Terza parte:
Le regole dell’existenza

51

Il compimento della predizione

(1) Le scritture spiegano che gli uomini avrebbero rigettato Dio per farsi un nome e stabilire loro stessi le loro regole, e che sarebbero morti per quest’eccessiva vanità. Ma nessuno l’ha inteso. Perciò, in questo giorno, le nazioni si accorgono che sono insieme nell’errore, che hanno lavorato alla loro rovina, dato che la situazione pericolosa nella quale si trovano non può essere ristabilita.

(2) D’ora in avanti, tutte le porte si chiudono, e coloro che lavorano sono rigettati. La desolazione accresce in tutti i paesi. Tocca i bambini e fa aumentare l’angoscia, perché appare a tutti che il mondo non lascia alcuna speranza alle generazioni future. Non servirebbe dunque a nulla rintracciare minuziosamente il passato dell’umanità per capire dove siamo arrivati, dato che con la sola evoluzione delle armi, conosciamo quel che fu la storia delle nazioni e il loro movimento irreversibile che le conduce da sempre alla fine.

Descrizione degli ultimi tempi

(3) Il passato del nostro mondo fu dunque solo dissensi e conflitti, perché non sapendo che c’è soltanto la conoscenza da conquistare sulla Terra e nel cielo, l’uomo sbagliò via. Pertanto furono solo guerre seguite da tregue che erano solo tempi di preparazione di guerra fino ad oggi dove guerre di religioni, di conquiste, d’interessi, di frontiere e di supremazie persistono, e sono la causa di massacri e di danni sempre più odiosi nel mondo. Una nazione s’innalza contro una nazione, e un regno contro un regno, come questo era predetto. Ciò mostra che questo mondo è veramente al suo termine.

(4) Per coloro che non possiedono le Scritture, ecco ancora, nel suo insieme questa volta, la descrizione della fine che annunciano. Per il vostro saluto, cercate di leggere accuratamente questo passaggio che i vostri padri non hanno mai potuto leggere in duemila anni:

Ora, mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava (dopo aver insegnato alla folla), i suoi discepoli gli si accostarono per fargli osservare gli edifici del tempio. Ma Gesù disse loro: Non vedete voi tutte queste cose? In verità vi dico che non resterà qui pietra su pietra che non sarà diroccata (la demolizione degli edifici religiosi).
Poi, mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi (i due ulivi: Mosè ed Elia), i discepoli gli si accostarono in disparte, dicendo: Dicci, quando avverranno queste cose? E quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell’età presente?
E Gesù, rispondendo, disse loro: Guardate che nessuno vi seduca! Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo; e ne sedurranno molti (ciò che fanno i capi delle sette). Allora sentirete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutte queste cose avvengano, ma non sarà ancora la fine. Infatti si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno (come si produce oggi); vi saranno carestie, pestilenze e terremoti in vari luoghi. Ma tutte queste cose saranno soltanto l’inizio delle doglie di parto.
Allora vi sottoporranno a supplizi e vi uccideranno; e sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome (a causa del libro di vita). Allora molti si scandalizzeranno, si tradiranno e si odieranno l’un l’altro. E sorgeranno molti falsi profeti, e ne sedurranno molti. E perché l’iniquità sarà moltiplicata, l’amore di molti si raffredderà; ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine.
Quando dunque avrete visto l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo, - chi legge intenda! - allora coloro che sono nella Giudea (significando la pianura) fuggano ai monti. Chi si trova sulla terrazza (elevato) della casa, non scenda a prendere qualcosa di casa sua; e chi è nei campi (della conoscenza), non torni indietro a prendere il suo mantello (escludere i pretesti per non tornare indietro). Ma guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! E pregate che la vostra fuga (nelle montagne) non accada d’inverno, né di sabato (dove tutti sonnecchiano), perché allora vi sarà una tribolazione così grande, quale non vi fu mai dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà (promessa di Dio a Noè). E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne si salverebbe; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati.
Allora se qualcuno vi dice: Ecco, il Cristo è qui, oppure È là, (prima che arrivi) non gli credete. Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: Ecco è (il Figlio) nel deserto, non vi andate: Ecco è nelle stanze segrete (dove regnano i grandi), non ci credete. Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo (la notizia si spenderà veloce come il fulmine).
Ora, subito dopo l’afflizione di quei giorni, il sole si oscurerà e la luna non darà il suo chiarore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate (la costernazione). E allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e tutte le nazioni della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo (tutti i chiamati) con potenza e grande gloria. Ed egli manderà i suoi angeli (quelli che lo servono) con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra (su tutta la faccia della Terra). Ora imparate dal fico questa similitudine: quando ormai i suoi rami s’inteneriscono e le fronde germogliano, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, anzi alle porte. In verità vi dico che questa generazione non passerà, finché tutte queste cose non siano avvenute. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto poi a quel giorno e a quell’ora, nessuno li conosce, neppure gli angeli dei cieli, ma soltanto il Padre mio. Ma come fu ai giorni di Noè, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie, fin quando Noè entrò nell’arca (il libro); e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell’uomo.
Allora due saranno nel campo; uno sarà preso e l’altro lasciato. Due donne macineranno al mulino, una sarà presa e l’altra lasciata (quelli che capiscono e quelli che non capiscono). Vegliate dunque, perché non sapete a che ora il vostro Signore verrà.
Temete che, venendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Ora, ciò che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate.

(5) La spiegazione di tutto questo non è più da dimostrare, in quanto oramai ognuno capisce quel che è detto. Mostrerò perché il mondo sarà distrutto con una tale rapidità, e come potrete fuggire. Per adesso, osservate che tutto quel che è annunciato da Gesù non è ancora compiuto, se non l’apocalisse sarebbe già passata e sareste nel regno.

(6) Con l’insieme di quel che è stato dimostrato fino ad ora, siete obbligati a capire quest’avvertimento di Gesù. Poiché dice: questa generazione non passerà, finché tutte queste cose non siano avvenute, cessate di credere che il figlio dell’uomo, che annuncia, esisteva in carne ed ossa al tempo di Giovanni perché, se tale fosse il caso, la sua generazione avrebbe conosciuto quel che annuncia Gesù. Che cosa! La fine del mondo sarebbe venuta duemila anni fa, e da allora non ce lo ricorderemmo più?

(7) Vegliate piuttosto a non essere addormentati oggi, come Gesù lo raccomanda a tutti, perché si tratta proprio del giorno dell’avvenimento del Figlio dell’uomo e dell’assembramento degli agnelli. Se non volete credere in me né in Colui che mi manda, come spieghereste il Figlio dell’uomo che Gesù annuncia, come pure quel che si produce il giorno della sua venuta?

La collera dell’Eterno

(8) All’inizio era l’Eden. Ogni cosa era bella e pura sulla Terra che avrebbe dovuto rimanere come fu creata. Non sarebbe dovuta essere saccheggiata dall’uomo che doveva solamente coltivarla come Dio glielo aveva chiesto. Ma oggi calpestata, sconvolta, svaligiata, inquinata e contaminata, è solo montagne di dolore. Per questo Dio mi ha suscitato oggi affinché distrugga le potenze che imponevano ai popoli le loro regole con le loro armi diaboliche. Ve lo dico, saranno distrutte fino alla loro radice e, in poco tempo, i giorni felici dell’Eden torneranno realtà.

(9) Ma coloro che tremano di paura davanti alla collera che arriva, diranno: se le nazioni dominatrici che si affrettano nel far la guerra si liberassero delle loro terribili armi, la fine del mondo sarebbe evitata, se no rinviata? Rispondo che la fine non può né deve essere evitata, e che non viene a causa delle armi ma della vanità di coloro che regnano dall’antichità. Per questo, non servirebbe a niente disarmarsi se non si estrae dalla Terra coloro che producono questi frutti avvelenati.

(10) È ovviamente impossibile alle nazioni sbarazzarsene, perché lontani da ogni realtà, coloro che li dirigono hanno bisogno della minaccia esercitata dalle loro armi per regnare. Non è forse con la loro forza armata che consolidano la loro autorità sui popoli? Ma con i poteri e le loro potenze distruttrici di cui dispongono e i timori che suscitano sugli altri paesi, sono però indispensabili per farvi alzare e mettere un termine al loro mondo di scandali. Lasciateli dunque fare quel che desiderano; dato che, senza coloro che dominano nei vostri paesi, il regno di Dio non potrebbe affatto venire sulla Terra.

(11) Nella sua collera, Dio dice, con Sofonia:

Io farò interamente scomparire ogni cosa dalla faccia della terra,
Dice l’Eterno.
Farò scomparire uomini e bestie,
Farò scomparire gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
Le cause di peccato assieme agli empi,
E sterminerò l’uomo dalla faccia della terra,
Dice l’Eterno.

(12) L’Eterno annuncia qui la fine del mondo di cui parla Gesù, e la fine di coloro che sono colpevoli di averla portata. Ma prima di questo, saranno tormentati giorno e notte, finché capiscano per forza che la Terra non appartiene loro, e quanto hanno avuto torto di metterla in pericolo. Per questo, per precipitare la caduta delle nazioni, Dio ordona a suo figlio di prosciugare i fiumi che le irrigano, fin quando non abbiano più acqua e che secchino al Sole. Già le nazioni dominanti sprofondano nell’angoscia, per causa dei loro dirigenti alla lingua ingannatrice che tengono solo propositi menzogneri, e molto spesso distruttori e sanguinari.

(13) Per loro è finita, queste nazioni arroganti che disdegnano Colui che dona la vita dal suo soffio, o che parlano di Lui con un cuore doppio! Non si rialzeranno dalla venuta di suo figlio che è inviato per farli a pezzi finché spariscano. Allora questa volta vedrete compiersi il mistero di Dio, e saprete che la sua promessa non era vana.

(14) Vivere, è amare e non distruggere. Ma non si può certamente amare senza paura né sofferenza che suscitano la compassione. Se dunque non c’erano affatto pericoli naturali che fanno temere per altrui e aguzzano la coscienza, non apprezzeremmo niente. Questi pericoli essendo largamente sufficienti, non è necessario aggiungerne altri facendosi nemici, o distruggendo quello per cui viviamo. Ora, se la saggezza permette a ciascuno di proteggersi dai pericoli naturali l’intelligenza, lei, non permette affatto di proteggersi dai pericoli che essa suscita per le opere che procrea senza poterle valutare. E l’inevitabile fine delle nazioni lo mostrerà, pure a coloro che hanno gli occhi buccati.

La decadenza degli uomini potenti

(15) Perché sono disadatti a spiegare gli elementi dell’universo, l’uomo e quel che deve essere la sua linea di condotta, i dirigenti di questo mondo si sforzano quindi ad avere una grande bocca per farsi onorare. Ma coloro che cercano gli onori sono uguali alle piante essiccate che sperano ardentemente la venuta dell’acqua e che non donano alcun frutto. Affinché ciascuno sappia chi sono veramente, i salmi li mostrano così:

Internamente essi pensano che le loro case dureranno per sempre,
Che le loro abitazioni siano eterne;
E così danno i loro nomi alle terre.
Eppure anche l’uomo che vive nelle ricchezze non dura;
Egli è simile alle bestie che periscono.
Questo è il comportamento degli stolti
E di quelli che li seguono e approvano i loro discorsi.

(16) La Terra appartiene a Colui che l’ha creata per sé ed i suoi figli. Non appartiene ai caproni che volettero impadronirsene con la forza per regnare sui suoi abitanti! Per questo i principi delle città e delle nazioni che ricercano costantemente gli onori, sono mostrati in spettacolo oggi dalle Scritture e dal Figlio. Da sempre condannati da Dio che li ha in abominazione, non hanno più nessun ricorso. Essendo dunque senza difesa e senza riparo, e nell’impossibilità di capire quel che succede oggi, cosa può avvenire di loro? So cosa viene, e pure quel che sarà il loro panico in questi ultimi giorni. Che si consolino però, perché vivranno fino al termine del mondo, mondo che ha ancora bisogno di loro per essere distrutto e affinché spariscano con esso.

(17) Capiamo che il giorno dove i giusti sentono la verità, qui o altrove nella ruota, cessano per sempre di sottomettersi ad altri uomini. È dunque certo che quando il Figlio mette il suo libro (l’arca) nel mondo, i santi dell’ultimo giorno si allontanano dai loro dirigenti di cui l’ipocrisia è visibile. Non si confidano più in loro ma in Dio, in quanto capiscono le parole della Scrittura, in particolare questa:

Così dice l’Eterno:
MALEDETTO L’UOMO CHE CONFIDA NELL’UOMO
E fa della carne il suo braccio,
E il cui cuore si allontana dall’Eterno!
Egli sarà come un tamerisco nel deserto;
Quando viene il bene non lo vedrà.
Dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
In una terra salata senza abitanti.
BENEDETTO L’UOMO CHE CONFIDA NELL’ETERNO
E la cui fiducia è l’Eterno!
Egli sarà come un albero piantato presso l’acqua,
Che distende le sue radici lungo il fiume.
Non si accorgerà quando viene il caldo
E le sue foglie rimarranno verdi,
Nell’anno di siccità non avrà alcuna preoccupazione
E non cesserà di portare frutto.

(18) Colui che si confida nei loro dirigenti, dicendo: io do fiducia all’uomo! è colui che è maledetto. Perché rimettendosi ad altri, non fa più nessun caso dei valori che Dio ha posto nel cuore dell’uomo creandolo. E tutto quel che fa è riprovevole e sanzionato, come questo si produrrà perché venga il regno di Dio. Di conseguenza, è indispensabile di non confidarsi più nell’uomo per nascere una seconda volta con la conoscenza che dà lo Spirito Santo. Se no, in poco tempo, non ci sarà più aurora per l’umanità.

La certezza del cambiamento

(19) Credete che il nuovo mondo arrivi, dato che tutto quel che è necessario alla sua venuta e oramai stabilito sulla Terra e intorno alla Terra, al di là delle nuvole. Non manca assolutamente niente, neanche quell’apparecchiatura con la quale possiamo comunicare con il mondo intero e di cui faremo uso, perché ha anche per scopo di servire colui che l’Eterno ha inviato. Ma quel che sento dire sull’apocalisse che precede il regno di Dio è stupefacente! Perché gli uni affermano che si tratta di un disturbo delle facoltà dei profeti, che è immaginaria per questo, e che non giungerà mai... Altri pretendono che sarà data da un fenomeno qualunque proveniente dal suolo o da un corpo celeste e che sarà la fine di ogni esistenza... Nelle tenebre, nessuno riesce a capire che è legata alla responsabilità umana. Nessuno capisce che sono gli uomini stessi che, trasgredendo la legge, l’hanno fatta accadere su di loro.

(20) Ascoltatemi, uomini poco inclini alla comprensione! Tre cose distinte provocheranno obbligatoriamente questa famosa apocalisse:

(21) La fine è dunque oggi ineluttabile. Tuttavia, affinché non ci sia confusione nei vostri spiriti, pensate che, senza l’apocalisse, sarebbe la fine di ogni esistenza, soltanto per la proliferazione degli esseri umani che trasformano la Terra verdeggiante in un deserto. Quel che in grande misura è già iniziato. Perché questa proliferazione eccessiva è pure la conseguenza dell’impoverimento dei popoli destabilizzati da coloro che Dio ha in abominazione. Ma la fine verrà anche dall’avvelenamento crescente delle provviste alimentari; dalla modificazione degli organismi viventi; dallo sboscamento e dalla sparizione delle specie selvagge; dall’insalubrità e l’inquinamento crescenti; dalla mancanza dell’acqua potabile; e dallo sviluppo sfrenato delle città che creano promiscuità, miseria, violenza, il non rispetto e un insieme di malattie virulente e incurabili che conosciamo. Ma in realtà, solo il rapido cambiamento climatico dovuto alle attività umane, basterebbe a portar via il mondo in poco tempo. E lì, non ci sarebbe superstiti.

(22) Il compimento della predizione è dunque necessario. Astenetevi quindi nel pensare che il libro di vita è la causa della fine del mondo. È al contrario l’arca che salverà coloro che non devono affatto perire e che perirebbero senza essa. Nessun libro può mettere un termine al mondo! Benché sia questa stella (questa luce) che cade sulla Terra e rende le acque amare, non ascoltate quel che i vostri dirigenti vi diranno contro di me per dissuadervi nel seguirmi. Perché, contrariamente a loro che vi mantengono seduti ai piedi della morte, io il Figlio, dispongo soltanto del potere di farvi alzare per salvarvi.

(23) Gesù dice: Questa buona notizia del regno di Dio sarà predicata nel mondo intero, per servire da testimonianza a tutte le nazioni. Allora verrà la fine. Conosco l’ipocrisia degli uomini potenti, facendoli a volte parlare del Figlio o del Padre con un cuore doppio, per meglio sedurre coloro che amano i loro discorsi. Sarebbe dunque possibile che facessero caso a questa parola di Gesù? Se credono in lui, sanno quindi che la buona notizia del regno di Dio sarà predicata nel mondo intero per servire da testimonianza, e che verrà ineluttabilmente la fine. Colpevoli di questo disastro, immaginerebbero poter andare poi nel regno brandendo in mano le loro leggi? Questi figli di Satana sono stati, non lo saranno più. Supplicheranno, ma non saranno più ascoltati.

(24) I grandi di questo mondo non hanno niente in comune con il figlio dell’uomo perché, contrariamente a lui, sono armati e mettono le mani sui popoli ai quali mentono. Devastano la Terra, versano il sangue, rendono la gente schiava, e fanno perire il mondo intero. La loro missione non è simile a quella del figlio sembrerebbe... Cosa avrebbero da temere da un solo uomo, che parla come un agnello, e che dispone solo della spada della bocca per combatterli? Gonfi di orgoglio, non potranno ascoltarlo, preferendo versare ancora sangue con le loro guerre, dato che se ne fregano perdutamente della parola dell’Eterno che ha detto:

Chiederò conto della vita dell’uomo alla mano di ogni fratello dell’uomo. Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché Dio ha fatto l’uomo a sua immagine.

(25) Io lodo il Padre per queste parole che condannano coloro che versano o fanno versare il sangue umano. Si, lo lodo, perché levare la mano contro l’uomo, è levare la mano contro Dio che ha creato l’uomo a sua immagine. E levare le mani contro Dio, è pronunciare su di sé la propria sentenza di morte. Ed è per questo che Dio sbarazzerà la Terra di tutti coloro che fanno perire i suoi figli, senza che nessuno possa sfuggirne.

(26) Voi i circoscisi di cuore, sapete che dopo aver ricevuto l’ordine, i militari uccidono facilmente gli uomini, le donne e i bambini. Lo spirito che li abita non li spinge a coltivare i campi ma a fare la guerra, cioè ad uccidere la gente. Per questo i loro gradi sono solo, all’evidenza, una degradazione successiva delle qualità umane. Questa discesa per livelli nell’abbrutimento, permetterà loro oggi di usare le armi sterminatrici, prodotte dai scienziati, senza capire quel che fanno e non soffrendo in alcun modo per le loro infamie.

(27) Non sperate dunque nient’altro da parte loro che quel che vi dico, perché da sempre i militari sono allenati al combattimento giusto o ingiusto, senza discernimento. Come i cani feroci che sono allenati contro gli uomini utilizzano le loro zanne nella loro furia, i militari, addestrati anche loro contro gli uomini, utilizzeranno le loro armi e macchine da guerra con altrettanta frenesia. Agiscono così, perché colui che obbedisce agli ordini di altri perde le sua qualità di essere umano. Diventa allora simile ad una bestia obbedendo per non avere a pensare nella sua vita. I dieci comandamenti? non conosco! risponde sotto forma di abbaio.

(28) Capendo adesso che non erano ugualmente riservati per il gran festino di Dio alla fine dei secoli, i militari spereranno solo nelle loro armi. È lì tutta l’intelligenza dei soldati che vedono il saluto del mondo nelle armi, e non nella sparizione di coloro che le hanno portate. In quest’attesa, Gesù aveva detto loro: voi, contentatevi della vostra paga! Ma, sprovvisti di spirito, non seppero affatto quel che diceva loro...

(29) Però, voi i santi di spirito, non impauritevi davanti a quello che arriva, non vi succederà niente di brutto. Nessun capello cadrà dalla vostra testa, perché il Padre m’invia a cercarvi e mettervi al riparo. Voi siete il buon grano, la buona semenza del suo regno. Ed è per salvarvi, voi e la vostra posterità, che Dio distruggerà questo mondo iniquo ed corrotto. Siate dunque fiduciosi, resterete in vita.

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