Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Terza parte: 
Le regole dell’existenza

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Gli elementi della creazione

(1) Dopo aver esplorato l’universo, abbiamo potuto studiare la Terra che conosciamo bene adesso, in quanto la nostra progressione in seno all’attività della materia ci ha messo in contatto con il reale. Così abbiamo osservato l’essenziale degli elementi che costituiscono l’universo. E dopo aver definito le ere terrestri, ci siamo avvicinati il più possibile alla nascita originale degli uomini. Abbiamo visto che il principio di esistenza (che è l’apporto e il consumo della forza che crea e si rinnova) obbliga che l’umanità sia composta in ugual misura sia di uomini che di donne. Sappiamo pure che ci vuole l’acqua e il suo ciclo si può fare solo alla buona distanza dal Sole, e che l’attività elettromagnetica è pure l’unica forza che porta dall’alto le informazioni di tutto ciò che esiste nell’universo, formando il soffio di Dio.

Le condizioni di vita e le loro fluttuazioni

(2) Sappiamo adesso che tutti gli astri caldi producono acqua. E le esplosioni atmosferiche ci hanno mostrato che l’acqua proiettata nello spazio dalle stelle che si illuminano rimane in parte sui loro pianeti. La Terra ha, in questo modo, ricevuto molta acqua dal Sole che, lui stesso, ne ha ricevuto in abbondanza dalla sua stella madre; e così via. Per questo una parte dell’acqua che noi beviamo e con la quale siamo fatti, ha potuto viaggiare a lungo nella galassia prima di aggiungersi a quella prodotta dal Sole, che fecondò la Terra.

(3) L’acqua è l’unico corpo che rinchiude tutti gli elementi materiali dell’esistenza, e che concentra le informazioni dell’universo producendo degli organismi viventi. Tuttavia, a questi elementi vitali, che chiamo condizioni di vita, si aggiungono anche la magnetosfera, la temperatura del suolo, e pure il calore e la luce del Sole. Il clima locale e le stagioni ne fanno parte, altrettanto la situazione geografica, il rilievo e l’irrigazione del paese. A questo si aggiunge gli esseri già creati che arricchiscono ancor di più gli elementi con la loro presenza di cui dipende l’esistenza delle creature viventi. E tutto questo riguarda l’era e il momento dell’era dove tutto differisce dal momento precedente. Perciò la grande diversità degli esseri e dei mondi che ci hanno anticipato.

Variazioni e stabilizzazione delle condizioni di vita

58 - Variazioni e stabilizzazione delle condizioni di vita

(4) Questa nuova immagine degli andirivieni della Terra, ci mostra ancora una volta quel che furono i mondi anteriori. In funzione dei spostamenti, le condizioni di vita delle specie apparse, crebbero e diventarono massimali; poi regredirono, diminuirono e sparirono all’uscita della regione favorevole. Gli esseri apparsero e sparirono della stessa maniera; in quanto, le loro condizioni di vita andandosene, se ne andavano con loro. Questo fu sino al secondario dove, verso la fine di quest’era, con l’arrivo della Luna si interruppe momentaneamente ogni esistenza. Nel terziario, ci sono anche apparizione e crescita delle condizioni di vita, ma questa volta dimorano, in base alla stabilizzazione della Terra che marca l’inizio del quaternario nel quale ci troviamo oggi.

(5) Questi elementi primordiali a partire dai quali gli esseri trovano l’esistenza, furono da prima minimi nel PRECAMBRIANO che fu l’era nella quale la Terra si coperse interamente di acqua evoluendo a lungo nella nube solare. C’erano che poca luce e pochi punti caldi a quei tempi. Per questo le acque produssero solo qualche rare specie. Nel PRIMARIO, dove le terre emersero, le condizioni di vita si svilupparono considerevolmente, come lo fecero nel SECONDARIO, poi maggiormente nel TERZIARIO, e ancor di più nel QUATERNARIO dove pervennero alla loro apoteosi, al culmine di quel che possono essere attualmente. Non c’è stata dunque alcuna regressione, ma progressione e arricchimento delle condizioni di vita fino ad oggi, e creazioni di mondi conseguenti.

(6) Nel PRIMARIO, vediamo sulla figura che le condizioni di esistenza cominciarono a fare la loro apparizione per prima all’equatore, che fu la prima parte esposta al calore solare, e che si estesero in seguito fino ai poli in base allo spostamento del pianeta. È evidente che sono ai poli che sparirono per ultimi, a causa del calore solare che non smetteva di crescere alla fine di quest’era. Così, la vegetazione lussureggiante e gli esseri apparsero primamente all’equatore, poi sull’insieme dei due emisferi, fino ai poli dove si spensero per ultimi.

(7) Nel SECONDARIO il movimento fu inverso, poiché la Terra uscì calda dal suo soggiorno vicino al Sole. Le nuove condizioni di vita e gli esseri corrispondenti apparvero dunque per prima ai poli che rimasero a lungo sprovvisti di ghiaccio, e non all’equatore dove il calore solare era troppo elevato. Per questo i rettili (i dinosauri) di quest’era poterono solo avvicinarsi in ultimo all’equatore, quando la Terra era sufficientemente raffreddata; quel che significa il secondo periodo del secondario e poco prima dell’arrivo della Luna. Per queste ragioni, vediamo che i fossili di dinosauri figurano poco o niente, nelle regioni equatoriali. D’altra parte e come l’abbiamo detto, al momento dell’intercettazione della Luna, erano nel periodo della loro estinzione. Molti di loro erano già spariti.

(8) Nel TERZIARIO, il movimento di apparizione delle specie si inversa ancora una volta rispetto all’era precedente, poiché la Terra uscì raffreddata dall’ultimo periodo di grande glaciazione. Gli esseri riapparsi di necessità all’equatore, (come nel primario) poi progressivamente su tutte le latitudini andando verso le regioni polari dove la calotta glaciale regrediva di anno in anno. In quest’era del terziario, le condizioni di vita non sparirono. Al contrario, non smisero di crescere e arricchirsi grazie alla stabilizzazione della Terra che si fece alla fine di quest’era. Questa stabilità fu l’inizio del QUATERNARIO, l’era favorevole alle condizioni di vita umane. E gli uomini furono creati.

Gli esseri creati in risposta

(9) Dopo il minerale (che fu la formazione della Terra) viene il vegetale, poi l’animale, e per ultimo l’umano per il quale tutto è preparato. Perché è ovvio che le condizioni di vita degli esseri appaiono prima che questi siano creati in risposta. Non possiamo immaginare in effetti gli erbivori, per esempio, apparire prima della vegetazione di cui si cibano, se no avrebbero dovuto mangiare pietre per un certo tempo... Gli uomini dovettero aspettare il loro turno per essere formati nell’ordine della creazione, che non può essere cambiato. Quest’ordine è quello dei regni che furono nelle ere, e mostrati dal serpente..

(10) Sappiamo adesso che gli esseri terrestri non sono degli esseri marini che uscirono una volta dal mare, ma che è l’acqua sola che lo fece e che annaffiò tutte le terre emerse con l’aiuto delle piogge. Formò così i ruscelli, torrenti, fiumi, i lagi, le paludi, i stagni, e tutti i luoghi umidi propizi alla vita. Perciò, con i minerali, l’acqua produsse gli esseri marini da un lato e gli esseri terrestri dall’altro. Ogni specie fu formata secondo la sua era, nel suo ambiente, in funzione di quel che c’era. Nessuna di loro fu formata a partire dal nulla, né con ciò che non esisteva... tutte nacquero a partire dall’acqua e in risposta a quel che esisteva al loro tempo e che la Terra offriva generosamente con il Sole.

(11) Venne per prima l’ambiente, poi la creatura che è all’unisono con lui. E possiamo osservare oggi che la fine del precambriano, la fine del primario, la fine del secondario, come l’arrivo della Luna, furono tutti dei valichi insormontabili per gli esseri viventi. Pertanto questi ostacoli mettono in evidenza il fatto che gli animali marini restarono nel loro ambiente, che non uscirono affatto dal mare per andare sulla terra ferma trasformandosi progressivamente nel tempo, come i scienziati delle tenebre lo sostengono con la loro teoria dell’evoluzione!

(12) D’altronde, affinché gli animali acquatici e anfibi siano usciti dal mare, non avrebbero dovuto avere il desiderio di farlo? Perché dunque questi esseri avrebbero avuto il desiderio di andare a vivere all’aria aperta, in un ambiente estraneo che era loro perfettamente ostile e per il quale non erano concepiti? Possiamo immaginare che fu così? Nessuno lo può. Però, sono questi cambiamenti di natura che sono insegnati ai bambini! Ma quando si ignora che sono i pianeti che attivano e fanno brillare le stelle, e che la Terra ha fatto degli andirivieni davanti al Sole, ci si nasconde e si tace. Non si dice nulla.

(13) L’acqua portata dalla nube solare era necessariamente acqua dolce. Quest’acqua si è poi progressivamente salata sulle dorsali durante i duecentomila anni di eruzioni vulcaniche, di dissoluzioni dei corpi minerali, e dell’attività elettromagnetica producendo i sali per elettrolisi. Quello ci permette di dire che gli animali marini furono prima degli esseri di acqua dolce, poi di acqua salmastra ed in ultimo di acqua salata. Nel primario, le canne, gl’insetti viventi sull’acqua o nell’acqua, le ninfee, le rane, i serpenti ed i pesci degli stagni di quell’epoca, dovevano anche trovarsi in riva all’oceano...

(14) Osservando gli andirivieni, vediamo che la composizione dell’atmosfera, il clima, le stagioni, come la durata degli anni differiscono durante un’era e da un’era all’altra. Per questo le creature formate con gl’ingredienti di quei tempi portavano grandi differenze di taglia. Secondo la durata della rivoluzione della Terra intorno al Sole, erano probabilmente grandi e lenti su grandi orbite, piccoli e rapidi su piccole orbite. Cose che possiamo immaginare guardando il serpente. Così, in una stessa era, le condizioni di esistenza che cambiavano di anno in anno e di secoli in secoli facevano apparire un mondo sempre differente.

(15) Dunque, siccome gli esseri creati in risposta erano formati con quel che esisteva a tempo loro, erano naturalmente adattati agli elementi componendo l’ambiente dal quale provenivano. Allora, finché questi elementi all’origine della loro esistenza dimoravano, le creature potevano dimorare. Ma man mano che la Terra si spostava e che questi elementi diminuivano et sparivano di conseguenza, le creature corrispondenti sparivano con loro. Si capisce, in effetti, che non avendo il potere di concepirsi e di crearsi loro stessi, gli esseri non possono disporre del potere di adattarsi a degli elementi che non fanno parte delle fonti della loro esistenza. Questo, e quel che abbiamo già visto d’altronde, mostra all’evidenza che non c’è mai stata evoluzione delle specie per trasformazione del loro corpo nel tempo.

(16) Ma oltre al fatto che le specie apparvero e scomparvero in periodi diversi, perché ci fu diversità di specie vegetali e animali in una sola era? Per esempio, quando le condizioni di vita diventavano dieci sotto tale latitudine, una creatura corrispondente a dieci appariva in risposta. In quel instante, le condizioni di vita diventavano undici, in quanto la specie creata ne faceva parte. Questa volta, una specie di undici era formata in risposta e un pò diversa dalla precedente che dimorava. La prima specie non è dunque affatto diventata la seconda e quest’ultima non cancellò la precedente che aveva sempre la sua ragione di essere. La diversità delle specie si è organizzata della sorte. In quanto ogni specie nuova arricchiva le condizioni di vita con la sua presenza, obbligando un’elaborazione sempre più grande delle specie nuovamente create e, questo, finché l’uomo sia formato.

Il rinnovamento delle specie

(17) Quando la Terra entrava in un periodo di estinzione delle specie, sono le prime apparse ad andarsene per prima. Questo, perché le condizioni di vita nuove alle quali esse non corrispondevano le indebolivano e le rendevano progressivamente sterili. Ed è ciò che chiamiamo invecchiamento della specie fino all’estinzione. In quanto qualunque sia la creatura, questa è un corpo finito che, come abbiamo già detto, non può cambiare per adattarsi a delle condizioni di vita che non sono più le sue.

(18) Ciò che mostra, una volta ancora, che una specie non può adattarsi né evolvere trasformandosi, se no non ci sarebbe affatto l’invecchiamento della specie. Quel che, tuttavia, non s’intende nel quaternario dove la Terra si è stabilizzata, e dove le condizioni di vita non sono minacciate di sparizione, se non è per un pugno di uomini tenebrosi che vogliono cambiare tutto a loro immagine, o che fanno perire tutto per denaro. Affinché il mondo non sparisca per sempre, è impellente che questo si fermi, in quanto il serpente ci indica che non ci saranno più creazioni di specie. In effetti, non siamo più nel tempo della creazione originale del mondo (questo essendo formato ed infinito), siamo in quello della procreazione, che è la sua continuazione.

(19) Se tuttavia troviamo dei fossili di una stessa specie nel primario, il secondario e il terziario, non immaginate che questa specie sia passata da un’era all’altra, in quanto questo fu impossibile come abbiamo visto. Se la troviamo tre volte, è perché è apparsa tre volte, a partire dalle condizioni di vita approssimativamente uguali. Questo può essere il caso per le felci, per alcuni insetti, per degl’invertebrati, dei pesci, o ancora alcuni rettili che esisterono nel secondario come esistono oggi, in quanto si tratta di organismi o di esseri semplici.

(20) Io dico che nella complessità crescente delle ere, ciò che è semplice esiste sempre e non ciò che è più elaborato. Per capire meglio questo, immaginiamo che le condizioni di vita siano state al massimo di cinquanta nel precambriano, di cento nel primario, di duecento nel secondario, di quattrocento nel terziario, e siano diventate ottocento nel quaternario, in base al loro arricchimento progressivo. Vediamo cosicché un essere di dieci può trovare esistenza in tutte le ere, perché in queste si trova sempre il numero dieci. Quello non può prodursi per una creatura di duecento, poiché non potrebbe trovare esistenza nel primario dove le condizioni di vita non eccedono cento.

Il metabolismo e la morfologia

(21) Sorvolando le ere, vediamo che all’inizio del secondario tutta l’acqua era nell’atmosfera, e che ci fu un lungo periodo di diluvio che riportò l’acqua sul suolo bruciante. In quei giorni, dai poli sprovvisti di ghiaccio fino all’equatore, c’erano formidabili piogge come la Terra non ne conoscerà mai più. Significa inondazioni, impetuosi torrenti e la formazione di grandi laghi su tutti i continenti, come tutto ciò che è consecutivo a tali fenomeni. Poi, a poco a poco, in quest’era secondaria, il nostro pianeta entrò nella regione del cielo che permise di nuovo il ciclo dell’acqua necessario alla vita. Ma con il grande calore del mantello acquisito vicino al Sole, che la pioggia riduce un po’, le condizioni di vita favorevoli all’esistenza cominciarono obbligatoriamente ad apparire nei stagni, i laghi, le paludi ed altri luoghi umidi, che erano gli unici posti dell’era secondaria ad offrire un po’ di freschezza.

(22) Non bisogna quindi meravigliarsi che i primi rettili (i dinosauri) abbiano visto il giorno per prima in quelle acque, e che erano dotati di un lungo collo e di una lunga coda facendo da bilanciere per poter nutrirsi di erbe acquatiche senza affogare... Vennero poi coloro che potevano vivere all’asciutto, in quanto il clima era un po’ migliorato. Questi avevano obbligatoriamente una carapace più spessa e dotata di protuberanze necessarie alla regolazione della temperatura interna del loro corpo. Ma non andiamo in là nella descrizione corporale degli esseri dei mondi anteriori, in quanto questo ci svia dalla strada. Nel seguito dei giorni, interrogherete voi stessi il serpente nel senso che vi mostro sulla creazione, pensando continuamente al clima del momento e a tutto quel che cambiava. Allora, con buon senso, vi dirà tutto ciò che potrei dire se fossi inviato sulla Terra per parlare solo di questo.

(23) È obbligatorio che tutti i generi di creature possibili esistano, finché venga colui che, essendo all’immagine di Dio, può comprendere tutto e fare tutto. Queste appaiono su ogni terra del cielo, come sono apparse sulla nostra Terra. Abbiamo visto che le condizioni di vita sono alla sorgente degli esseri che Dio crea. Tuttavia queste condizioni di vita determinano maggiormente il metabolismo (l’attività interna) che la morfologia che, lei, è determinata dalla funzione della creatura. Come spiegarlo? Anzitutto, capiamo che i vegetali sono formati per prima con i loro insetti e altri piccoli animali che li servono; poi vengono gli erbivori, gl’insettivori, i carnivori e gli onnivori che si nutrono di tutto. Bisogna dunque che queste creature possano, a secondo dei loro bisogni di specie, camminare, correre, saltare, volare, nuotare, strisciare, dissimularsi e scavare. In quanto vivere, consiste nel trarre profitto del suolo, dell’aria, dell’acqua e dei loro spazi, e di sfuggire a tutti i pericoli.

(24) Se dunque, per sussistere, un essere determinato ha bisogno di volare, di nuotare, di camminare, di grattare, di correre; o ancora di saltare, di strisciare, di scavare, di stordire, di bottinare, di nascondersi, d’illuminarsi, o di praticare il mimetismo, non può riuscirci nel mondo vivente senza avere un organismo e una morfologia corrispondente a queste attitudini o funzioni, se no come sussisterebbe? Se si trasformava durante dei secoli e dei secoli, potrebbe esso cambiare specie passando per momenti di interspecie prive di attitudini vitali, e durante questi momenti sarebbe costantemente in pericolo? Abbiamo forse trovato dei fossili di interspecie: questi anelli sempre mancanti nello spirito dei scientifici?

(25) Ascoltatemi piùttosto, in quanto spiego qui che non sono affatto le membra del cavallo che si sono adattati allla corsa, poiché, dovendo correre per scappare ai suoi predatori e per servire l’uomo, il Creatore donò al cavallo le membra che gli ci volevano. Ugualmente, gli esseri volanti non si sono affatto adattati al volo, ma furono creati con le ali per volare. Per adattarsi a qualcosa, non bisogna che questa cosa esisti previamente? Dunque dove si tenevano nascosti la corsa ed il volo, affinché degli esseri rudimentali li scoprissero un giorno e vi si adattassero trasformandosi?

(26) No, non è in questo modo che bisogna osservare la natura. È l’ambiente che determina ciò che deve essere la creazione di Dio, in considerazione alla sua funzione nel mondo. Perciò nessun essere può avere le facoltà di adattarsi a ciò che non l’ha fatto e che gli è obbligatoriamente ostile. Per queste ragioni, il pesce è sempre stato pesce, il cavallo è sempre stato cavallo, e l’uccello è sempre stato un uccello. Tutti gli esseri sono apparsi come sono nel loro ambiente naturale dove rimangono. Un essere può tuttavia, andar a vivere in condizioni di vita estremi per lui, ma per un tempo solamente, se no finirà per scomparire. Non aspettatevi dunque di prendere delle piume se desiderate volare nell’aria, né scaglie se desiderate vivere nell’acqua, poiché questo non succederà, anche se dall’alba al tramonto non smetterete di simulare il volo o il nuoto...

(27) Il serpente che parlò ad Eva, e che si esprime molto bene oggi davanti a tutti, mostra ciò che furono le condizioni di vita anteriori all’origine degli esseri viventi. Osservatelo e interrogatelo, vi risponderà nel dettaglio. Io, parlo solo dell’essenziale affinché restiate sulla via. In quest’essenziale, vediamo che le specie che precedono non sono mai gli antenati di quelle che succedono. Per questo non si deve più dire che i rettili del secondario sono gli antenati degli uccelli in quanto capiamo che non furono che i loro predecessori. Avendo per funzione di volare, questi esseri, come gli uccelli o i pipistrelli, furono provvisti di ali sin dalla loro creazione. Se c’è un’evoluzione degli esseri per trasformazione dei loro corpi, ci sarebbe obbligatoriamente una perdita continua della loro funzione per inattitudine e impossibilità per loro di vivere. Anche un bambino lo concepisce.

(28) L’essere vivente è sempre un corpo perfetto e obbligatoriamente adattato all’ambiente che serve alla sua creazione e al suo mantenimento. Di conseguenza, un essere è sempre finito e non in perpetua via di finizione! Lo capite? D’altronde, quando una specie appariva sotto tale latitudine all’aria aperta per esempio, appariva ovunque su quella latitudine intorno alla terra. Non appariva in un solo posto dal quale si allontanava per occupare tutti i continenti. No, ogni uomo santo di spirito capisce che non ci sono stati delle specie di erbe che apparvero un giorno a tale posto, su un continente, e che si sparsero dopo su tutta la Terra; poiché tutte le specie furono formate nel loro genere, su tutti i continenti, e a tempo loro.

(29) Come veniamo di spiegarlo, le specie portano a volte delle differenze tra di loro, in quanto le condizioni di vita che le hanno originate non potevano essere assolutamente identiche in tutti i paesi. Non possiamo immaginare due particelle rigorosamente simili nell’universo senza fine, come dunque potremmo trovare le creature di una specie simile su tutti i continenti?

(30) La diversità è la più grande ricchezza dell’universo e il suo fondamento. La troviamo anche tra le specie di una specie apparsa a suo tempo, sotto tale o tale latitudine. Se tuttavia troviamo degli esseri più o meno simili su più continenti, non bisogna concluderne, tali i scienziati, che i continenti erano uniti in uno solo, che chiamano PANGEA, e che in seguito andando alla deriva ognuno ha portato via il suo lotto... Perché abbiamo visto che c’è impossibilità della deriva dei continenti.

*

(31) Ricordiamo che gli elementi all’origine degli esseri viventi furono costantemente variabili nelle ere, dagli spostamenti della Terra e dai cambiamenti di temperatura che sono inoltre la causa dell’emergenza dei continenti e della formazione del rilievo. Il serpente ci indica pure che ci fu apparizione e sparizione dei mondi, ma che il mondo attuale non è più minacciato da sparizioni, ma solo per l’intensa distruzione delle condizioni di vita che ha luogo in questi ultimi tempi. Sono coloro che regnano ad esserne responsabili, in quanto non riescono a comprendere che gli esseri viventi devono rimanere come sono sulla Terra e in numero giusto, affinché l’uomo possa lui stesso dimorare. Dio è vivente e perfetto, e le sue creature sono delle perfezioni ineguagliabili alla cima delle quali troviamo sempre l’uomo! Perciò il distruttore non può rimanere più a lungo. La sua permanenza nel mondo è finita. Se ne deve andare.

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