Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Seconda parte: 
Il ciclo della materia

28

Le famiglie stellari

(1) Sappiamo ormai che la deflagrazione atmosferica illumina la stella e provoca lo sconvolgimento dei suoi satelliti, e che la famiglia solare ha conosciuto questo fenomeno. Ma prima di sviluppare quel che si produsse con i nostri propri astri nei tempi remoti, proseguiamo ancora un po’ con le stelle. È infatti necessario esaminare la loro vita in gruppo per ben situare il nostro mondo solare tra i mondi del cielo.

I legami degli astri: gli anelli e le magnetosfere

32 - I legami degli astri: gli anelli e le magnetosfere

(2) I legami delle Pleiadi e le catene di Orione di cui parla la Scrittura, sono le potenti magnetosfere e gli anelli che si vedono qui e che uniscono gli astri tra loro e ovviamente le stelle. Ed è in base a questi legami che gli astri possono formare una galassia che gira su se stessa, senza che questa rotazione li sparga con la forza centrifuga. Benché invisibili, questi legami sono materiali, in quanto loro solo permettono l’esistenza delle famiglie stellari ed il prolungamento dei mondi.

(3) Durante l’esplosione atmosferica, i satelliti sono respinti lontano dalla deflagrazione e sono in seguito mantenuti a distanza dal soffio della stella. Così, subito dopo l’illuminazione del Sole, gli andirivieni descritti dai pianeti si fecero lontano da lui, molto più lontano della loro posizione iniziale. Per esempio, oggi tutta la famiglia di Giove s’inscrive in un globo. Ma, non appena quest’astro brillerà, questo globo sarà in espansione sotto il soffio della stella nuova e diventerà immensamente più grande che lo è ai giorni nostri.

L’influenza reciproca delle stelle

(4) Una stella aspira continuamente l’essenza dello spazio e la soffia in seguito in quantità un po’ più grande, perché la sua massa si consuma lentamente. Questo non è ancora il caso per Giove che aspira solamente. Ma quando quest’astro brillerà, il suo soffio andrà crescendo e lo respingerà altrettanto dal Sole, perché questa volta ci saranno due soffi diretti l’uno contro l’altro. E tutte le stelle si respingono in questo modo, finché si stabiliscono ad una distanza determinata, dove la loro forza di repulsione (il loro soffio) e la loro forza di attrazione (la loro magnetosfera) si bilanciano. Per questa ragione, due stelle non possono urtarsi. E anche se una forza misteriosa le proiettasse l’una contro l’altra, i loro soffi opposti conterrebbero il loro movimento e le respingerebbero.

(5) È evidente che l’influenza reciproca delle stelle è anche quella delle galassie che sono composte di stelle... Effettivamente, come le stelle, le galassie si mantengono a distanza con il loro soffio. Dico che attraendosi le une con le altre dalla loro immensa magnetosfera che le obbliga a rimanere raggruppate, e a formare in tale modo delle lunghe scie nello spazio, le galassie si mantengono ugualmente a distanza con il loro soffio rispettivo. Perché se una stella soffia, tutte lo fanno, formando così un grandissimo soffio capace di mantenere il gregge (la galassia) a distanza di un altro che fa altrettanto.

(6) In base a questo, è impossibile lo scontro tra galassie, soprattutto che non c’è forza che le spinga le une contro le altre. No, se le ruote dell’universo si spostano un po’, non è che per trovare l’equilibro tra la loro attrazione e la loro repulsione che le posizionano nello spazio. Cosa che non le impedisce affatto di girare tranquillamente su se stesse. Se non fosse così, non sareste; in quanto, senza questa costante imposta dai soffi e dalle magnetosfere, niente esisterebbe. Cessate dunque di credere, come si dice, che le galassie si fracassano le une contro le altre.

(7) Quando si guardano le stelle doppie nel cielo, si vedono la madre e la figlia. Per esempio, quando Nettuno sarà una stella, questa girerà ancora intorno alla nostra stella del giorno per molto tempo, ma allo stesso tempo allontanandosi da lei progressivamente. Ma la massa crescente degli astri di Nettuno obbligherà questa a rallentare la sua rotazione intorno al Sole, dall’aumento dell’inerzia di questa massa. Questo durerà finché Nettuno cessi di girare intorno a lui. Ne sarà così in base all’aumento progressivo di questa famiglia di astri, e perché essendo diventata una famiglia autonoma nel cielo, Nettuno farà decrescere altrettanto l’attività del Sole, come l’abbiamo visto.

(8) Poiché una stella è sempre la discendente di un’altra, per un tempo ci sono per forza la madre e la figlia più o meno vicine nel cielo. Ed è in base a questo che si vedono grandi quantità di stelle doppie, di sistemi binari di cui abbiamo già parlato. Tra le stelle doppie, ci può essere una che gira intorno all’altra abbastanza veloce, un’altra meno veloce, un’altra per niente, o tutte e due possono farlo intorno ad un centro immaginario. Diciamo che mentre la figlia è piccola, gira intorno a sua madre, ma crescendo, rallenta la sua corsa mentre sua madre declina di forza, e questo le porta tutte e due ad evolvere intorno ad un focolaio immaginario. Tuttavia questi fenomeni di cambiamento dell’inerzia possono anche occasionare la rottura dei legami che collegano queste stelle. Ed è quel che genera allora gruppi di stelle (le costellazioni) legate le une alle altre, come se ne vedono tante nel cielo.

Gli ammassi di stelle

(9) Un gruppo di stelle può anche formare progressivamente un ammasso considerevole in seno ad una galassia. Per via indiretta delle nascite, un gruppo di alcune stelle (una costellazione) può infatti formare una piccola galassia in seno alla grande, come un bambino si forma in seno a sua madre. Se dunque quest’ammasso si produce, in quanto la forza centrifuga della galassia non può rompere i legami che legano le stelle insieme, non cesserà di svilupparsi dalle nuove stelle nascenti. Ma l’inerzia crescente di un tale ammasso, in una galassia che gira esercitando su di lui una grande forza centrifuga, non può rimanere senza conseguenze. Infatti, quando l’ammasso non potrà più seguire il movimento di rotazione della galassia, prenderà del ritardo in questo movimento e finirà per ritrovarsi all’estremità del ramo al quale sfuggirà. Si può osservare questo fenomeno nel cielo, dove si assiste alla nascita di una vera piccola galassia.

Nascita di una galassia

33 - Nascita di una galassia

(10) Questa galassia mostrata su questo piano è conosciuta. Si vede che dopo essersi diretto all’estremità del ramo, l’ammasso sta rompendo i legami che lo legano alla grande ruota. Questo si produce ancora meglio in quanto le stelle della piccola galassia girano in senso inverso e la loro separazione è visibile dalla mancanza di stelle al luogo indicato. Si nota anche l’allentamento del ramo della madre, che era piegato sotto lo sforzo. È dunque incontestabile che si assiste qui alla nascita di una galassia. Ed è una delle meraviglie del cielo che si contempla e che non è il meno importante, in quanto si vede in quale modo le galassie si formano e si moltiplicano.

(11) Sappiamo che quando le stelle sono logorate e si spengono, lasciano un immenso vuoto magnetosferico che si colma subito con le magnetosfere delle stelle circondanti. È dunque questo fenomeno di sparizione che trascina le stelle verso il centro della ruota, obbligando quest’ultima a girare su se stessa. Come la condensazione dell’aria crea una depressione nell’atmosfera che si arrotola in spirali trascinando tutte le nuvole, così anche le masse che spariscono nel centro della Galassia creano una depressione che trascina tutte le stelle, formando così i rami a spirale della Galassia. Si può anche paragonare questo fenomeno di depressione ad una lenta implosione.

(12) Un ammasso è una galassia embrionale, una palla costituita di stelle e di un gran numero di pianeti con i loro satelliti. Quest’ammasso acquisisce un movimento di rotazione quando si stacca dal ramo. E, come l’abbiamo appena visto, questo movimento si accelera in seguito, via via che le stelle che lo compongono si spostano verso il centro dove spariscono al termine dei loro giorni. Questo fenomeno di sparizione è dunque motore. Perciò, quando questi ammassi si staccano e si trovano nello spazio intergalattico, girano sempre più velocemente appiattendosi, finché stabiliscono la loro velocità con l’aumento del loro diametro e del numero di astri. Nel frattempo, queste piccole galassie prendono la forma di ogni tipo di ruote. Ma qualunque sia la loro forma il giorno in cui si osservano, questi ammassi hanno tutti L’INTEGRAZIONE - DISINTEGRAZIONE per esistenza e forza motrice. Non sono dunque a parte nell’universo, come molti lo credono.

(13) L’immagine sopra ci mostra pure che lo sviluppo di una galassia è limitato; se no, crescerebbe smisuratamente, facendo che l’universo sarebbe solo un ammasso di stelle all’infinito... Questo non può prodursi, in quanto l’integrazione e la disintegrazione simultanea della materia non lo permettono. Non so se questo vi colpisce, ma questa nascita di una piccola galassia è l’illustrazione stessa del principio di esistenza degli astri che insegno. Ciò vi allontana ancora di più da coloro che affermano che le galassie trovarono esistenza insieme al seguito di un’improvvisa esplosione locale del nulla, che si produsse ad un certo momento, dal niente e per caso, nello spazio che credono limitato e non facendo parte dell’universo...

La stabilità dell’universo

(14) Come si è detto, quando in un gregge il numero delle nascite supera quello delle sparizioni, questo gregge aumenta in dimensione. Contrariamente, quando le sparizioni sono superiori alle nascite, questo gregge scompare lentamente. È lo stesso con le galassie che popolano l’universo. Tuttavia, quel che è importante conoscere, non è il numero di galassie, perché si tratta di un numero senza inizio né fine, ma che ci sia tanta materia integrata (gli astri) quanto materia disintegrata (lo spazio); se no, è ovvio che ci sarebbe instabilità ed inesistenza delle galassie.

(15) L’universo è dunque stabile, perché L’INTEGRAZIONE e la DISINTEGRAZIONE si fanno simultaneamente in quantità simile. Questo è paragonabile all’inspirazione e all’espirazione di una stessa quantità d’aria. Immaginate che ci fosse soltanto l’integrazione: non ci sarebbero stelle che si disintegrano ed il volume stesso dell’universo non potrebbe esistere, né esisterebbe se ci fosse soltanto la disintegrazione. No, questi due movimenti contrari sono perfettamente equivalenti. Questo è innegabile. Ma gli scienziati, loro, lo negheranno dato che, molto limitati nel loro ragionamento, non possono afferrare l’integrazione e la disintegrazione perpetua degli astri.

(16) Perché l’universo eterno è un continuo rinnovamento delle masse che lo compongono, bisogna sempre considerare un inizio ed una fine a queste masse. Ed è così per le particelle, gli astri, e le galassie. Perciò prima di diventare la grande Ruota nella quale siamo, la nostra galassia era una pallina di stelle, un ammasso che nacque in seno stesso ad un’altra galassia. Questo fu il suo inizio. Poi quest’ammasso si trovò nello spazio intergalattico. Lì, si sviluppò e acquisì il suo proprio movimento.

(17) Questo si è prodotto tempo fa, da molto tempo, tutta la durata che ci volle per lo sviluppo di una tale meraviglia in seno alla quale ciascuno di voi può dire adesso: eccomi nel mondo dei viventi! Questo è ugualmente pronunciato intorno a ciascuna stella che ci precede nella Ruota, e anche nella galassia madre, nonna, e bisnonna che esistono sempre nello spazio.

(18) Proprio come gli astri che le formano, le galassie hanno una genealogia che si perde nell’immensità dei tempi che si misura solo con l’eternità. Qui ancora, siamo molto distanti dai propositi di coloro che, rinnegando Dio, danno un’origine singolare all’universo. Sono allora obbligati a trovarci una fine, altrimenti avrebbero inventato l’eternità... Rendono dunque l’universo un cataclisma, instabile e obbligatoriamente temporaneo. Il che è senza ragione.

(19) No, non siete i figli del caos, ma i figli dell’amore, dell’intelligenza e di una sottile armonia. In base alla dolcezza e alla grandissima friabilità dell’attività elettromagnetica della materia, che è la scienza e la forza dell’Onnipotente, tutto è stabile e calmo nell’universo eterno. Nel suo seno, il cataclisma devastatore è assolutamente escluso.

(20) È ormai visibile che se non si conosce il principio di esistenza degli astri (integrazione - disintegrazione), che è pure il principio di esistenza degli esseri, la comprensione dell’universo è totalmente esclusa. E se non si afferra Dio che è la ragione di essere dell’universo, questa volta tutte le porte si chiudono davanti a sé, e ogni giudizio è invertito in rapporto al reale. Come sarebbe allora possibile che coloro che scrutano il cielo in permanenza, non conoscendo il principio di esistenza degli astri e dei mondi, possano afferrare le meraviglie che osservano? Constatano soltanto ciò che ci si trova e immaginano cose senza capirle. Allora, per farsi valere, ingiuriano Dio con propositi diffamanti che feriscono la coscienza, fino al cuore dei bambini. Ma riteniamo la nostra collera contro questi uomini, che furono, e che non sono già più.

(21) In funzione di quel che abbiamo appena visto sulle galassie, la cui ragione di essere è far vivere dei mondi in cima dei quali c’è sempre l’uomo, si dirà: per quanto riguarda la vita e la sua evoluzione, questa si manifesta in seno ad un ammasso come si manifesta in una galassia adulta? Rispondo per prima che la vita non evolve mai, in quanto si tratta della vita del Padre che è eterna e perfetta, e quel che è eterno e perfetto non evolve. Sono le creature create in risposta alle condizioni di vita del momento che differiscono fino alla venuta degli uomini, e non la vita che è in loro. Ed è la durata del lavoro degli astri che importa per il cammino di vita, e non la distanza che percorrono in seno alla loro galassia.

(22) Paragoniamo sempre la vita ad un gregge, in quanto ciò che si produce in seno al gregge, tanto dalle nascite quanto alle sparizioni, si produce in una grande ruota. Come ci sono dei piccoli e dei grandi greggi, ci sono delle piccole e grandi galassie. E come in un grande o piccolo gregge gl’individui sono simili, gli astri ed i mondi sono simili in una piccola o grande galassia.

(23) Ed è certo che soltanto con lo studio della famiglia solare possiamo capire le formazioni galattiche. In effetti, se si ignora che è il pianeta che diventa stella dopo aver generato i satelliti, non possiamo affatto spiegare l’esistenza ed il movimento delle galassie, né che la loro ragione di essere che è quella di far vivere delle miriadi di mondi. E poiché delle stelle nasceranno nella famiglia solare, si capisce che il Sole non può portarsi dietro i suoi astri destinati a brillare e far vivere il loro proprio mondo. Il Sole arriverà dunque nel cuore della Galassia soltanto con Marte, la Terra e la Luna, Venere e Mercurio.

La stella legata al Sole

(24) Il soffio del Sole, diretto contro il soffio di altre stelle, dà l’impressione che queste sono molto lontane da noi. Certo, lo sono come questo apparirà con lo studio delle onde, ma non tanto quanto si dice. Perciò, e sapendo che Giove sarà legato al Sole quando brillerà come lui, se ne conclude che il Sole anche lui deve essere legato ad una stella. Come l’anello del Sole ha un’azione sull’atmosfera di Giove e che l’esperienza della candela dimostra che gli elettroni possono soffiare dei gas anche infuocati, se ne conclude che il Sole è realmente legato ad un’altra stella con un anello, in quanto quest’anello lascia altrettanto delle traccie nella sua atmosfera in fuoco. Queste traccie sono queste famose macchie nere che sbarrarono il suo disco e che sono paragonabili all’abisso fatto dall’anello del Sole nell’atmosfera di Giove.

(25) Un pianeta non soffia, ma una stella lo fa. E questo soffio occasiona delle differenze di comportamento degli anelli al contatto dell’astro. Dunque, se Giove (che non soffia) riunisce le condizioni per la formazione di una macchia ovale da un lato del suo disco, non può esserne lo stesso per il Sole che soffia con potenza l’essenza che restituisce all’universo. Perciò l’anello sul quale il Sole è seduto non è concentrato come quello sul quale si trova Giove, ma dilatato al contrario dal suo soffio. E gli elettroni di quest’anello vanno al contatto della sua massa come possono, formando delle macchie (degli abissi) che appaiono nere per contrasto al restante dell’atmosfera in fuoco.

(26) Come l’anello del Sole fa attorcigliare l’atmosfera di Giove, l’atmosfera in fuoco del Sole è attorcigliata anche lei dallo stesso fenomeno. Questo si nota, perché le macchie allineate sul suo disco non si situano esattamente sul suo equatore, ma leggermente di sbieco in rapporto a questo, come è il caso anche per la macchia rossa di Giove. Tutte queste constatazioni ci obbligano a concludere che il Sole è sempre legato ad una stella. E quando si sa che il Sole brilla da pochissimo tempo, questo rafforza questa conclusione.

(27) Abbiamo visto che Nettuno sarà probabilmente la prima stella a brillare nella famiglia solare. Poi sarà il turno di Urano, di Saturno e per ultimo di Giove. Immaginando che queste quattro stelle brillino già e che siano allineate nel cielo (l’inerzia crescente lo permette), e in capo alle quali si trova il Sole, vediamo che Giove è la stella più vicina al Sole. Simile per un bambino ultimogenito che si trova sempre più vicino a sua madre. Se il Sole è generato da una famiglia numerosa, è in questa famiglia quel che le stelle Nettuno, Urano, Saturno o Giove saranno nelle sua propria famiglia. Se è posizionato come Nettuno, è per forza la prima stella che brilla nelle sua famiglia originale. In questo caso, rimangono tre stelle in preparazione nella sua famiglia, o due se è come Urano o una se è come Saturno, o nessuna se è come Giove.

(28) Sapendo che il Sole aumenta subitamente la sua attività ogni undici anni, siamo piuttosto inclini a pensare che è come Saturno. Questo perché quel cambiamento regolare d’attività è dovuto all’influenza di un pianeta fratello che gira intorno a sua madre in undici anni come lo fa Giove intorno al Sole. Infatti, quando Saturno brillerà e si allontanerà dal Sole, Giove (non ancora stella) non farà a meno di girare intorno al Sole in undici anni. È lo stesso schema. Possiamo allora concludere che il Sole deve occupare nella sua famiglia originale il posto che occupa Saturno nella sua. Quello significa che ci sarebbero almeno una o due stelle sorelle del Sole che sono le sue maggiori, ed una stella avvenire che sarebbe la cadetta e quella che l’influenza ogni undici anni durante il suo passaggio. Di conseguenza, a monte del Sole, ci sarebbero uno o due mondi cugini del nostro ed a valle un mondo avvenire. Se due mondi ci precedono realmente sul cammino della vita, sono dei mondi di angeli che ci conoscono molto bene, e dei mondi che sono già passati dove il nostro mondo passa oggi. Quanto al mondo avvenire, a valle, sarà quello che il nostro proprio mondo fu dacché brilla il Sole; in quanto tutti i mondi della Galassia seguono la stessa via.

(29) Queste rivelazioni non vi riempiono di gioia? Ah! bambini miei, nel cielo niente è più lo stesso ai vostri occhi, e nei vostri cuori tutto cambia. La vita trova tutto il suo senso questa volta. Perché non è meraviglioso sapere che non siamo soli nell’immensità, e che si rimane eternamente in mondi sempre diversi? La grandezza dell’Onnipotente è la nostra gioia ed il suo amore la nostra forza, perché Egli ha chiamato ciascuno di noi nel mondo dei viventi per essere le Sue dimore ed il Suo tempio. Adesso, lo capiamo.

(30) Su ciò, Gesù risponde a quelli che gli rimproverano di chiamare Dio suo Padre:

In verità, in verità vi dico che il Figlio non può far nulla da se stesso, se non quello che vede fare dal Padre; le cose infatti che fa il Padre, le fa ugualmente anche il Figlio. Poiché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutte le cose che egli fa; e gli mostrerà opere più grandi di queste, affinché voi ne siate meravigliati.

Poiché Gesù dice che Dio mostrerà a suo figlio delle opere più grandi di quelle che sono l’oggetto delle Scritture, è che siete nel compimento di questa parola oggi, con me che vi mostro pure che Dio e gli uomini sono uno nell’immensità dell’universo.

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