Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Seconda parte: 
Il ciclo della materia

30

Forza e movimento

(1) Ci è oggi rivelato che l’essenza dello spazio diventa astro, poi che gli astri ridiventano essenza per mezzo dell’integrazione - disintegrazione. Si tratta qui del ciclo perpetuo della materia che permette, con le sue particelle e gli astri, l’esistenza degli esseri viventi. Seguendo con lo spirito questo movimento della materia, arriviamo alla conoscenza di quel che è compiuto.

Azione della forza sui corpi

(2) Ma per affinare la comprensione sulla materia, e capire come la Terra fece degli andirivieni dinanzi al Sole subito dopo essersi illuminato, è necessario distinguere l’antipesantezza, la pesantezza, l’assenza di pesantezza, ed acquisire qualche altra nozione. Il Sole ha una magnetosfera ed un soffio. I suoi astri sono costantemente alle prese con queste due forze contrarie create dall’essenza, come descritto:

I tre stati di un corpo secondo la sua forza

36 - I tre stati di un corpo secondo la sua forza

(3) I corpi materiali non hanno nessun peso proprio. Ma, come ci è mostrato sopra, quando sono sottoposti a queste due forze contrarie, passano per questi tre stati. Abbiamo visto che la magnetosfera è un fluido, fatto dall’etere, che arriva dallo spazio facendo pressione su tutti i corpi. Ora, per vincere la pesantezza che ne risulta ed essere in antipesantezza, ci vuole con evidenza una forza contraria e più grande che allontani il corpo dall’astro.

(4) Sappiamo adesso che il peso di un corpo non è altro che la pressione della magnetosfera che si esercita su di lui, più precisamente su ogni particella che lo compone. La densità di un corpo, lei, dipende unicamente dal numero di particelle che compongono questo corpo in un volume dato. Se parliamo del volume di un corpo, si tratta di un’altra cosa; perché le particelle incollate fra loro avranno lo stesso peso anche se sono meno compatte, formando un corpo più voluminoso. Per questo, il peso non ha nulla a che vedere con la densità di un corpo. Dipende solo dal numero di particelle che compone questo ultimo.

Messa in orbita di un corpo

37 - Messa in orbita di un corpo

(5) Questo mostra che una palla lanciata in aria non pesa più nulla ad un dato momento, e che se, in quel istante, gli si dà una velocità orizzontale sufficiente a vincere costantemente la forza centripeta della magnetosfera, questa palla si mette in orbita come è rappresentato. Vediamo che ha tendenza ad andare in linea retta senza poterci riuscire, a causa della magnetosfera che ci si oppone costantemente. Questa palla è sottomessa sia alla forza centrifuga che tende ad allontanarla dall’astro, sia dalla forza centripeta che tende ad avvicinarla a lui. Per questo è in orbita intorno alla calamita.

(6) Così, la messa in orbita non è questione di altitudine perché, supponendo che la Terra sia liscia e senza aria, un corpo potrebbe essere messo in orbita ad altezza d’uomo. Ma, per fare questo, la sua velocità dovrebbe essere sufficientemente elevata per potersi opporre alla forte pressione della magnetosfera vicino al suolo. Un corpo è dunque in orbita unicamente grazie alla sua velocità che gli permette di affrontare continuamente la pressione della magnetosfera che si esercita su di lui. E se all’altezza in cui si trova, egli riduce la velocità, la pressione della magnetosfera lo obbligherà allora ad entrare in pesantezza e a scendere progressivamente sull’astro.

(7) Girando sul suo asse, la Terra trascina la sua magnetosfera nella sua rotazione. Di conseguenza, un corpo lanciato in alto nello spazio e nel senso della rotazione della terra può rimanere allo stesso posto senza essere in orbita; perché la rotazione terrestre esercita su di lui una forza centrifuga uguale alla pressione della magnetosfera. Questo corpo è allora geostazionario, come se fosse posizionato su un raggio fisso che parte dal centro del nostro pianeta e sale nello spazio; o ancora come l’immagine di una pietra attaccata ad una corda che terremo in mano e che faremmo girare girando noi stessi in senso uguale.

Utilizzo della forza universale

(8) Ci sono più modi di vincere la pesantezza: per primo c’è quello dell’uccello; poi quello che consiste nell’utilizzare l’aria calda o gas leggeri nell’atmosfera; o ancora quelli che riguardano il lancio di corpi con l’aiuto di una fionda o della combustione, come già viene praticato. Ma, esiste un altro modo sconosciuto fino ad oggi, ma conosciuto dagli angeli. Indichiamone il principio, per sapere quel che si praticherà nei prossimi secoli.

(9) Componendo il volume dell’universo e gli astri, l’essenza esiste ovunque. Capiamo allora che la magnetosfera, che è uno dei movimenti di quest’essenza, scende alla velocità equivalente a quella di un corpo che cade sull’astro sprovvisto di atmosfera. Sappiamo pure che gli elettroni sono prodotti dal generatore, come lo sono dall’astro; ma, in quest’ultimo caso, una parte si mette in orbita e forma gli anelli che sono il consumo. Tutto questo indica che l’essenza, che forma il volume dell’universo, può diventare forza ovunque ci si trovi nella galassia e nello spazio. Basta dunque prenderla e restituirla alla maniera degli astri, perché tutto quel che esiste ci si fa il bagno e ne è fatto.

(10) Così, sottraendo i corpuscoli prodotti da una calamita (APPORTO) e facendoli disintegrare (CONSUMO), faremo scendere in ugual misura su questa calamita l’essenza che forma la sua magnetosfera. Di conseguenza, utilizzando una calamita in modo che assorba la magnetosfera terrestre alla stessa velocità in cui scende, questa calamita (anche molto grande) si manterrà ad un’altezza fissa, ad un’altezza d’uomo per esempio. Perché, assorbendo la magnetosfera terrestre, questa calamita sarà obbligatoriamente in assenza di pesantezza. Ma affinché una calamita agisca in questo modo, bisogna che i corpuscoli che produce siano disintegrati come su una resistenza o in un fulmine da temporale. Ciò allora occasionerà un soffio che parteciperà a questa sostentazione.

(11) Se dunque la calamita assorbe la magnetosfera terrestre altrettanto velocemente che scende, questa rimarrà allo stesso posto. Ma se l’assorbe più velocemente, la calamita s’innalzerà in ugual misura. Se lo fa meno velocemente si poserà sul suolo. Poiché la magnetosfera è la materia in sé e che la calamita che ne è fatta l’assorbe per produrre i corpuscoli, ne sarà dunque così.

(12) Secondo questo principio, possiamo anche utilizzare questi corpuscoli che si disintegrano come forza di propulsione. In quanto, da un lato, la calamita assorbirebbe la magnetosfera e, dall’altra, si appoggerebbe sul soffio emesso dalla disintegrazione. Ci sono dunque i due fenomeni di apporto e consumo che si associano in un sistema che obbliga uno scavamento in avanti una colmatura all’indietro, che sono le due condizioni dell’avanzamento libero nel fluido. Di conseguenza, bisogna che l’elettricità prodotta in abbondanza sia parzialmente disintegrata, in quanto il consumo chiama l’arrivo e detta tutto l’insieme del funzionamento.

(13) Una simile calamita, analoga agli astri, può andare dalla Luna alla Terra al passo o a velocità prodigiose permesse dall’integrazione e dalla disintegrazione della materia. Per questo e senza altre forme di energia, può andare di stella in stella; perché la sua attività si farà ovunque ci troveremo nello spazio, anche in fondo agli oceani.

(14) Contrariamente ai corpi inerti e senza vita che lanciamo nello spazio, la calamita è un corpo vivente che produce forza potendosi muovere a velocità straordinarie. D’altronde, l’uomo si accorgerà che sollecitando la calamita al modo degli astri, potrà far arrossire la sua superficie e farla fondere fino a provocare, se insiste, tutto quel che si produce sul Sole. Ma nelle tenebre, gli uomini non possono concepire che sia così, perché ignorano tutta l’attività elettromagnetica universale.

(15) Nel regno, e non appena avrete cambiato i vostri abiti e il vostro modo di concepire le opere, saprete allora che solo l’attività della calamita produce tutta la forza che si desidera ovunque ci si trovi nell’universo. Poiché in questo campo, noi parliamo dell’integrazione e della disintegrazione della materia, che è il principio universale dell’esistenza e di tutto il movimento, capite dunque che non si può sfuggire a questo principio per ottenere tutta la forza che desideriamo, senza distruggere, senza nuocere, e senza limite di durata. Quando lo capirete, evolverete ovunque voi lo desidererete, in tutta libertà, in tutta sicurezza e in tutta indipendenza.

(16) Tuttavia, non abbiate fretta di arrivarci, perché bisognerà per prima lasciare lo spirito terrestre e acquisire lo spirito celeste dell’angelo per evolvere dopo come meglio vi sembrerà. Ma io ve lo dico, il momento verrà dove l’uomo si accorgerà che la calamita che si fa è uno strumento soltanto incominciato nell’attesa che si sappia utilizzarlo. Per adesso non è ancora ora, perché bisognerà ricominciare tutto sulla Terra, discernendo questa volta il bene e il male. Ma questo modo di ottenere tutta l’energia che si desidera, o di vincere la pesantezza con l’aiuto di una calamita potendo muoversi ovunque nella magnetosfera, può essere conosciuta solo dagli angeli. Questo perché, quando s’imparano queste cose che sono proprie ai funzionamenti universali degli astri e delle particelle, il mondo di Satana è finito. Sicuramente, durante alcuni giorni dove voi sarete ancora nel mondo delle tenebre, queste spiegazioni attireranno le controversie. Ma, nel seguito dei giorni, voi riuscirete a sormontare le difficoltà del ragionamento, e finirete per riuscire nelle vostre ricerche. Sarete allora come gli uccelli liberi di andare nei cieli.

(17) Per rappresentarci le forze elettromagnetiche e quelle che sono la loro azione sui corpi che compongono, pensiamo allora che se tutto quel che riguarda l’elettromagnetismo fosse blu, lo spazio intergalattico sarebbe di un blu molto pallido, lo spazio intersiderale di un blu più intenso, gli astri con la loro magnetosfera le loro linee di forza i loro anelli ed i loro satelliti, sarebbero di un blu scuro. E le creature, fatte da questo insieme, sarebbero blu... Prendete dunque da quest’immagine quel che sono le cose e gli esseri prodotti e animati dalla forza universale.

(18) Trasformandosi, gli alimenti che mangiamo hanno per conseguenza di permettere la crescita e restaurare il corpo, e di produrre il calore interno che anima la materia di quel corpo. Gli alimenti non producono dunque la forza muscolare, ma intrattengono il corpo che utilizza la magnetosfera solo per muoversi. Per questo anche se si mangia mentre si produce un intenso sforzo, si ha presto speso le forze elettromagnetiche che si ha accumulato durante il riposo. Siamo allora al limite dello sfinimento.

(19) Queste spiegazioni mostrano che se un uomo si allontana abbastanza dall’ambiente circostante alla terra, dove la magnetosfera è densa, morirebbe dallo sfinimento. Viaggiare lontano nello spazio, al modo degli angeli, può intendersi solo con la calamita che ricrea le condizioni magnetosferiche che sono la sorgente e la forza corporale di ogni creatura e della creatura in sé.

Il tempo e la velocità

(20) Per quanto riguarda la velocità in sé, pensavate che la più grande fosse quella della luce che è stimata a trecentomila chilometri al secondo. Questa velocità è forse quella delle onde radio elettriche prodotte dall’uomo, ma non riguarda in niente la luce che è un’altra cosa, come abbiamo visto. No, la velocità più grande che ho misurato con molta attenzione, è quella che permette di andare da un punto ad un altro impiegando nessun tempo. Ne conoscete una più grande? La più piccola di tutte, è l’immobilità.

(21) Come illustrare che queste due velocità estreme sono fuori tempo? Per prima cosa, affinché ci sia una velocità, è necessario che ci siano più corpi che si muovono diversamente; perché, nell’universo e sulla Terra, lo spostamento esiste solo per comparazione. Se dunque con lo spirito aumentiamo a volontà la velocità di un corpo, riduciamo dunque la durata che questo corpo impiega per andare da un punto ad un altro. Cosicché, possiamo interamente far sparire questa durata. Giungiamo così alla velocità assoluta; questo, perché questa velocità sopprime interamente la durata (il tempo), e di conseguenza l’intervallo (lo spazio). Non possiamo più allora parlare di velocità, ma di presenza del corpo in ogni luogo sul suo tragitto che diviene così come una barra rigida. È evidente che quel che impedisce questo fenomeno, è l’aria e l’essenza dello spazio che fanno ostacolo all’avanzamento. Ma se non c’è né aria né essenza in un volume determinato, come è il caso nel cuore stesso delle stelle, lo spostamento di una particella può creare la sua presenza costante ovunque sul suo tragitto. Con questo, la velocità e l’immobilità congiungono.

(22) C’è dunque la velocità nulla, velocità limitata, e velocità totale. La velocità nulla è la sosta. La velocità limitata è quella che consiste a mettere un certo tempo per andare da un punto all’altro. La velocità totale è, al contrario, quella che permette di andare d’un punto all’altro senza dilazione, immediatamente. Possiamo tendere verso quest’ultima, ma senza mai poter raggiungerla; altrimenti non potremmo più muoverci... Non vi sembra?

(23) Queste spiegazioni mettono in evidenza che il tempo non è null’altro che la durata messa da un fenomeno materiale ad apparire e scomparire. Non è dunque il tempo che passa ma obbligatoriamente ciò che è corpo materiale, o perché questo corpo si sposta, o perché esso lavora cambiando, come lo fa una particella o un nastro, o come lo facciamo noi stessi durante la vita. È perciò incontestabile che essendo solamente la misura della durata dei fenomeni e non un fatto in sé, il tempo non può avere alcun azione sui corpi.

(24) Poiché la velocità, lei, è un fatto reale che riguarda il movimento della materia, quando invece il tempo non è che una misura di questo movimento, potremmo concluderne che solo la velocità può cambiare le cose. Ma bisogna astenersi da una tale conclusione, perché si tratta di un’illusione. Per esempio, se la Terra girasse due volte più veloce intorno al sole senza cambiare orbita, le stagioni sarebbero due volte più corte, così come le nostre esistenze. È quel che appare. Però nulla sarebbe cambiato, perché vivremo due volte più veloce compiendo le stesse cose e avendo le stesse sensazioni. Ecco l’illustrazione:

Velocità dell’attività di vita

38 - Velocità dell’attività di vita

(25) Per rappresentarci l’andamento dell’attività reale degli esseri, immaginiamo che questi esseri esistono simultaneamente su questi tre astri. Notiamo dapprima che, per compiere una rivoluzione, la distanza da percorrere intorno al Sole è piccola sul cerchio di Venere e grande sul cerchio di Marte. Cosa che fa aumentare o diminuire l’anno e le sue stagioni che gli sono legate. Poiché non sono le piante che fanno le stagioni ma il contrario, si avvera che il ciclo vegetale si effettua a velocità differenti sulle tre orbite. La primavera, per esempio, sarà più corta su Venere e più lunga su Marte che non lo è sulla Terra. C’è dunque una velocità dell’attività della vita, velocità che è relativa all’attività del nostro pianeta, ma anche alla sua distanza dal sole come è rappresentato.

(26) Supponendo che ci possano essere uomini su queste tre orbite, questi avrebbero gesti molto rapidi sull’orbita più piccola e molto lenti sull’orbita più grande, compiendo le stesse cose che noi, qui sulla terra, durante una stessa stagione o durante un anno intero. Ugualmente, le piante crescerebbero rapidamente in basso e lentamente in alto in rapporto alla nostra orbita attuale. La velocità di vita degli esseri e dunque proporzionale alla velocità orbitale della terra, ma anche alla velocità con la quale gira intorno al suo asse e anche alla distanza dal sole.

(27) Per essere conforme alla natura, dobbiamo di conseguenza vivere soltanto all’ora solare ed al ritmo delle stagioni, che mostrano insieme la velocità con la quale passiamo sulla Terra. Non farlo, è già snaturarsi. E snaturarsi, è indebolirsi, perdendo poi le facoltà di capire e di restare.

(28) La particella e l’astro, o l’essere fatto dei due, sono composti di materia che lavora, muta e cambia. Ora, questa semplice figura esprime maggiormente la velocità della vita della materia organica o inorganica; perché, mostrando che questa velocità di vita è relativa alla distanza del Sole, essa ci fa anche capire che la taglia degli esseri è certamente proporzionale all’orbita. Sicuramente, questi esseri devono essere grandi e lenti sull’orbita grande, piccoli e rapidi sull’orbita piccola per compiere le stesse cose o gli stessi cicli durante un anno intero. Cosa che ci permetterà di capire quella che fu la statura degli esseri dei mondi anteriori che la Terra conobbe durante i suoi spostamenti.

(29) In più, vediamo chiaramente che il ciclo dell’acqua che genera le piogge benefattrici e che permette agli esseri di esistere, può solo farsi alla distanza dal Sole dove si trova la Terra. E difatti certo che più vicino o più lontano dal Sole, la temperatura di quest’ultimo non permetterebbe il ciclo vitale dell’acqua. Ci torneremo nelle prossime spiegazioni. Ma questo ci mostra che la statura e l’attività dei corpi sono, anch’essi, relativi alla distanza dal Sole e alla temperatura che esso produce.

(30) Appare dunque chiaramente che il Sole è la sorgente di tutte le attività e di tutta l’esistenza materiale. Non ci procura soltanto la sua luce ed il suo calore; perché sappiamo oramai che con la sua magnetosfera, le sue linee di forza ed i suoi anelli, ha creato prima d’illuminarsi tutti gli astri della sua famiglia, li riscalda interiormente con i suoi anelli ed esteriormente con il suo irradiamento. Esso è anche all’origine dell’acqua sulla Terra, come lo vedremo presto, e di conseguenza all’origine degli esseri estratti da quest’acqua dalla scienza del Creatore di tutte le cose.

(31) Per questo dico con forza che il Sole è l’origine dei suoi astri, ma anche sorgente di ogni attività e di ogni presenza degli esseri, e lo stesso per tutte le stelle delle galassie. Certamente non è affatto quel che vi insegnano nelle tenebre; ma è quel che il Figlio dell’uomo insegna al tramonto del mondo, in nome dell’Eterno.

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