaggi. Per questo avevate bisogno di un commentatore per spiegare il Libro, e un consolatore per restaurare il vostro cuore ed insegnarvi che a causa della grande giovinezza della famiglia solare, la vostra anima comincia appena i suoi primi passi sul lungo sentiero della vita.

(25) Per voi, tutto era finito sulla Terra dove le nazioni non avevano più vie, quando a vostra insaputa ho aperto le porte del regno che nessuno potrà mai richiudere. Per questo Gesù dice che quando il consolatore sarà venuto, egli vi condurrà in tutta la verità. E la verità è questa spada fiammeggiante che pianto con forza in terra affinché illumini i popoli e le tribù, e che nessuno potrà mai strappare. La Terra se ne rallegra e continuerà il suo cammino con lei, perché è la sua gloria e la sua prosperità.

Sull’unità del popolo di Dio

(26) Capite pure che entrando nel settimo giorno, entriamo nella nuova Gerusalemme che è lo spirito ed il modello di tutte le città avvenire. Allora, questa volta sapete perché Gesù fa la sua entrata a Gerusalemme seduto su un asinello, il piccolo dell’asina. Sin dall’inizio, ho detto che ero quest’asinello sul quale Gesù è seduto, poiché non è dato ad un inviato del cielo morire fuori della città degli angeli nella quale, conduce obbligatoriamente il mondo. Capite dunque che colui che prende il nome dell’Eterno invano, cioè senza spiegare l’antico testamento e il nuovo tempio, come la venuta del santuario nel quale la nuova Gerusalemme regna, è manifestamente qualcuno che, secondo la legge, avrebbe risparmiato di non venire al mondo.

(27) Con me che sono il suo compimento, la profezia trova tutta la forza della sua testimonianza. Dunque, non aspettate per credere che le vostre concezioni dell’esistenza fondono sotto il fuoco dell’inferno che hanno portato. Perché Gesù era in me sensa che io lo sapessi, e mi avete messo nei dolori della croce affinché me ne accorgessi. Ero in mezzo a voi, ma non l’avete visto. Vi ho parlato, ma non avete sentito. Adesso mi vedete e mi sentite; perché eccomi, io, e tutti coloro che Dio mi dà.

(28) Quando risponde a Giobbe (diminutivo di Giacobbe), mostrandogli il coraggio di suo figlio che paragona ad un fiero ippopotamo, il Padre gli dice:

Superbe sono le file dei suoi scudi,
Strettamente saldati come da un sigillo.
L’uno è così vicino all’altro
Che tra loro non passa neppure l’aria.
Come fratelli attaccati gli uni agli altri,
Saldamente uniti insieme, e non possono separarsi.
I suoi starnuti danno guizzi di luce
E i suoi occhi sono come le palpebre dell’aurora.

Voi che mi sentite, siete i scudi del Figlio: questi fratelli uniti, stretti l’uno contro l’altro e inseparabili. Sapete da voi stessi che questa unione fraterna è la vostra salvezza e che dopo la distruzione del mondo, resterà solo voi, gli eletti di Dio, sulla Terra; quel che significa un piccolissimo numero di uomini, identici a colui degl’inizi.

(29) La legge del cielo vi è data per essere sempre l’elemento direttore in seno alla nuova Gerusalemme. Dato che tutto quel che faceva l’uomo nelle tenebre era distruttivo. Oggi, questo vi appare. Non bisogna dunque toccare a niente, per rispettare l’ordine originale stabilito tra ogni cosa. Questo è il mio comandamento che vi unisce intorno a me. E sono tutti coloro che hanno il sigillo di Dio che vivranno eternamente, Dio avendo detto: Innalzandoti fino a me, tu diventi eterno figlio mio.

(30) Non c’è dunque più morte per i santi di spirito, più l’angoscia di invecchiare e scomparire; rimane solo la loro anima che vivrà tutto quel che offre il cammino della vita. Riunisciti allora intorno a me popolo mio, sono il tuo saluto ed il solo che sia dato a questo mondo. Un sigillo ci unisce: il sigillo di Dio. Una sola luce ci illumina, e un stesso cuore ci è dato, perché del Suo amore siamo nati.

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