Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Seconda parte: 
Il ciclo della materia

21

La materia

(1) La conoscenza della verità si acquisisce mediante la meditazione che innalza l’uomo santo di spirito sulle alte cime della montagna dell’Eterno dove tutta la realtà gli appare. Per questo ci volle la prima parte del libro per mostrare che il mondo era nell’errore su ciò che riguarda la profezia ed il suo compimento. Allora non potete più essere sorpresi che Dio invia suo figlio al tramonto del mondo per compierla, e affinché la compiate con lui. Ma, qui, gli altezzosi ed i forti in parole mi hanno già lasciato, e siete meno numerosi ad ascoltarmi. Rimangono solo coloro che capiscono che l’uomo non può vivere in armonia con la natura se ignora l’essenziale della scienza dell’Eterno dalla quale esiste. Siate dunque attenti alle prime spiegazioni di questa seconda parte del libro, perché, sono come delle chiavi che permettono di aprire tutte le porte, e di vedere quel che nessun uomo ha ancora mai visto e di sentire quel che nessun uomo ha mai sentito.

Gli stati della materia

(2) Dopo aver osservato la Galassia dall’esterno e preso conoscenza sia della sua grandezza e sia della sua piccolezza nell’immensità, come pure della nostra posizione in essa, stiamo adesso per studiare L’INTEGRAZIONE - DISINTEGRAZIONE delle masse con le quali esistiamo. Saremo costantemente guidati da queste due parole, che significano allo stesso modo APPORTO - CONSUMO. Perché è evidente che senz’apporto non può esserci consumo né consumo senz’apporto, e di conseguenza nessun corpo formato e mantenuto da queste due parti. Come lo spirito si spiega con Dio e Dio con lo spirito, la particella si spiega con l’astro e l’astro con la particella; perché in base all’eternità, ogni cosa trova sempre esistenza da quel che già esiste e per quel che sarà. Niente inizia né finisce, tutto cambia di stato.

(3) Per paura che vedano e capiscano, Dio fa camminare sulle mani coloro che lo rigettano. La nostra conoscenza della materia deve dunque differire da quella degli scienziati che, avendo rigettato Dio, camminano sulle mani e vedono in questo modo, tutto al contrario... Questi uomini, di cui il giudizio è capovolto, non possono più accorgersi per esempio che se, con della neve, si fanno delle palline e con queste ultime se ne forma una più grande, la materia che la costituisce è sempre la neve e non le palle in sé. Altrettanto, bisogna astenersi nel vedere la materia dell’universo nelle masse che sono gli astri e le particelle che le compongono, perché non ci sono particelle fondamentali della materia. No, la materia è unicamente l’essenza che costituisce il volume dell’universo (lo spazio) e il corpo delle masse, le piccole (le particelle) e le grandi (gli astri). Osserviamo piuttosto il volume dell’universo e le masse che ci si formano, come un volume di polvere fine e sottile all’interno della quale si formerebbero dei grumi.

(4) Ascoltate! Poiché con delle palline di neve se ne può comporre una più grande di stessa natura, è inoppugnabile che parecchie piccole sfere calamitate e appiccicate le une alle altre, formino una sfera calamitata più grande, di stessa natura, e avendo per forza proprietà identiche. Ora, poiché l’astro (la grande palla) è una grossa calamita riconoscibile dalla sua magnetosfera, le sue linee di forza e i suoi anelli, dai quali nascono i satelliti, è certo che le particelle (le palline) che lo compongono sono delle calamite simili, avendo anche una magnetosfera, delle linee di forza e degli anelli che danno nascita a dei satelliti. Non ci sono che le loro dimensioni che cambiano e non il principio della loro esistenza.

(5) La calamita è dunque un astro nella grande dimensione e particella nella piccola dimensione, che sono le due masse estreme dell’universo. Si vede così la particella attraverso l’astro, l’astro attraverso la particella e i due attraverso la calamita. Conviene allora studiare la calamita per afferrare la formazione e l’attività di tutte le masse dell’universo. Non evocheremo gli atomi tuttavia, che sono delle combinazioni di particelle, anche perché si tratta di domini di cui non dobbiamo preoccuparci. No, ci atterremo alla calamita che è l’illustrazione di tutta l’attività siderale.

(6) Sempre per ciò che riguarda il modo di osservare lo stato della materia, si può dire, dopo aver spaccato una pietra, che questa era composta di tanti pezzi, o che è stata obbligata a spaccarsi in questo modo? Si darà a questi pezzi dei nomi diversi, come lo fanno coloro che danno dei nomi diversi ai pezzi della particella che riescono a frantumare nel loro acceleratore? Altrettanto, e come è già stato spiegato, se ogni settimana si osserva un pulcino durante la crescita, non si vede ogni volta un uccello diverso, ma è lo stesso che cambia dimensione e aspetto. È però la confusione che fanno gli osservatori della materia, che vedono ogni volta un’altra particella nell’unica particella che cambia sviluppandosi. Allora, senza esitare, gli danno tanti nomi quante osservazioni fanno su di lei... Come affermano che gli astri nascono come sono, affermano altrettanto che le particelle nascono come sono... Questo complica il mio compito, perché credete loro.

(7) Anche il Sole è una calamita perché, come tutte le stelle, possiede un’immensa magnetosfera, delle linee di forza e degli anelli conseguenti sui quali si trovano i pianeti. Loro stessi hanno una magnetosfera, delle linee di forza e degli anelli sui quali si trovano i satelliti che questi anelli hanno creato. Di conseguenza, tutte queste calamite, più o meno attive, sono collegate tra loro da legami materiali fino al Sole. Allora si conclude per forza che la famiglia solare è un insieme omogeneo composto di calamite avendo ciascuna un’azione sulle altre, che è lo stesso per tutte le stelle. Lo mostreremo, con spiegazioni e figure.

La magnetosfera

(8) Riferendosi al gran numero di pianeti e di satelliti che appartengono alla famiglia solare, se ne deduce che il numero dei pianeti e dei satelliti che si trovano in una galassia è approssimativamente cinquanta volte più elevato che il numero di stelle. Una galassia è dunque un corpo composto di un’enorme quantità di masse che attraggono l’essenza dello spazio su di loro, e più precisamente sulle particelle che le costituiscono. Ora, poiché la magnetosfera è questo primissimo movimento dell’essenza dello spazio che scende sugli astri (integrazione), è con lei che bisogna iniziare le spiegazioni sulla calamita. Dopodiché, comprenderemo l’attività d’insieme delle calamite della famiglia solare, tra le quali nessuna di loro può esistere separatamente.

(9) In elettromagnetico, c’è elettrone e magnetico. Ora, solo l’essenza è magnetica, in quanto lei sola forma i corpuscoli all’avvicinarsi e al contatto con l’astro sul quale essa scende. Questi corpuscoli (che chiamiamo elettroni) formano in seguito le linee di forza, poi degli anelli, e quest’ultimi i satelliti. La magnetosfera è dunque un fluido materiale ed una forza che diviene creatrice di masse con il tramite degli anelli. Ecco come scende sulla calamita:

Rappresentazione della magnetosfera

6 - Rappresentazione della magnetosfera

Se si dà il valore di mille all’essenza dello spazio, questo settore di magnetosfera (che si immagina distendersi all’infinito) mostra la concentrazione di quest’essenza che si effettua via via che essa si avvicina al nucleo. Questo ha per effetto di dar sempre una maggior pressione sui corpi, e di creare delle particelle.

(10) Venendo da molto lontano, di conseguenza la magnetosfera si fa sentire molto lontano. S’ispessisce (si addensa) all’avvicinarsi del nucleo dell’astro. Ma per rappresentarci meglio la sua formazione e la sua azione, aiutiamoci con quest’esempio: se si compone un cerchio con migliaia di piccole bocche accostate che aspirano l’aria indipendentemente le une dalle altre, si capisce che una sola di queste bocche aspirerà meno aria e meno lontano che lo faranno le migliaia di bocche insieme. È lo stesso per le particelle che compongono un astro, perché ciascuna di loro attrae l’essenza dello spazio, formando insieme un’immensa aspirazione facendosi risentire molto lontano, diciamo all’infinito. Sono dunque le piccole magnetosfere delle particelle che, insieme, costituiscono la gigantesca magnetosfera dell’astro. Questo ci mostra che l’essenza dello spazio scende sulle particelle che costituiscono l’astro, e non sull’astro stesso.

La magnetosfera e la pesantezza

(11) La magnetosfera dell’astro si rivela essere così il primo movimento della materia dello spazio all’origine di ogni forza e di ogni massa esistente nell’universo. Come illustrare la sua azione sui corpi? Se inspirando fortemente si ingoia un po’ di polvere, non si ha aspirato direttamente la polvere, ma l’aria che l’ha trascinata nel suo movimento. Se si crea la stessa aspirazione attraverso un velo, la polvere sarà applicata sul velo questa volta dalla pressione dell’aria. Questo è la spiegazione della pesantezza che si risente sul suolo, perché ogni corpo accusa la pressione magnetosferica che si esercita su di esso. Si capisce allora che niente pesa fuori dall’influenza di una magnetosfera.

(12) Fatta dall’essenza che arriva dallo spazio, la magnetosfera è una forza che scende sul nucleo dell’astro trascinando i corpi nel suo movimento. Essa è obbligatoriamente materiale, perché è certo che senza materia non può esserci forza. La figura precedente mostra anche ciò che è l’aumento progressivo di questa forza magnetosferica. Di conseguenza, un corpo peserà meno se è lontano dell’astro che se è vicino o al suo contatto. Se dunque un corpo pesa tale peso al livello del mare, peserà di più nelle profondità e meno in altitudine. Non è quindi la densità dei corpi che cambia, come lo affermano quelli che invertono i fenomeni, ma la densità della magnetosfera che fa pressione su di loro.

(13) In verità, la pressione magnetosferica non si esercita in nessun modo sui corpi stessi, ma sulle particelle che lo compongono. Questo, perché le particelle sono fate d’essenza e che quest’essenza in movimento non può attraversarli, né la neve che cade non può attraversare le palle che si formano con essa. È allora fuori dubbio e innegabile che la pesantezza è la conseguenza della pressione magnetosferica che si esercita unicamente sull’insieme delle particelle che compongono i corpi.

(14) La magnetosfera è una forza centripeta che trascina i corpi verso l’astro o li mantiene su di lui facendo pressione su di loro. Non bisogna perciò confondere questa pressione magnetosferica sui corpi con una qualunque attrazione diretta dell’astro su di loro. Una pressione e un’attrazione non sono la stessa cosa, la loro differenza essendo quella che si trova tra spingere e trarre. Vedremo presto che il nucleo di un astro occupa quasi tutto il volume di quest’ultimo, e che attira solo l’essenza dello spazio che trascina i corpi nel suo movimento.

(15) Quando un frutto cade a terra, non bisogna pensare che tutti i corpi si attraggono tra loro... È però quel che insegnano ai bambini, facendo creder loro ad un’attrazione universale, chiamata gravità. No, se il frutto cade a terra, è perché la magnetosfera terrestre, che fa pressione su di lui, lo trascina nel suo movimento. Ciò non ha niente da vedere con una qualunque attrazione reciproca. Inoltre, se dei corpi si avvicinano, come succede quando si posano delle pagliuzze su dell’acqua contenuta in un recipiente, questo è dovuto solo agli elettroni che si trovano nell’acqua. Infatti, con la loro magnetosfera, si tirano e si attaccano ovunque possono. Qui, afferrano i pezzetti di legno che trascinano ai bordi del recipiente dove si attaccano altrettanto. Si tratta della capillarità.

(16) Altro esempio: attingendo la sua magnetosfera in quella della Terra, la Luna diminuisce in ugual misura e localmente la pressione magnetosferica terrestre. Da questo fatto, durante il suo passaggio, la Luna alleggerisce tutti i corpi terrestri che sono sotto. È ciò che, con il Sole, provoca le maree.

(17) Ma, poiché i corpi sono composti di particelle e che le particelle sono delle calamite, bisogna credere che tutti i corpi si attraggono tra loro? Assolutamente no. Una pietra, per esempio, è composta da granelli. Questi granelli sono cristalli composti a loro volta da particelle che si sono saldate le une alle altre durante il raffreddamento che fece contrarre la materia su se stessa. Queste particelle saldate in questo modo sono diventate neutre (i neutroni), in quanto hanno perso la loro attività. Una pietra non ha dunque nessun potere di attrazione. Rigettate allora la famosa attrazione universale di coloro che ignorano che gli astri sono delle calamite e che, per questa ragione, non possono dar nessuna spiegazione coerente alla pesantezza. Rigettatela, perché si tratta di un vero lucchetto che chiude la porta all’intendimento.

La magnetosfera e la particella

(18) Per dar meglio seguito alle spiegazioni, cominciamo ad esaminare la particella. La figura precedente ci mostra che scendendo sull’astro e condensandosi progressivamente mentre si avvicina, fino al suo contatto, l’essenza dello spazio genera infimi punti di massa (dei corpuscoli) che sono l’inizio delle particelle; perché, proprio come l’astro, la dimensione e l’attività delle particelle evolvono. Essendo magnetiche, l’essenza forma dei corpuscoli magnetici. Questi sono circondati dalla loro propria magnetosfera che li fa crescere, e che si possono chiamare elettroni sin dalla loro formazione.

(19) Nel senso delle proporzioni, l’essenza è alla particella quel che la particella è all’astro. Questo evoca la sottigliezza di quest’essenza. Infatti, se con lo spirito possiamo dividere il corpo dell’astro in particelle, non si può dividere il corpo della particella in altri corpuscoli sempre più infimi. Si può certamente frantumare una particella in diversi pezzi, ma non si può, con suddivisioni, scendere fino all’essenza che la forma.

(20) La figura seguente rappresenta l’evoluzione della particella elementare dal suo primo punto di essenza finché diventi protone; perché, come lo fa un astro, la particella aumenta la sua attività, pure sviluppandosi lei stessa secondo le circostanze. Finché ottenga una dimensione media, è soltanto magnetica; cioè che è solo circondata da una magnetosfera. In seguito, diventando protone, diviene elettromagnetica, perché si circonda di linee di forza che formano degli anelli sul suo piano equatoriale, a partire dai quali nascono altri elettroni satelliti.

Nascita ed evoluzione della particella

7 - Nascita ed evoluzione della particella

(21) In qualche modo, si osserva su quest’immagine la creazione e la procreazione delle particelle. La qualcosa è simile per gli astri che, anche loro, danno nascita ai satelliti nello stesso modo. Io, Europa, Ganimede, Callisto, i satelliti di Giove, sono gli elettroni nati da quest’ultimo. Giove è lui stesso un protone nella gran dimensione, ed il Sole è un protone simile che brucia. Tutti seguono un processo identico che sarà spiegato.

(22) Finché la particella è nel primo periodo della sua evoluzione (elettrone), è soltanto ricettrice, in quanto non fa che ricevere l’essenza che compone la sua magnetosfera, e la sua massa. Per questo, è passiva e di segno NEGATIVO. Magnetica soltanto, può diventare, con i suoi simili, corrente elettrica a tutti i gradi in questa prima parte del suo sviluppo. Non avendo che la loro magnetosfera, queste particelle hanno infatti molta facilità nell’attaccarsi ai conduttori o formare nello spazio spirali di linee di forza della calamita.

(23) Ma quando la particella entra nel secondo periodo della sua crescita (protone), si attiva. Diventa allora elettromagnetica perché, come per gli astri, si circonda di linee di forza, poi di anelli che generano degli elettroni satelliti. Emissiva, è di segno POSITIVO questa volta. Così, durante questo periodo di crescita in cui è emissiva (protone), non può più formare delle correnti elettriche che si possono fare solo con particelle magnetiche, cioè negative e potendo attaccarsi le une alle altre. No, i protoni non possono in nessun caso costituire delle correnti, ma soltanto corpi gassosi o liquidi secondo le circostanze.

(24) Quando la particella si trova in mezzo alle due parti della sua evoluzione (come sulla figura), cessa di essere negativa e diventa positiva. Perciò a questo grado di evoluzione, si chiama POSITRONE. Tuttavia può essere solo il nome provvisorio della particella che cambia. Infatti, se ogni volta che la si osserva durante la sua crescita, gli si dà un nome diverso (come leptone, elettrone, positrone, mesone, protone, neutrone, neutrino ed altri) non si può afferrare la sua realtà perché, dati inconsideratamente, tutti questi nomi gettano confusione nello spirito. Bisogna ritenere soltanto i nomi di elettrone, protone e neutrone, perché questi bastano ampiamente a vedere il cambiamento della particella elementare.

(25) Il neutrone era un protone che, in base ad un urto per esempio, ha perso tutta la sua attività elettromagnetica, racchiudendo: magnetosfera, linee di forza, anelli e satelliti. È dunque neutro, perché non emette ne riceve. È allora un eccellente supporto per i protoni che si attaccano a lui con la loro magnetosfera. Quello compone gli atomi questa volta: i nuclei che formano i corpi. Sappiate tuttavia che un neutrone può, secondo le circostanze, riattivarsi e ridiventare protone. Questo fenomeno complicherebbe considerevolmente le cose ai nostri occhi se provassimo a capire le combinazioni di particelle e le loro reazioni che si estendono all’infinito. Così, ce ne asterremmo.

Altri effetti della magnetosfera

(26) L’uomo sente per la prima volta che lo spazio è interamente formato d’essenza e che quest’essenza costituisce la magnetosfera che scende sugli astri facendo pressione sui corpi. È questo che occasiona la pesantezza e genera le particelle che esistono solo di un genere. Vediamo allora che l’essenza compone la massa delle particelle e che, nella dimensione, quest’essenza è alla particella ciò che la particella è all’astro.

(27) Per altro, sappiate che creando un flusso che va dal polo sud al polo nord dell’astro, formando in seguito nello spazio delle linee di forza che partono dall’emisfero nord e ritornano sull’emisfero sud, l’essenza orienta l’ago della bussola sempre nella stessa direzione. Questa corrente è forza, e una forza è materiale. È dunque questa forza materiale, occasionata dal flusso dell’essenza, che orienta l’ago della bussola verso il nord.

(28) Pensate pure che è la magnetosfera che carica di elettricità le nuvole che provocano lampi con un clima caldo. Ed è sempre grazie a lei che il vostro cuore batte, che avete il movimento e che le ali degl’insetti si agitano a gran velocità. È la fonte di tutti i corpi. Ed i corpi la usano per muoversi e vivere.

(29) Di conseguenza, ed in base a quel che si è già visto sulla densificazione progressiva della magnetosfera, si capisce che un essere elevandosi lontano nello spazio si affievolirà sempre di più in una magnetosfera la cui densità è ben inferiore a quella che è sul suolo dove si trovano le condizioni di vita degli esseri. Siamo fatti di tutto quel che esiste. Ora, la magnetosfera fa parte degli elementi dell’esistenza, e non ne è il minore ve lo dico. Perché, come carica le nuvole di elettricità, carica altrettanto gli esseri per vivere e muoversi, ma di una forza molto più tenue e delicata.

(30) Evidentemente, con le prossime spiegazioni della calamita, chi lo vorrà, afferrerà molto bene la magnetosfera e la particella unica che cambia. Per concludere quindi, riteniamo solo che l’immagine della magnetosfera e della sua condensazione progressiva. Pensiamo altrettanto che è lei che crea la pesantezza, e che dà nascita alla particella all’approccio ed al contatto con l’astro.

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