Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Terza parte: 
Le regole dell’existenza

53

Gli ultimi giorni

(1) Adesso svegliati e avvertiti di quel che si produrrà presto, dovete accettare il compimento della profezia, anche solo per proteggervi dalla grande collera di Dio. Consolatevi però che tutti i mondi del cielo passano per questo temibile momento, dato che non vi è altro modo di far tornare l’uomo al suo creatore. Accettate quel che arriva.

Desideri e timori del Figlio

(2) La sofferenza dell’anima è la miglior guida dell’uomo perché, al di là delle ferite e dei mali della guerra, lo tirerà sempre verso la luce e la pace. Per questo che di catastrofi in dolori e d’ingiustizie in disperazione, verrete a me senza che ci sia bisogno di spingervi. Ognuno sa che non desidero la perdita di chicchessia, ma il peccatore esca dalla sua cecità e viva! Ora però mi porgerete l’orecchio, voi che gemete in questo mondo? Non è affatto contro di voi che la furia di Dio è diretta, ma contro coloro che vi fanno del male:

Su chi dunque volgerò lo sguardo?
Su chi è umile, ha lo spirito contrito
E trema alla mia parola.

Colui che teme la Sua parola e anche colui che ascolta i Suoi emissari, i profeti. Vi consiglio allora di essere attenti e vigili perché se persistete ad alzare le spalle quando vi si spiega che essendovi allontanati dalla luce siete sprofondati nelle tenebre, e se continuate a tirar la lingua quando vi si mostra che sono i vostri pensieri e le vostre opere che portano la fine, quindi non potrete vedere in quale tempo siete e quel che sta per arrivare.

(3) Eppure, molti alzeranno la voce per combattermi. Diranno: colui che si rivolge al mondo oggi con il suo libro non è il Figlio dell’uomo! dato che Gesù l’annuncia per l’ultimo giorno, quando ci saranno tutti i segni della fine! Certamente, questo mondo non mi porta sempre alla tristezza... Se dunque colui che tiene le sette stelle nella sua mano vi illumina e vi risuscita, vi separa dagli empi e vi mette al riparo dopo aver vinto il mondo non è sufficiente per vedere in lui il Figlio di Davide? A cos’altro possiamo riconoscerlo: ai suoi piedi, alle sue mani, ai suoi capelli, alla sua barba ? Gente ceca, pregate piuttosto perché sia lui che vi riconosca in mezzo ai caproni !

(4) E se altri proclamano intorno a voi: Il Figlio dell’uomo non è annunciato per il giorno dove il ferro regna sulla Terra! Gli risponderete voi che avete letto il sogno di Daniele, il profeta: se non si alza durante il regno del ferro che dà l’impressione di forza, mentre rende il mondo comparabile ad una gran statua che ha piedi di argilla, e mentre il denaro e l’oro perdono ugualmente il mondo, quando dunque potrà mai alzarsi? Se persistete a credere che l’avvenimento del Figlio dell’uomo ha avuto luogo duemila anni fa e non oggi, perirete. Con Gesù, Giovanni vi ha presentato la sua immagine, il suo personaggio e i suoi lavori duemila anni prima della sua venuta, affinché al suo arrivo improvviso ognuno sappia chi è. Per questo Gesù risponde a coloro che lo interrogano sulla sua presenza:

Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, e l’evangelo è annunziato ai poveri. E beato è colui che non si scandalizza di me!

(5) Vi chiedo però di rispettare la volontà di ognuno e di non forzare nessuno a seguirmi. Vigilate pure a non condividere i vostri pasti con i miei nemici che delibereranno per farmi morire. Parlo di coloro che compongono le sette teste del drago, cioè le sette categorie di uomini già espresse, che regnano credendo di possedere la Terra ed i suoi abitanti. Essendo più furbi delle volpi, si sono nutriti della vostra carne fino ad ora, e voi acconsentivate per il fascino che esercitavano su di voi. Per prudenza, in questi ultimi giorni allontanatevi da loro, dato che sapete dove portano il mondo.

(6) Dopo avere letto le Scritture, più precisamente l’apocalisse che Giovanni spiega sotto velo, perché tendereste ancora ai vostri costumi, alle vostre concezioni del mondo e ai vostri progetti, poiché è scritto che vi ritroverete come alle origini dove l’uomo era più raro dell’oro fino? Pensate che le grandi città saranno disertate, e che quelle che non saranno distrutte, avranno soltanto erbacce, topi e pipistrelli per abitanti. Allora, invece di attaccarvi alle tradizioni e ai costumi che hanno portato la fine, mettete piuttosto la mano nel mio fianco, come Tommaso che mostra l’esempio.

(7) In questi tempi difficili della fine, l’uomo è alle prese con molte incertezze. Ma ha anche delle certezze, come i giorni e le notti che si succedono invariabilmente, o come l’amplificazione del male che porta obbligatoriamente la fine del mondo costruito sulla menzogna. C’è dunque quel che possiamo negare e quel che è innegabile. E la devastazione della Terra è un movimento irreversibile verso la fine che può solo essere negato da coloro che non hanno più lucidità.

(8) La Scrittura annuncia ancora, da Paolo:

Sappiate che, nei ultimi giorni, ci saranno tempi difficili. In quanto gli uomini saranno egoisti, amici del denaro, fanfaroni, altezzosi, balsfematori, ribelli ai loro parenti, ingrati, insensibili, sleali, irreligiosi, calunniatori, intemperati, crudeli, nemici della gente per bene, traditori, iracondi, gonfi di orgoglio, adoratori dei piaceri più che di Dio, avendo l’apparenza della pietà, ma rinnegando quello che ne fa la forza. Allontanati da questi uomini.

Perché siamo in questi famosi ultimi giorni evocati da Paolo, gli uomini sono tali a come sono stati qualificati. Cito questo passaggio della Scrittura per mostrare pure ciò che diventavate nelle vostre città sul far della sera del mondo perché, dopo di me, non ci sara più nessuno per rialzarvi.

(9) Se un anziano vedesse che una città sta per essere inghiottita da una frana, direbbe a suo figlio: figlio mio, sbrigati ad andare a spiegare alla gente di città che stanno per essere sommersi se non ne escono. Allora questo figlio si sbrigherebbe di andare ad avvertire la gente. Tuttavia sarebbe timoroso che dopo aver fatto evacuare rapidamente gli abitanti, la frana tardasse a prodursi e che la gente lo trattasse di bugiardo. Questo timore (che è quello di Giona ) è il mio, perché annuncio la distruzione prossima delle città senza conoscere il momento esatto, solo Dio lo sa. Ma l’introduzione della verità nel mondo dal Figlio annunciato, significa che non c’è più termine per questo compimento.

(10) Quanto a Giona nella Scrittura, cosa avevate creduto? Sappiate che Giona in un grande pesce, significa il figlio dell’uomo nel personaggio del Cristo, che è questo grande pesce, e non quel che leggevate alla lettera. Tutto quel che vide Giona, che se ne va dire agli abitanti di Ninive che la fine della loro città e prossima, è quello che vivo annunciandovi quel che succederà prossimamente alla grande città. Credete questo, in quanto non avrete altri segni del compimento della profezzia che quel che dà Giona, nella capanna nella quale mi trovo. È pure quello che risponde Gesù a coloro che gli chiedono un segno mostrando loro chiaramente quello che sta per prodursi. Dice loro:

Non avrete altri segni che Giona.

(11) Per capire le Scritture, dico ancora che quando l’Eterno mi fece conoscere quel che stava per succedere alle città, come Giona, tentai di fuggire lontano dal suo volto. Ma vidi che un vento impetuoso si era alzato, minacciando di far perire il mondo, così come l’ho spiegato sin dall’inizio. E, come Giona e Gesù lo fanno, mi addormentai profondamente. Questo durò fin quando mi svegliassero per calmare la tempesta e per salvare coloro che non dovevano perire.

(12) Questo è per spiegare quel che leggete di Giona nell’antico testamento, che è pure espresso in questo modo nel nuovo testamento:

Ed ecco sollevarsi in mare una tempesta così violenta, che la barca era coperta dalle onde. Or egli (Gesù) dormiva. E i suoi discepoli, accostatisi, lo svegliarono dicendo: Signore, salvaci, noi periamo!

Come Gesù si sveglia, Giona si sveglia e finisce per gettarsi al mare. Diciamo piuttosto che vi è gettato per calmare i venti e le onde. Questo significa che senza i miei predecessori che mi spinsero a gettarmi in mare per calmare la tempesta e salvare il mondo, non l’avrei fatto da solo. Perché l’ampiezza del compito mi pareva assai troppo grande e difficile da realizzare in questo mondo dove gli uomini non distinguono più niente. Ma dopo essermi buttato nell’acqua come Giona o come Pietro, mi sono rapidamente ritrovato nel personaggio del Sciloh, in questo grande pesce che mi riportò sulla terra per illuminare le nazioni e avertire le persone delle grandi città di quello che stava loro per succedere.

(13) Avete letto, in Giona, che ci vogliono tre giorni di strada per attraversare Ninive. Ora, questi tre giorni rappresentano un centinaio di chilometri di lunghezza. Quello significa che Ninive o altre città delle Scritture mostrate in esempio, non sono città reali ma solamente le rappresentazioni di quel che sono le immense città di oggi; dato che nei tempi antichi, le città così distese non potevano esistere. Capite dunque quello che vi si spiega con pazienza.

(14) Conoscendo l’evoluzione dei mondi del cielo, so che la fine verrà subito dopo che la buona notizia del regno sarà stata predicata nel mondo intero. Ma prima di venire a sedermi di fronte a voi, mi sono purificato lo spirito, come lo fece Giona con la pianta che Dio fecce crescere sulla sua testa. Dato che, far alzare la luce sul mondo e salvare coloro che sono sul punto di sparire, può solo farsi con uno spirito puro. Quel che potete anche intravedere in questa citazione della Scrittura:

Il popolo della contea vicina al mare,
La regione al di là del Giordano,
La Galilea dei gentili,
Il popolo che giaceva nelle tenebre
Ha visto una grande luce,
E su coloro che giacevano nella regione e nell’ombra della morte,
Si è levata la luce.

La luce è la regina del mezzogiorno che si alza per condannare il mondo, e di cui Gesù parla per altro. Ma questa parola della Scrittura, qui sopra mi riempie di speranza quanto al vostro intendimento, perché mostra che siete oggi in misura di essere illuminati e salvati.

(15) Conoscendo la bontà di Dio e la sua misericordia, Giona teme che la grande città tardi ad essere distrutta. Vedendo questo Dio gli risponde:

Tu hai avuto compassione per la pianta per cui non hai faticato né hai fatto crescere, e che in una notte è cresciuta e in una notte è perita. E non dovrei io aver compassione di Ninive, la grande città, nella quale ci sono centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e una grande quantità di bestiame!

(16) In verità, non è di Ninive che si tratta, ma della grande città. Ve lo dico, tra poco tempo, saprete se Dio ha avuto pietà o meno di queste grandi agglomerazioni composte da uomini che non distinguono più niente! Ma, qualunque cosa Egli faccia, vi consiglio di lasciare le grandi città e le pianure, perché quelle che non saranno distrutte saranno per forza abbandonate. Cosa avete allora da guadagnare a rimanerci più a lungo?

(17) Cosa vediamo nelle città se non, come abbiamo detto, persone che vanno e vengono per ammassarsi gli uni sugli altri, movimenti di macchine di ferro che occupano tutto il posto, che uccidono, perturbano, inquinano, affumicano, irritano, assordiscono, strappano e corrompono gli abitanti? Non ci sono stelle visibili, né stagioni, ma solamente bitume, cemento, vapori nocivi, fumi, immondizie e topi.

(18) Quando in campagna, le stagioni segnano il paesaggio con le loro impronte e dettano i lavori; la primavera risveglia quel che si era addormentato durante l’inverno, i colori e gli odori cambiano. Gli animali ruzzolano; gli alberi scoprono a poco a poco i loro fiori e i loro frutti; l’aria è trasparente, e gli astri s’inorgogliscono nel cielo. Si procede all’aratura, alla semina, alla mietitura, alla fienagione, al raccolto e alle vendemmie che sono altrettante occasioni di gioia. La noia e la desolazione non sono affatto parole che si pronunciano.

Il tempo della Pasqua

(19) La buona notizia del regno di Dio sarà predicata nel mondo intero per servire da testimonianza a tutte le nazioni. Allora verrà la fine. E quando questa parola di Gesù si compierà in tutti i paesi, saprete che si tratta di un segno visibile indicando che è ora di ritirarsi sulle altezze. Ma vi mostrerò un’altra cosa per convincere coloro che resistono ancora testardamente. Ricordatevi che per quanto riguarda la pasqua, Mosè dice: Lo mangerete in questa maniera (l’agnello), coi vostri lombi cinti, coi vostri sandali ai piedi e col vostro bastone in mano (pronti a partire); lo mangerete in fretta: è la Pasqua dell’Eterno. La spiegazione di questo è data oggi dove mangiate l’agnello di Dio alla svelta, perché il tempo stringe. Come l’abbiamo già spiegato, è la pasqua che consiste a passare dal mondo di tenebre nel mondo di luce.

(20) Gesù dice anche: Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua, (quel che significa duemila anni) e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per esser crocifisso. Perché due giorni coincidono a duemila anni? Perché nel quarto libro dei salmi, Mosè, rivolgendosi a Dio, dice: mille anni ai tuoi occhi sono come il giorno di ieri quando è passato, o come una vigilia nella notte. E quando, Isaia sgrida le donne incuranti, annuncia loro: tra un anno e qualche giorno voi tremerete! Quel che si capisce dopo la pubblicazione del libro.

(21) Per tutte queste ragioni, e perché Gesù è la rappresentazione del Figlio dell’uomo nel giorno del suo avvenimento (che è questo giorno), sappiate che cambierete soltanto di era quando il Sole si alzerà per la prima volta sul regno di Dio. Fin là, sarete sempre nell’antico mondo, nel mondo di Noè, destinato a sparire.

(22) E poi, sempre per quanto riguarda gli ultimi giorni, un altro segno formale mi è indirizzato, che conferma le spiegazioni precedenti. Ecco, è scritto:

E questo sarà il segno per te: UN ANNO mangerete ciò che cresce spontaneamente (la parola di verità), il SECONDO ANNO ciò che nasce dallo stesso; ma il TERZO ANNO seminerete e mieterete, pianterete vigne e ne mangerete il frutto. E il residuo della casa di Giuda che sarà scampato continuerà a mettere radici in basso e a fare frutto in alto. Poiché da Gerusalemme uscirà un residuo e dal monte di Sion quelli che sono scampati. Lo zelo dell’Eterno degli eserciti farà questo.

Non c’è bisogno di spiegazioni per capire che si tratta degli ultimi due anni del mondo che saranno seguiti dal regno di Dio su tutta la Terra. Siate attenti, perché dico ancora che né il Figlio né nessun altro conosce il giorno e l’ora della fine, solo Dio li conosce. Ma l’avvenimento del Figlio suona il momento di uscire dalle vostre città e di ritirarvi qualche giorno nei villaggi e sulle alture dei vostri paesi dove sarete al riparo. Per questo Gesù dice ai suoi discepoli che non avranno altro segno che il suo avvenimento, mostrato da Giona.

(23) Avrete quindi davanti a voi un anno di grazia da parte del Signore per mangiare il libro (il prodotto del grano caduto) e per decidere di seguirmi. Non siete presi alla sprovvista. Ma l’anno seguente non finirà senza che succeda quel che annunciano la Scrittura e le vostre opere. E il terzo anno, sarete finalmente nel regno, liberati dalle tenebre e dal male per sempre.

(24) Preservatevi allora, fino alla fine, perché basta vedere lo stato del mondo oggi per comprendere che è arrivato al suo termine, conformemente a quel che è predetto. Sappiate dunque, a questo riguardo, che il libro dei profeti è come un libro di scene dal quale gli attori non possono allontanarsi. Lo provato, ve lo dico, come pure le persone che fanno parte del mio ambiente. Commettereste quindi una follia di non credere quel che vi si dice. Ma questo vi riguarda, dato che la selezione degli uomini deve effettuarsi prima che le potenze dei cieli siano scosse.

(25) Se Dio non mi sollecitasse di avvertirvi, non direi nulla, perché non avrei nulla da spiegare di più di quel che sapete. Ma per annunciare la venuta del regno, devo condurvi in tutta la sua verita e mostrarvi la fine del regno dei figli di Satana, Dio abitando solo posti puliti e tempi di oro puro. Le Scritture ne testimoniano, l’insegnamento degli astri ci conduce. E tutto è pronto sulla Terra per quest’ultimo compimento della profezia. Ma se non riesco a convincervi, abitanti delle grandi città, non sarete illuminati da nessun altro, e perirete nei vostri peccati. Fate come volete, l’avvertimento vi è dato con un gran numero di spiegazioni. Siete liberi dei vostri pensieri e giudici delle vostre attitudini.

Il Figlio e la legge

(26) So quanto siete difficili a convincere. Però se camminassi nelle vostre strade gridando: Sono il Cristo, seguitemi! Avrei già tutto un tempio dietro di me, come questo si produce già con coloro che formano delle sette a partire di menzogne ed intrighi. Ora, non agisco così, perché il Figlio si riconosce solo attraverso il pane del cielo che porta, e perché vi chiede di assemblarvi senza alzare mano su chiunque. No, per far perire i malvagi e i loro preti, bisogna allontanarsi da loro e lasciarli seccare sui loro piedi, come piante che non hanno più acqua. In questo non vi è né violenza, né ingiustizia, né frode. Ed è perché è così che riconosciamo il Veritabile inviato dal cielo, colui che arriva all’improvviso quando nessuno se lo aspetta.

(27) Ma molti crederanno che i popoli non possono abbandonare le loro religioni per seguire il Figlio dell’uomo. Per rassicurarli, dovete predicare nel mondo che la tunica del Figlio dell’uomo è di tutti i colori. Del colore nero, marrone, giallo e bianco; dato che sono i primi uomini che cominciarono il suo sangue che gli ultimi finirono. Il Figlio dell’uomo non è il figlio di un popolo ma di tutti i popoli, direte, e il suo sangue è quello di tutti. Per questo, ai suoi occhi, qualunque sia il colore di un uomo, quest’uomo vale un altro di un altro colore. Se si tratta di circoncisi, è un figlio di Abrahamo eletto per il regno. Allora, i popoli della Terra, sapendo che il salvatore è l’unico salvatore, faranno la differenza tra la loro funeste religione che porta la disgrazia, e la potenza della verità che consolida il regno di Dio, e saranno salvati.

(28) Quanto a coloro che non sanno leggere, o che non possono innalzarsi da soli sulle alte cime dove Dio abita, spiegateli pazientemente gli astri del cielo e la Terra con le figure disegnate, poi fate loro conoscere i benefici della legge che gli angeli utilizzano e rispettano. Così conosceranno l’essenziale di quel che l’uomo deve sapere, e saranno salvati.

(29) In effetti non può esistere niente di meglio della conoscenza e delle ordinanze del Creatore praticate da tutti gli angeli, per decidervi a lasciare questo mondo iniquo e vivere in tutta sicurezza nel santuario. La legge dell’Altissimo non vi cade sulla testa come lo fanno quelle degli uomini, dato che ognuno ci accede con l’elevazione come l’avete fatto in quest’ascensione. Già scritta in voi, non avrete alcun male ad accettarla; perché, leggendo le parole di Dio, direte: finalmente! Questo, perché riposa su un solo principio: vivere liberi, non facendo torto a chicchessia ed a niente.

(30) Leggerete dunque adesso questa famosa legge della liberazione, con la quale la Terra non sarà mai più colpita. E vi chiedo di non bisbigliare percorrendola per la prima volta, perché non è più me che avrete di fronte a voi, ma colui che m’invia. Allora vi accorgerete che la mia voce è piccola in confronto alla sua che vi penetrerà fin dentro al midollo. Questa volta, saprete meglio perché ero tremante quando l’Eterno mi rivolse la parola, e che scrisse le sue ordinanze con il mio dito. Ed è pure quello che provò mio fratello Mosè a suo tempo, e che non avete intenso e affatto creduto. Adesso credete, dato che tremate.

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