Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Seconda parte: 
Il ciclo della materia

35

I sei giorni della creazione

(1) Oramai, abbiamo acquisito la certezza che il cielo racchiude delle miriadi di mondi viventi, e non ignoriamo più da dove viene l’acqua per la quale questi mondi esistono. Sapendo che quest’acqua può solo essere liquida nella regione del cielo dove siamo, possiamo allora facilmente situare gli altri mondi del cielo intorno alla loro stella.

(2) Bisogna pur sapere che, durante lo sconvolgimento, la nuova stella si allontana da sua madre e si posiziona lontano rispetto a lei. Tempo fa fu così per il nostro Sole che si allontanò dalla sua stella nell’istante in cui brillò. Nei tempi antichi, all’inizio delle ere terrestri, c’erano dunque due stelle abbastanza vicine una all’altra nel cielo. Tutte e due illuminavano i nostri pianeti in pieno sconvolgimento dal quale la Terra uscì con il volto che gli conosciamo oggi.

Le ere terrestri

(3) Dunque, se da molto tempo gli uomini si sono accorti che la Terra ha conosciuto differenti ere, nessuno di loro ha ancora dimostrato perché sono passate dal precambriano al primario, poi al secondario, poi al terziario, ed infine al quaternario nella quale ci troviamo oggi. È sicuro tuttavia che la Terra non è affatto andata da un’era all’altra per magia, sempre diversa poi dalla precedente. No, le ere che ha conosciuto sono dovute agli andirivieni che la fecero soggiornare due volte nell’intenso freddo e una volta a temperature molto elevate; perché sono questi cambiamenti di temperatura che modificarono ogni volta il suolo, i rilievi, la configurazione dei continenti, così come il clima è il mondo vivente.

(4) Non avendo mai lasciato il suo anello originale, la Terra conservò il suo calore, e tanto meglio che la nebulosa solare la coprì di un oceano protettore. Ma sono le grandi differenze di temperatura che conobbe durante i suoi andirivieni che plasmarono il suo volto e che determinarono le ere indispensabili alla preparazione del giardino dell’Eden nel quale l’uomo è stato creato. Andremo dunque a vedere la storia del nostro pianeta dall’illuminazione del sole che gli fece descrivere il serpente che noi abbiamo spesso evocato e di cui eccoci l’ingrandimento:

La creazione

46 - La creazione

(5) Questa figura, che vedremo poi con più dettagli, rivela tutta la verità sulla storia della nostra Terra. Non è il frutto della mia volontà. È il frutto della volontà dell’Altissimo che mi ha guidato fin qui affinché vi mostrassi le sue magnifiche opere e che ciascuno sappia che la scienza è quel che fa l’uomo e non quel che l’uomo fa.

(6) Perciò nessuno aveva ancora mai contemplato una tale immagine che mostra tutto e guarisce colui che la guarda. Oltre al passato lontano da quando brilla il Sole, vediamo pure perché la Terra ha dell’acqua in abbondanza, le sue differenti ere ed il loro mondo, il momento dell’intercettazione con la Luna, e quella che fu la sua evoluzione nella regione del cielo dove la temperatura solare permette il ciclo dell’acqua e della manifestazione della vita. Così, è tutta la storia del mondo che contempliamo, dagl’inizi fino al Figlio che illumina l’uomo di una nuova luce.

(7) Studieremo con precisione questi andirivieni terrestri è quali ne furono le conseguenze. Dopodiché, ognuno conoscerà la madre dei viventi come non l’ha mai conosciuta. Sin dall’inizio, ho detto che vi porterò davanti a Mosè, affinché ascoltiate per la prima volta dalla sua bocca quel che nessun uomo ha mai sentito da quando fu inviato nel mondo.

(8) Ebbene, è con questa figura che andiamo ad incontrarlo adesso. Non lo vedrete però, ma ascolterete per la prima volta quel che disse nella Scrittura. Ora, per non presentarsi a lui svestiti, esaminiamo prima i fatti eclatanti delle epoche mostrate dal serpente, che sono:

(9) PRIMA DEL PRECAMBRIANO: Si tratta dell’epoca durante la quale tutta la famiglia solare si formò. Per quanto riguarda la Terra, questo primo periodo inizia il giorno della sua nascita e si estende sino all’illuminazione del Sole.

(10) IL PRECAMBRIANO: Cominciando a partire dal giorno e dalla notte, che fecero seguito all’illuminazione del Sole, quest’era si caratterizza per una lunga evoluzione del nostro pianeta all’interno della nebulosa solare che la coprì di acqua. Avviene allora la separazione delle acque di sopra e quelle di sotto che si sono estese su tutto il globo dove ancora a quei tempi c’erano pochi rilievi. Fu dunque l’inizio del ciclo dell’acqua mentre la Terra se ne andava per molto tempo nella regione più fredda che conobbe.

(11) IL PRIMARIO: Quando uscì da questa prima epoca glaciale, i primi continenti cominciarono ad emergere. Poi questi continenti si coprirono di un’abbondante vegetazione, di gigantesche verdure che produssero poi dei depositi di carbone fossile sul suolo (il carbonifero), tanto grande fu il calore solare alla fine di quest’era, dove il nostro pianeta conobbe l’orbita più bassa del suo spostamento.

(12) IL SECONDARIO: La principale caratteristica di quest’era è l’intercettazione della Luna, che mise fine al regno dei rettili (dinosauri) e agli altri esseri viventi apparsi durante tutto questo periodo. Nel cielo, c’era oramai il Sole che presiedeva il giorno e la Luna che presiedeva la notte.

(13) IL TERZIARIO: Quest’epoca è caratterizzata da due eventi: il primo fu la brusca formazione delle catene montuose, che si produsse durante questo lungo ed ultimo periodo di raffreddamento. Il secondo, fu la diversificazione degli uccelli e dei mammiferi che, con la loro presenza, annunciavano e preparavano la venuta imminente degli uomini.

(14) IL QUATERNARIO: Periodo attuale, più breve rispetto ai precedenti, perché iniziò a partire della stabilizzazione della Terra nella regione del cielo dove ci troviamo. Ma quest’era, che debuttò con l’apparizione dei mammiferi e del bestiame, fu anche quella della creazione dei primi uomini. Furono creati ognuno nei loro colori, e si moltiplicarono poi su tutto il globo fino ad oggi.

(15) Qui finisce la breve storia del nostro pianeta dalla sua nascita finché il Sole brillasse, e da quel momento fino a questo giorno dove tutto è raccontato. Il mondo dunque cambierà dato che, sin dagl’inizi del secolo, entrerà in una nuova era che è quella del regno di Dio e del suo popolo, questo famoso regno da molto tempo annunciato dai profeti.

Il sesto ed il settimo giorno

(16) Sapendo che i corpi fluttuano, soprattutto in funzione alla temperatura, capiamo che ogni datazione facendosi a partire da essi è solo fantasia e non realtà. Asteniamoci allora da questo genere di misurazioni o di qualunque altro metodo di datazione riferendosi alla materia. Per quanto riguarda la valutazione e la durata delle ere, teniamoci piuttosto alle forze coinvolte, alle inerzie, e alle distanze dal Sole che abbiamo già evocato.

(17) Poiché nello spazio la Terra offriva solo un infimo disco al soffio dell’esplosione atmosferica del Sole, possiamo stimare che la forza ricevuta non fu poi così grande, e che quarantamila rivoluzione furono approssimativamente la durata del precambriano, cinquantamila quelle del primario, sessantamila quelle del secondario, trentacinquemila quelle del terziario, e dodicimila quelle del quaternario che comincia dalla sua stabilizzazione. Addizionando queste presunte durate, ma probabili, vediamo che il Sole brilla solo da centonovantasettemila rivoluzioni! Benché sia approssimativo, siamo però molto vicini alla realtà. Per convincersene, basta procedere nell’altro senso. Cioè se si risale il serpente a partire dalla crescita demografica e dall’ultima grande epoca glaciale che fece piegare le montagne, giungiamo a delle stime di simili durata.

(18) Meglio astenersi da qualsiasi misurazione del tempo, perché quale fosse la durata di un anno (una rivoluzione) quando la terra era in orbita bassa e quando era in orbita alta? Non lo sappiamo. Perciò, per quanto riguarda le ere terrestri (le ere geologiche), non bisogna ragionare in anni ma in giorni celesti. Diciamo: dalla nascita all’illuminazione del Sole, fu un giorno celeste; il precambriano fu un altro giorno; il primario lo stesso; e così via per tutte le ere. Allora rimarremmo con Mosè in quel che è effettivamente vero. Perché ecco come l’insegnamento del Figlio è conforme alle Scritture, e come la sua parola è confermata da Mosè. Così, saprete finalmente che Dio esiste, e che i suoi due testimoni sono i soli uomini che il mondo deve seguire per il suo saluto.

(19) Per quanto riguarda la creazione del mondo, Mosè scrisse nella genesi:
Nel principio Dio creò i cieli e la terra (tutta la famiglia solare). La terra era informe e vuota; e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso; e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. Poi Dio disse: Sia la luce!. E la luce fu (l’illuminazione del Sole). E Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. E Dio chiamò la luce giorno e chiamò le tenebre notte (inizio del giorno e della notte con l’illuminazione del Sole). Così fu sera, poi fu mattina: IL PRIMO GIORNO (prima del precambriano).


(20) Dio disse: Vi sia un firmamento tra le acque, che separi le acque dalle acque (inizio dell’estensione di acqua sulla Terra che la separa dalla corona che se ne andava piano piano). E Dio fece il firmamento e separò le acque che erano sotto il firmamento (sul suolo) dalle acque che erano sopra il firmamento (la corona). E così fu. E Dio chiamò il firmamento cielo. Così fu sera, poi fu mattina: IL SECONDO GIORNO (il precambriano).


(21) Poi Dio disse: Le acque che sono sotto il cielo (sul suolo) siano raccolte in un unico luogo, e appaia l’asciutto (l’apparizione dei continenti generando l’incavatura dei bacini). E così fu. E Dio chiamò l’asciutto terra, e chiamò la raccolta delle acque mari. E Dio vide che questo era buono. Poi Dio disse: Faccia la terra germogliare la verdura, le erbe che facciano seme e gli alberi da frutto che portino sulla terra un frutto contenente il proprio seme, ciascuno secondo la propria specie. E così fu. E la terra produsse verdura, erbe che facevano seme secondo la loro specie e alberi che portavano frutto contenente il proprio seme, ciascuno secondo la propria specie. E Dio vide che questo era buono. Così fu sera, poi fu mattina: IL TERZO GIORNO (il primario).


(22) Poi Dio disse: Vi siano dei luminari nel firmamento dei cieli per separare il giorno dalla notte; e siano per segni e per stagioni e per giorni e per anni; e servano da luminari nel firmamento dei cieli per far luce sulla terra. E così fu. Dio fece quindi i due grandi luminari: il luminare maggiore per il governo del giorno (il Sole) e il luminare minore per il governo della notte (la Luna); e fece pure le stelle. E Dio li mise nel firmamento dei cieli per far luce sulla terra, per governare il giorno e la notte, e separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che questo era buono. Così fu sera, e fu mattina: IL QUARTO GIORNO (il secondario).


(23) Poi Dio disse: Brulichino le acque di moltitudini di esseri viventi, e volino gli uccelli sopra la terra per l’ampio firmamento del cielo. Così Dio creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, di cui brulicano le acque, ciascuno secondo la propria specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E Dio vide che questo era buono. E Dio li benedisse dicendo: Siate fruttiferi, moltiplicate e riempite le acque dei mari, e gli uccelli si moltiplichino sulla terra. Così fu sera, poi fu mattina: IL QUINTO GIORNO (il terziario).


(24) Poi Dio disse: Che la Terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e fiere della terra, secondo la loro specie. E così fu. E Dio fece le fiere della terra secondo la loro specie, il bestiame secondo la propria specie, e tutti i rettili della terra secondo la loro specie. E Dio vide che questo era buono. Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza, ed abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. Così Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. E Dio li benedisse; e Dio disse loro: Siate fruttiferi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e sopra ogni essere vivente che si muove sulla terra. E Dio disse: Ecco io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra e ogni albero che abbia frutti portatori di seme; questo vi servirà di nutrimento. E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli e a tutto ciò che si muove sulla terra ed ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento. E così fu. Allora Dio vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera, poi fu mattina: IL SESTO GIORNO (il quaternario).


(25) Così furono terminati i cieli e la terra, e tutto il loro esercito. Pertanto IL SETTIMO GIORNO, Dio terminò l’opera che aveva fatto, e nel settimo giorno si riposò da tutta l’opera che aveva fatto. E Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera che aveva creato e fatto (il regno).

(26) Tutto è raccontato nei sei giorni e nel settimo giorno descritto da Mosè, ed intorno ai quali sono fatte le scritture. I sei giorni sono le sei ere necessarie affinché l’uomo sia. E il settimo giorno è il riposo di Dio, il giorno che Dio benedice, perché questa volta i suoi figli conoscono la verità. Si tratta del regno (del santuario), di un giorno senza fine nel quale oggi entrano coloro che suo figlio si sceglie.

La testimonianza delle Scritture

(27) Adesso credete. Perché vedete che prima Mosè e poi il Figlio dell’uomo sono insieme sulla montagna dell’Eterno. Quando guardiamo la figura dell’evoluzione della Terra, non vediamo un serpente? Sin dall’inizio del libro, ho parlato di questo serpente, questo famoso serpente che ridiventa una verga nella mano di Mosè con la quale colpisce la terra con la sua parola. Ve lo dico, Mosè sapeva anche lui cosa fosse della storia del mondo, in quanto Dio lo illumino come lo fece con me. Conosceva le ere e le scrisse perché servissero di testimonianza per quando le avrei dimostrate al mondo intero.

(28) Fino a Giovanni, ci fu Mosè, la sua tavola e la sua penna; quest’uomo senza il quale il mondo umano non sarebbe potuto pervenire fino ad oggi dove vi prendo dalla sua mano per portarvi nel regno. Ma perché nel deserto gli uomini parlano contro Dio e contro Mosè, l’Eterno disse a Mosè:

Fa’ un serpente ardente e mettilo sopra un’asta; e avverrà che chiunque sarà morso e lo guarderà, vivrà. Mosè fece allora un serpente di bronzo e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, viveva.

(29) È già stato spiegato che questo serpente compie veramente dei miracoli; perché guarisce colui che lo guarda, pure se è stato avvelenato da serpenti, che sono gli uomini senza luce e senza speranza. Il serpente lo guarisce e gli conserva la vita, perché gli mostra le origini ed il destino di ognuno. Gli mostra anche come si deve comportare con la legge di Mosè per tenere la sua anima viva e prendere parte al regno nei mondi avvenire. Ma non siamo più nei tempi delle figure allegoriche, perché quel tempo, proprio al deserto, è oramai compiuto. Noi siamo nel tempo dove l’uomo finisce la sua traversata nel deserto ed entra in pieno nella verità, nel tempo in cui apre gli occhi per vedere il reale come è ed unirsi al mondo degli angeli che popolano la grande ruota. Ma se non credete alle evidenze, non sussisterete; perché è per tenervi in vita che siamo inviati davanti a voi.

(30) Gesù disse:

E come Mosè innalzò il serpente (la figura dei sette giorni) nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

Mosè ha in effetti innalzato questo serpente al cielo, ma non l’avete visto appunto. Però tutto è rivelato nei sei giorni, seguiti dal settimo giorno che è il giorno dove Dio si riposa della sua opera; perché questa volta, conoscendo la verità, gli uomini cesseranno di distruggere la Terra e di uccidersi come lo fanno senza la conoscenza. A voi dunque di capire cosa significa: innalzare il serpente nel deserto, così come l’analogia che è fatta con il Figlio dell’uomo, attestando, con la sua conoscenza, l’opera di Mosè, di colui che ha la stessa visione del tempo.

(31) E con quello che mostriamo che scegliete il vostro destino perché, o capite quel che diciamo o non lo capite. Ma finito il tempo di fingere, finito il tempo dell’ipocrisia! La verità è davanti ai vostri occhi: disegnata, spiegata, confermata. Cosa scegliete allora: di ascoltare Mosè e il Figlio dell’uomo, o di rimettervi ancora a coloro che, senza luce, vi conducono al disastro e alla fine?

(32) Dio ha vietato all’uomo di mangiare dell’albero della conoscenza, perché in realta sarebbe riuscito a capire il serpente che mostra in grandi linee chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo. E, non bisognava che l’uomo venisse a conoscenza della verità, perché il grano e la zizzania dovevano crescere insieme fino alla fine dei secoli, perché ci fosse il raccolto e che la zizzania fosse gettata nello stagno del fuoco per sempre. Parlo dei circoncisi e degl’incirconcisi naturalmente, ma anche della fine del mondo. Ma so pure che avete il collo rigido e non capite sempre ciò che vi si dice. Questo perché lunghe bugie abitano ancora i vostri pensieri.

(33) Ma, adesso capite perché Dio disse all’uomo che il giorno dove i suoi occhi si apriranno, morrà. È così, in quanto non si può più vivere con gli occhi aperti in questo mondo di tenebre dove la follia si è impadronita di tutti gli abitanti. Si muore, perché con la conoscenza, non si può più andare come lo si faceva essendo ignoranti. Per ciò questo famoso serpente, che parla meglio di una bocca, disse alla donna: non morirete affatto, in quanto sarete come degli dèi conoscendo il bene e il male. Non è appunto quello che vi dice, donne, al termine dei sei giorni? Non renderete certo l’anima e continuerete a respirare; ma, io ve lo dico, con gli occhi aperti più niente sarà lo stesso. Non siate dunque spaventate, perché la conoscenza vi riempirà a poco a poco di una nuova gioia e farà sfuggire da davanti ai vostri piedi l’iniquità.

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