Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Seconda parte: 
Il ciclo della materia

22

La forza universale

(1) Senza materia, non si può aver forza e, senza forza, non possono esserci masse. E non esistono diverse forze in tutto l’universo, ma soltanto gli aspetti diversi della forza universale che riguarda l’essenza, le magnetosfere, le linee di forza, gli anelli, le particelle, gli astri come pure gli esseri viventi. Ora, la calamita verso la quale andiamo ne è la rappresentazione, perché la sua attività è nel contempo l’origine ed il frutto di questa forza unica, che è anche chiamata energia.

(2) La corrente elettrica è quest’energia creatrice che dà nascita ai piccoli satelliti con il tramite delle magnetosfere, delle linee di forza e degli anelli. Si vede in questo modo l’essenza dello spazio diventare progressivamente massa. Questo ci mostra che l’essenza captata dalla calamita di un generatore, che ne fa una linea elettrica, proviene dallo spazio intergalattico. Infatti, l’essenza dello spazio è condensata una prima volta dalla magnetosfera generale della Galassia; una seconda volta dalla magnetosfera del Sole che si trova in seno a quella Galassia; una terza volta dalla magnetosfera della Terra che si trova in seno a quella del Sole; ed infine una quarta volta dalla magnetosfera della calamita del generatore che si trova in seno alla magnetosfera terrestre. Così condensata quattro volte successive, l’essenza dello spazio finisce per diventare infimi corpuscoli. L’elettricità, formata da questi corpuscoli e prodotta dall’uomo, è dunque sottratta in ultimo luogo alla magnetosfera terrestre.

Il circuito elettrico

(3) Quando gli elettroni camminano in colonna, formano una linea elettrica. Le linee di forza che partono dall’emisfero nord nello spazio ed arrivano sull’emisfero sud della calamita, sono ugualmente linee elettriche prive di conduttori. Una corrente elettrica è di conseguenza una linea di forza, priva o non di conduttore. Il conduttore, tale il suo nome, conduce soltanto. Ma, essendo fatto di elettroni, l’elettricità è per forza materiale; dato che tanto piccoli siano, gli elettroni sono vere masse. Questo significa che se queste masse si riuniscono improvvisamente su un punto solo, daranno nascita ad una massa più grande, ad un satellite per esempio. E se continuano ad arrivare in quantità su questo satellite, lo faranno crescere in ugual misura. Questo è vero e certo.

(4) Con i lampi del temporale, da sempre gli uomini videro la forza elettrica e la sua potenza. E quando trovarono i mezzi per produrla, copiarono gli astri senza saperlo. Ma non lo sanno ancora, se no conoscerebbero l’attività degli astri, e tutto l’universo sarebbe loro rivelato. La comprensione di quest’attività tiene dunque a poche cose, semplicemente paragonando il generatore all’astro, come questo:

Il generatore e l’astro

8 - Il generatore e l’astro

(5) Ecco la concordanza del generatore e dell’astro che sono tutti e due delle calamite avendo bisogno dal lato APPORTO e dal lato CONSUMO degli elettroni per attivarsi, perché senza consumo non c’è apporto possibile né corrente. Qui, sulla figura di destra, questo consumo è rappresentato da un anello (visto qui in sezione) che, lo vedremo, non mancherà di dar nascita ad un satellite che sarà anche lui una vera e propria resistenza elettrica. Su queste resistenze, gli elettroni sono parzialmente consumati, e quel che rimane ritorna al generatore o all’astro. C’è dunque necessità di un circuito. Questo è formato dai conduttori di andata e ritorno sul generatore, e dalle linee di forza di andata e ritorno sull’astro, che sono altrettanto delle linee elettriche ma sprovviste di conduttore.

(6) Guardate solo ciò che è mostrato, e pensate che l’astro è circondato da una quantità considerevole di linee di forza e non da una sola come sulla figura di destra. Se si aumentasse altrettanto il numero di circuiti e di resistenze intorno ad un generatore, questo qui funzionerebbe maggiormente, in quanto più le resistenze sono numerose e più il generatore (che è anche l’astro) produce dell’elettricità. Questo, perché la calamita del generatore restaura costantemente le linee elettriche producendo la quantità consumata. Questo ci mostra che, in un caso come nell’altro, è il consumo che comanda l’apporto.

I conduttori elettrici

(7) Tutto questo ci metterà sulla via. Per il momento, pensiamo che un filo elettrico rimarrebbe un conduttore se ne facessimo una sfera. Gli astri sono così delle sfere conduttive collegate le une alle altre da linee di forza e anelli. Ma, per spiegare l’attività degli astri, conviene vedere prima che gli elettroni non camminano all’interno della massa dei conduttori come si dice, ma intorno a loro. Quando l’elettricità è troppo grande e obbligata a passare parzialmente nel metallo conduttore, questo metallo a causa di resistenza si scalda e va fino a fondere. Ed è questo fenomeno di resistenza che fa fondere la superficie del nucleo dell’astro intorno al quale si opera la saldatura degli elettroni, facendo crescere il suo volume.

(8) Vedremo che, qualunque sia l’astro (satellite, pianeta o stella), il suo nucleo è di ferronichel, che è il puro prodotto dell’elettricità, cioè di tutta l’attività elettromagnetica. Per questa ragione, questo metallo è la migliore delle calamite. Ma capiamo che se l’elettricità passasse nella massa dei conduttori e non intorno, tutto il volume del nucleo di un astro sarebbe caldo in modo uniforme. Sarebbe caldo ma rimarrebbe solido, perché non esiste niente che possa mantenere in fusione constante una tale massa.

(9) In più, se il nucleo di un astro fosse interamente in fusione, non potrebbe essere calamitato. Di conseguenza, non avrebbe la magnetosfera, le linee di forza, gli anelli ed i satelliti. Ma non è così, in quanto il nucleo è freddo e rigido dal suo centro fino alla sua superficie che, lei sola, è calda ed in fusione su poca profondità. Ciò non è in nessun modo un ostacolo alla sua calamitazione, che è la sua attività elettromagnetica.

(10) È dunque primordiale dimostrare che l’elettricità non passa in nessun modo in tutta la massa dei conduttori. Come possiamo giungerci? Per prima, capiamo cos’è un conduttore metallico. I metalli sono fatti di cristalli. Ed i cristalli sono le conseguenze del raffreddamento della materia, che li taglia contraendosi. Nel metallo in fusione, non ci sono cristalli, questi solo potendo formarsi durante il suo raffreddamento.

(11) Ma nel metallo rigido, fatto di cristalli, ci sono delle fessure nelle quali la corrente elettrica può in parte passare. Questa corrente è fatta dagli elettroni che sono delle masse. Ed i cristalli sono ugualmente fatti di particelle (di piccole masse) saldate le une alle altre dalla pressione esercitata dal ritiro di un corpo che si raffredda. Perciò gli elettroni non possono passare all’interno dei cristalli stessi, ma passano su di loro. E più questi cristalli sono stretti gli uni contro gli altri secondo la densità del metallo, meno la corrente passa in questo metallo. Pensate che se una corrente di mille passa su un conduttore, dieci o venti di questo numero possono passare tra i cristalli del conduttore, cioè in una minore proporzione.

(12) Qui, vi chiedo di essere molto vigili sulle proporzioni. Siatelo, perché quando si parla di un conduttore elettrico di quasi tredicimila chilometri di diametro come lo è il nucleo della Terra, non si tratta di un conduttore di tredici decimi di millimetri potendo fondere interamente. Per seguire, abbiate questo in mente.

(13) Per altro, ed in virtù della crescita della particella, l’elettricità è per forza proporzionale alla dimensione dei corpuscoli che la formano. In questo senso quando gli scienziati dicono che l’elettricità è formata dagli elettroni e che questi elettroni sono loro stessi caricati di elettricità negativa, con che cosa pensano che quest’ultima è fatta? Intenderebbero che un elettrone caricato di elettricità sarebbe come una luna caricata di lune?

(14) No, l’elettricità esiste a tutti i gradi della densificazione dell’essenza, e questo finché raggiunge la dimensione del positrone. In base a questo, non c’è una grandezza elettrica, ma tante dimensioni elettriche quanti ci sono di cambiamenti di dimensioni della particella negativa: dell’elettrone. Ma rimaniamone qui a quest’argomento, e continuiamo a dimostrare che la corrente elettrica non ha la possibilità di passare in tutta la massa dei conduttori. Questo essendo indispensabile alla comprensione della formazione degli astri.

Conduzione e resistenza elettriche

(15) La magnetosfera degli elettroni permette a quest’ultimi di mantenersi insieme e di tirarsi gli uni e gli altri, attaccandosi sul metallo o altro supporto. Perciò una linea di forza elettrica avvolta intorno al conduttore è obbligata a seguire questo conduttore. Ma se questa linea di forza elettrica è potente, crea (per frizione) un forte riscaldamento sul conduttore fino a farlo fondere. In effetti, più il conduttore si dilata con il riscaldamento, più la corrente passa nella sua massa ed aumenta la sua temperatura. Un conduttore raffreddato e maggiormente contratto su se stesso, permetterà dunque una migliore conduzione dell’elettricità, in quanto i cristalli più stretti forzano la corrente a passare maggiormente all’esterno dove la circolazione è più facile. Ed è risaputo che un conduttore freddo conduce meglio e più elettricità che un conduttore caldo. Adesso ne conosciamo la ragione.

(16) Sappiamo pure che un conduttore elettrico monofilare conduce meno elettricità che un conduttore multifilare della stessa sezione. Quello si spiega solo dal fatto che l’elettricità cammina tutt’intorno ai conduttori, più numerosi nel caso del conduttore multifilare. In questo senso, si sa pure che un conduttore inguainato conduce meno l’elettricità che se è scoperto, la guaina essendo un ostacolo al passaggio della corrente.

(17) Per altro, se una corrente elettrica passa su un conduttore che ha una forte densità di massa (come quella del rame), avviene un lieve riscaldamento provocato dalla frizione degli elettroni. Questo, perché l’importante densità obbliga gli elettroni a passare fuori, sulla superficie del metallo. Se ne deduce che il metallo che offre un buon stato di superficie è un buon conduttore, perché la circolazione degli elettroni è facilitata.

(18) Così, se si compone un conduttore saldando parte a parte delle lunghezze uguali di rame e di ferro avendo una sezione identica, si constata che facendo passare la corrente a volontà, il ferro fonde per primo mentre il rame è appena caldo. Come è possibile, poiché il punto di fusione del ferro è di cinquecento gradi più elevato di quello del rame? Questo succede, perché l’elettricità passa maggiormente nelle fessure interne del ferro, occasionando una maggior frizione degli elettroni e, di conseguenza, più calore. Per la stessa ragione, il ferro conduce meno l’elettricità del il rame che ha granelli più stretti. È dunque per questo che il rame si scalda meno che il ferro, e un conduttore molto freddo conduce meglio che quando non lo è.

(19) Quando il metallo conduttore si scalda al passaggio dell’elettricità, è dovuto alle frizioni degli elettroni su questo metallo. Questo indica pure che gli elettroni sono ben delle masse, e che l’elettricità è una corrente di queste masse, cioè di materia. Questo è inoppugnabile, se no il conduttore non potrebbe scaldarsi. Si deve allora dedurne che il riscaldamento di un conduttore offre una gran resistenza, come il ferro per esempio. Ora, il nucleo terrestre è un’enorme sfera di ferro (di ferronichel) che, posizionato su uno dei vasti anelli solari, è percorso da forze elettriche gigantesche. Sono queste forze che scaldano l’astro per resistenza e che provocano la fusione della sua superficie.

(20) Constateremo che il nucleo terrestre si trova ad una trentina di chilometri sotto il livello del mare. Il nucleo dunque equivale quasi al diametro della Terra. Questo è ugualmente simile per tutti i pianeti ed i loro satelliti. In questo senso, pensate che se potessimo prendere la Luna in una mano, grattandola leggermente con l’unghia, raggiungeremmo subito il suo nucleo di ferro che, lui, è freddo in superficie per le ragioni che saranno spiegate. E sarebbe la stessa cosa o quasi se si facesse questo con la Terra, tranne che ci si brucerebbe il dito... Perché, ve lo dico, il nucleo dei satelliti, dei pianeti e delle stelle, rappresenta la quasi totalità delle masse della Galassia.

(21) Parecchi uomini tempo addietro fecero delle esperienze semplici che oggi sono dimenticate, ma molto utili per spiegare l’attività degli astri. La figura qui sotto illustra una di esse che è riferita così dal suo autore:

L’elettricità cambiando una sfera

9 - L’elettricità cambiando una sfera

Carichiamo di elettricità questa sfera. Poi la chiudiamo in un’altra sfera concava formata dal congiungimento di due semisfere provviste di un manico isolante. Dopo aver assemblato gli emisferi, tocchiamo la sfera caricata con la superficie interna degli emisferi, poi togliamo il contatto che abbiamo appena stabilito separando i due emisferi. Si constaterà allora che la sfera caricata di elettricità è ritornata allo stato neutro: tutta l’elettricità della palla è passata quindi sui due emisferi cavi. Poiché gli emisferi hanno preso tutta l’elettricità, se ne conclude facilmente che questa era distribuita sulla superficie della palla.

(22) Quest’esperienza, apparentemente banale, dimostra però che gli elettroni si localizzano bene sulla superficie dei conduttori e non nella loro massa. Se dunque gli elettroni non possono penetrare questa piccola sfera di quest’esperimento, così non possono farlo con l’enorme nucleo di un astro! Aggiungendo questo a quel che si è già visto, è innegabile che l’elettricità prende la via più facile e passa certamente all’esterno dei conduttori. Vediamo allora l’elettricità come un vortice intorno ai conduttori. Questo vortice si rende facilmente visibile con la limatura che si cosparge su un cartone attraversato da un filo metallico sul quale passa l’elettricità.

Creazioni dovute all’elettricità

(23) Un profeta ha bisogno di tutti questi esperimenti per spiegare le cose celesti, direte? No, con Mosè che ha definito esattamente le ere che sono i sei giorni della creazione, come anche il settimo giorno, mostreremo che questo non è utile. Ma voi, avete bisogno delle esperienze fatte con la materia per essere condotti in tutta la verità ed afferrarla pienamente. Continuiamo dunque su questa via. Ci porterà fino ai piedi di Mosè. E lì, come io, lo sentirete e comprenderete tutte le sue parole. Saprete allora ciò che è del cammino della vita.

Gas soffiati dagli elettroni

10 - Gas soffiati dagli elettroni

(24) Quest’altro studio del comportamento elettrico, ugualmente dimenticato, è stato effettuato tempo addietro da colui che ha scritto: Quando un corpo elettrizzato presenta una punta, l’elettricità si porta su questa punta. In quel momento, le molecole d’aria vicine sono attratte, poi dopo il contatto, respinte. Se questa repulsione è abbastanza viva, si produce una corrente d’aria capace di soffiare la fiamma di una candela.

(25) Questo dà la mano al Figlio dell’uomo perché, con quest’ultima esperienza di cui bisognerà ricordarsi, si dimostrerà come funzionano Giove, Saturno, Urano e Nettuno, come anche il Sole e tutte le stelle! Per il momento, notiamo su questa figura che gli elettroni provocano una corrente, una forza abbastanza potente da soffiare i gas in fuoco della candela, dei gas che sarebbero soffiati altrettanto se non fossero in fuoco.

(26) Gli uomini non vedono il rapporto dell’elettricità con la famiglia solare, altrimenti saprebbero per forza che tutti gli astri esistono e funzionano grazie a lei. Il mio proposito non è tuttavia spiegare tutto ciò che possiamo produrre con l’elettricità, ma al contrario mostrare tutto ciò che lei stessa produce per noi, a cominciare dagli astri. Per questo, bisogna per prima vedere l’elettricità attraverso la magnetosfera di un astro, poi attraverso le linee di forza che vanno e vengono nello spazio (tali delle volute) dopo aver generato degli anelli (tali a dei cerchi) ed i loro satelliti. Bisognava ugualmente capire che l’elettricità non cammina dentro tutta la massa dei conduttori, ma essenzialmente intorno ad essi, e come gli elettroni le scaldano al loro passaggio.

(27) Ci rimane dunque da osservare quel che avviene degli elettroni su una resistenza elettrica (che può essere il nucleo di un astro) e come formano del ferronichel (il metallo del nucleo) quando si saldano tra loro. Ecco come questo si produce:

Resistenza e formazione delle perle di ferronichel

11 - Resistenza e formazione delle perle di ferronichel

(28) Notiamo per prima sulla figura (1) che l’effetto di resistenza si produce essenzialmente perché gli elettroni sono improvvisamente obbligati a passare su un cammino ristretto dove si comprimono e si frizionano, creando la loro stessa usura ed un grosso riscaldamento del conduttore. Il punto di fusione del filamento deve dunque essere elevato di conseguenza. Questo è il caso per il tungsteno che serve a fare i filamenti delle lampade e di cui il punto di fusione è tre volte più elevato di quello del rame. Consumandosi nella loro corsa, gli elettroni restituiscono allo spazio l’essenza che compone il loro corpo, ma senza lasciare il conduttore. Si consumano solamente ma continuando il loro cammino, se no si produrrebbe una rottura nella linea elettrica.

(29) Si vede anche sulla prima figura che gli elettroni camminano nello stesso senso. Supponiamo allora che si ritiri il filamento e che si metta in seguito in contatto i due conduttori. Questa volta, si produrrà un grosso riscaldamento (un lampo) che farà fondere l’estremità dei due fili conduttori. La seconda figura mostra questo ma pure che la corrente dei due fili si dirige verso il punto di contatto provocando un lampo, ma anche la formazione di piccole perle di ferronichel...

(30) Questo fenomeno di creazione di perle non può prodursi finché gli elettroni vanno nello stesso senso, ma si produce quando gli elettroni vanno a controsenso, si urtano e si saldano. Ed è risaputo che quando due conduttori provocano un lampo (un cortocircuito), gli elettroni dei due fili si dirigono verso il luogo del cortocircuito, come anche lo mostra la seconda figura. Perciò dico, e questo è risaputo, che ogni manifestazione elettrica producendo un lampo, come durante un temporale, è anche in grado di produrre fine perle di ferronichel. Riteniamo allora che l’elettricità può diventare metallica a seconda delle circostanze. Quel che ci permetterà di capire la nascita e lo sviluppo degli astri.

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