Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Seconda parte: Il ciclo della materia

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Altri fenomeni geologici

(1) Ciascuno deve sapere oggi che la materia è l’essenza, e che solo quest’essenza dà l’esistenza allo spazio e occasiona l’attività elettromagnetica con la quale i corpi si fanno e si disfanno perpetuamente. E l’essenza, è l’universo. L’universo è lo spazio e le galassie.

(2) Sapendo questo, tutto diventa alla portata dello spirito dell’uomo. Quindi, a poco a poco, si prende conoscenza che il giardino terrestre fu preparato durante tutte le ere perché l’uomo fosse creato al tempo favorevole, in quanto ogni cosa conduce alla sua esistenza. Per questo, avendo l’attività elettromagnetica per origine, gli astri e gli esseri hanno insieme una storia comune, che è interamente mostrata dalla spirale del cammino di vita.

(3) Sappiamo che i corpi che compongono il mantello fino al nucleo si sono formati nella diversità durante tutto il periodo di crescita della Terra e dei suoi cambiamenti di temperatura. Quello basta allo spirito di conoscenza, dato che la formidabile complessità della composizione di questi corpi, come la loro evoluzione e la loro interazione non sono alla portata della comprensione umana. Si tratta in effetti della parte della scienza del Creatore alla quale non può accedere nessuna creatura.

L’elettrovulcanismo

(4) Meglio osservare i fenomeni semplici e conseguenti all’attività elettromagnetica. I vulcani sono anche dovuti a questa attività. In scala alla Terra, i camini che collegano il nucleo alla superficie del suolo, sono paragonabili a piccoli fori di aghi. Di conseguenza, non bisogna sopravvalutare la loro importanza. Però, conviene vedere che quando questi camini sono interamente pieni di magma, collegano le potenti forze elettromagnetiche interne alle forze elettromagnetiche esterne, e provocano qualche fenomeno.

(5) In effetti, in base a queste forze elettromagnetiche che percorrono la superficie del nucleo di ferro, questo ferro, si mescola al magma, rendendo quest’ultimo più o meno conduttore di forze elettriche. Capiamo cosicché la lava accumulata intorno al vulcano forma un ammasso ugualmente conduttore. Non ci sono dunque interruzioni nella continuità elettrica tra il magma solidificato della superficie, e il magma fluido contenuto nel camino, e il magma che si trova intorno al nucleo. Per questo, regna un’intensa attività elettromagnetica intorno ad un vulcano, soprattutto se questo è in eruzione; un’attività che può deviare l’ago di una bussola, o ancora provocare fulmini nei gas caldi e la polvere elevandosi al di sopra del vulcano.

(6) Quando i gas fanno eruzione, sono generalmente seguiti dalla lava che mette in contatto le forze interne e le forze esterne. Questo provoca probabilmente delle scariche all’interno di una camera che si riempie di lava e un rumore di tuono nelle viscere del vulcano; un rumore che, sebbene attutito, potrà essere udito dall’esterno.

Aspetto dell’elettrovulcanismo

56 - Aspetto dell’elettrovulcanismo

(7) Ecco quel che possono essere i due aspetti di un vulcano il cui camino non sarebbe diviso sulle cime. Vediamo che se il condotto è otturato, i gas si accumulano di nuovo nella camera superiore o inferiore e nel condotto, come la figura di destra. Ma se la bocca del vulcano è ostruita e porosa e lascia fuoriuscire i gas che formano le fumarole, il magma potrà allora risalire lentamente e trovarsi ad altezze diverse, come la figura di sinistra. Il magma si avvicina così alla massa esterna e ne aumenta l’attività elettromagnetica.

Le maree

(8) Sappiamo adesso che in più della sua massa, la Terra comprende una magnetosfera, delle linee di forza e degli anelli, e che è costantemente sotto l’influenza delle forze solari che sono composte dagli stessi elementi. Le forze del Sole, della Luna, alle quali si mescolano quelle della Terra, hanno un’azione diretta sui corpi, principalmente sui corpi fluidi che si animano di movimenti secondo le circostanze. Parliamo qui dei movimenti giornalieri del mare (le maree), che, pure se questo non ci appare, si producono ugualmente nell’atmosfera. Si tratta qui di fenomeni complessi da definire, tanto sono intrecciate le forze coinvolte e multiple. Ma per capirne l’essenziale, semplifichiamo le spiegazioni dei fenomeni.

(9) Senza rischi di errore, possiamo dire che la forza centripeta esercitata dalla magnetosfera solare tende a trascinare l’acqua dal lato della Terra dove fa giorno, mentre la forza centrifuga prodotta dal soffio tende al contrario a spingerla nel lato dove fa buio. Possiamo quindi immaginare che l’acqua, così compressa, formerebbe due cuscinetti (monticelli) sulla linea dove il giorno e la notte s’incontrano e che, a seconda della sua posizione, la Luna tenderebbe ad accentuare o a diminuire, come vediamo:

Il fenomeno delle mare

57 - Il fenomeno delle maree

(10) La Terra è cui rappresentata con il giorno e la notte, e con i monticelli di acqua che si formano così intorno al globo. La figura (A) ci mostra la Terra alle prese con le forze centripete e centrifughe solari che tendono a questo accumulamento delle acque. Ma abbiamo già spiegato che prendendo una parte della sua magnetosfera in quella della Terra, la Luna alleggerisce tutti i corpi terrestri durante il suo passaggio. Quello non può che accentuare la formazione di questi monticelli se si trova di fronte a loro, o al contrario attenuarla un po’ se è lontana. Sono per queste evidenti ragioni che assistiamo ai movimenti giornalieri delle maree.

(11) Secondo questo schema, ammettiamo volentieri che quando la Luna si trova nella posizione (B), essa contraria la forza centrifuga e centripeta del Sole. Posizionata così, non può che attenuare il cambiamento del livello del mare. Per essere più giusti ancora, a queste pressioni e depressioni dell’acqua, bisogna pure includere il fatto che la terra sposta queste masse liquide con delle correnti. Per questo le maree appaiono come fenomeni complessi. Tuttavia, il modo in cui le forze elettromagnetiche si esercitano non permette di dire che i movimenti del mare sono dei fenomeni lontani da quel che è mostrato qui.

Altri fenomeni e forme della materia

(12) Indipendentemente da quel che precede, sentiamo spesso dire che I CIOTTOLI sono la conseguenza del passaggio dell’acqua sui sassi. Questo non è interamente esatto, in quanto la loro forma tondeggiante non è dovuta al contatto con l’acqua. No, quel che li usa in questo modo, è la sabbia che la corrente trasporta, o ancora la forza di questa corrente che li fa rotolare, come costatiamo anche in riva al mare dove questa volta è l’azione delle onde che provoca il loro movimento e la loro usura. In quanto ai grossi ciottoli che troviamo nelle valli, furono spesso grandi pietre strappate al suolo roccioso sul quale si muovevano i ghiacciai, o dai torrenti impetuosi dell’inizio del secondario. Questi sassi furono a lungo rotolati e presero le forme arrotondate che conosciamo. La maggior parte datano del periodo diluviale del secondario, e del periodo glaciale dell’inizio del terziario.

(13) Troviamo anche dei NODULI in fondo ai bacini, e in grande quantità nell’oceano Pacifico. Questi corpi solidi, alle forme tondeggianti, si sono formati essenzialmente durante i movimenti degli strati del suolo che si contraevano. Hanno per origine un osso o un dente di pesce rammollito dal calore del fondo dei bacini (in particolare nelle vicinanze delle dorsali) che si rigirarono a più riprese coprendosi di diversi minerali. In quanto, con i frequenti sconvolgimenti del suolo e l’intenso vulcanismo marino che ebbero luogo anteriormente, i minerali erano prima più abbondanti nell’oceano che lo sono oggi.

(14) Questi noduli, composti di metalli diversi, rotolarono spesso sul fondo che si spostava a volte molto rapidamente; come fu il caso il giorno dove la Luna percosse la Terra, o ancora durante i periodi di contrazione dei strati presi dal freddo. È dunque naturale che questi corpi si siano formati avvolgendosi di materie che furono diverse secondo i periodi, che siano tondeggianti, e pure che si trovino nelle parti basse dei bacini dove si localizzarono rotolando. Testimoniano anche dello spostamento dei strati del fondo dei bacini, e che le formazioni del rilievo e le dorsali sono come le abbiamo mostrate.

(15) La formazione fa anche apparire che le MATERIE ORGANICHE delle ere precedenti furono a volte anche seppellite nei strati più profondi e più caldi del mantello che si contraeva. Immaginiamo bene che se delle foreste intere, o ancora grandi distese di piante acquatiche furono inghiottite a volte in profondità, fu solo possibile a causa dei movimenti rapidi del suolo; in quanto questi movimenti avevano a volte per conseguenza di seppellire i strati della superficie nei strati molto caldi e profondi. Così seppelliti in profondità e lungamente scaldati, queste materie organiche divennero del carbone, del gas, del bitume, del petrolio e altri prodotti fossili che troviamo ai giorni nostri. E quando sappiamo che la retrazione dei strati del mantello faceva apparire la terra dal fondo dei bacini dove i depositi organici erano abbondanti, e inoltre che l’arrivo della Luna generò enormi marosi, non è più un mistero trovare corpi marini fossilizzati sulle montagne... Anche loro portano testimonianza su quel che furono le epoche anteriori che abbiamo sviluppato.

Le materie radioattive

(16) I corpi radioattivi sono anche le conseguenze dell’attività degli astri. Ritorniamo per un istante sulla composizione della materia, per ricordarsi che nei corpi cristallizzati, non ci sono protoni avvolti dai loro satelliti; perché quando un corpo dilatato dal calore si raffredda, e si contratta di conseguenza, la pressione è tale che si saldano le particelle tra loro. E quello forma i cristalli nei quali i protoni, avendo perso la loro attività, sono diventati neutri (neutroni) come abbiamo già visto. I neutroni formano dunque i corpi solidi, e i protoni formano solamente i gas.

(17) L’idrogeno è composto da un protone e un elettrone (il suo satellite) nato da un anello. Con la sua magnetosfera, questo protone può legarsi a uno o due neutroni, e formare così quel che chiamiamo gli isotopi. Il più leggero è con evidenza il protone solo e, il più pesante, il protone con i due neutroni. Il nucleo di Urano è simile ma spinto all’estremo tanto è grande il numero di particelle agglutinate. Di conseguenza, più ci sono protoni, più ci sono elettroni che girano in tutti i sensi e nel disordine. Allora questi elettroni non mancano continuamente di urtarsi e di essere espulsi. Ma subito scacciati, se ne formano altri allo stesso posto per saturazione immediata dell’anello dal quale furono scacciati. Scontrandosi così ad altri nuclei ai quali strappano delle particelle che sono a loro volta proiettate, questo dà l’impressione che alcuni elementi composti da questi nuclei si trasformino spontaneamente in altri elementi.

(18) In questi nuclei, ci si producono tre fenomeni; lo scaldamento di questi (in quanto più ci sono protoni caldi più il calore aumenta), il buttar fuori continuo di elettroni che si riformano allo stesso posto, e la produzione di onde che tutta quest’attività crea. Ma sono le proiezioni di queste particelle le più pericolose, in quanto possono attraversare gli esseri. Essendo immediatamente rimpiazzate da altre nascite, gli elettroni scacciati non diminuiscono il loro numero. Capiamo quindi molto bene che il pericolo dimora finché questi nuclei rimangono. Questo può durare a lungo, più secoli se niente li distrugge.

(19) Sappiate tuttavia che la radioattività è naturale e che si produce ovunque ci sono protoni. Ma questo non è pericoloso, in quanto quest’attività non è concentrata. No, il pericolo viene dalla concentrazione degli atomi in uno stesso luogo, come questo si pratica nei paioli nucleari di satana che costeggiano i fiumi.

(20) Quando si manipola delle pietre, produciamo della polvere che si deposita ovunque. Lo stesso quando si manipola delle materie radioattive, non lo si può fare senza sollevare delle polveri radioattive secrete da questi prodotti e che contamina tutto. Non sono tuttavia delle materie sottovalutate, ma delle materie altrettanto pericolose e nocive che quelle che concentriamo. Dunque, meglio un’esplosione nucleare che disintegra questi nuclei, che ammucchiarli nello stesso luogo sotto una forma o un’altra; in quanto colpiscono di un lungo divieto tutte le regioni dove si trovano, come le acque con le quali si mescolano. Dico che solo l’esplosione nucleare può mettere un termine alla nocività delle materie atomiche, che siano chiamati scarti o meno; in quanto non è più possibile render loro la loro natura originale.

(21) Tutti i siti occupati dai paioli nucleari o da depositi di materie radioattive, sono già colpiti dal divieto di posterità e questo per molto tempo. Ciò è una gran disgrazia, in quanto gli animali che andranno in questi luoghi si contamineranno e contamineranno quelli che se ne nutriranno fino alla millesima generazione. Dal secolo prossimo, quando voi, i sopravvissuti della fine, vivrete pacificamente in associazione di famiglie riunite intorno alla legge, penserete a questi siti, che dovrete segnalare con grosse pietre scolpite per non perderne il ricordo. Non dobbiamo mai dimenticare dove si trovano. Per questo dico che, se non sono distrutti con ciò che viene, dovrete segnalarli alla posterità in un modo durevole.

(22) C’è un altro procedimento che l’esplosione nucleare per liberare i paesi dai paioli nucleari di satana e delle immondizie radioattive che ne escono? Non ce ne sono altri, purtroppo! In quanto qualunque cosa si faccia con questi prodotti, semineranno la morte ovunque si trovano. Oggi, la dipendenza elettrica da questi paioli e tale che non è più possibile interrompere senza far crollare le società che ne dipendono. Per questo, quelli che hanno voluto e fatto venire questi paioli, non possono oggi chiedere che li si smontino pezzo per pezzo per seppellirli a mille metri sotto il fondo marino, per disintegrarli con un’esplosione nucleare. Quel che sarebbe il miglior modo. Ma i scientifici e i capi militari ai quali i capi delle nazioni ubbidiscono non possono permetterlo; in quanto questi prodotti e le armi che gli sono attaccati sono la giustificazione della loro propria esistenza.

I fenomeni alle apparenze misteriose

(23) Per interpretare correttamente i fenomeni, bisogna pensare che in base all’emergenza delle terre e allo scavo dei bacini, il mantello terrestre non può essere di ugual misura tutto intorno al globo e, che in funzione di questo, può prodursi qualche variazione nell’azione di forze elettromagnetiche. In quanto alcune zone (come il fondo dei bacini, gli abissi, le pianure, i vulcani, le dorsali, e ovunque dove il magma non è lontano dalla superficie del suolo) sono suscettibili di provocare dei fenomeni alle apparenze misteriose. Quello sarà ancora più probabile in un luogo dove il suolo rinchiude dei minerali conduttori, in quanto questi minerali formano dei punti in rapporto alla superficie della Terra. Questi punti possono essere simili ai piccoli pezzi di ferro che mettiamo nei campi magnetici di una calamita sulla quale le forze arrivano e passano. Essendo così, coloro che abitano in paesi dove il suolo contiene dei minerali di ferro o di carbone, o altri minerali conduttori, possono assistere a delle manifestazioni elettromagnetiche, potendo essere vive, sostenute o più sorde.

(24) Questi fenomeni di origine elettromagnetica, che turbano molti e terrorizzano gli animali, possono anche illuminare dei gas, spostare degli oggetti, assorbire forze elettriche e onde. Ugualmente, una linea di forza terrestre deviata può correre lasciando tracce spiralate sul suolo bagnato o nella neve. Può anche tagliare pezzi di argilla o rocce, piatte e tonde, come fu il caso quando la Luna fece inclinare la Terra mentre alcune regioni della superficie del suolo erano ancora calda e tenere.

(25) Ma, quando un fenomeno di origine elettromagnetica si produce, non bisogna spaventarsi. D’altronde, pensate che la decomposizione di alcune materie organiche produce un’esalazione d’idrogeno fosfatico che vediamo molto bene la notte (i fuochi fatui) o nell’oscurità in fondo ad una grotta durante il giorno. Qui ancora, non bisogna concludere di aver visto un fantasma, né pretendere, come lo fanno i membri dell’infame, che si tratta di manifestazioni di qualche personaggio della scrittura... Astenetevi, in quanto le apparizioni di fantasmi o altre entità esistono che nell’immaginazione di persone di grande debolezza spirituale, che sono facili prede per quelli che li sfruttano.

Il clima alla sera del mondo

(26) Al di fuori di queste cose, bisogna sapere che i deserti non si sviluppano oggi a causa di un qualunque cambiamento climatico naturale; in quanto, il clima della Terra, oramai stabilizzato sulla sua orbita, non cambia più. L’accrescimento dei deserti è essenzialmente dovuto al sovrappopolazione dell’uomo e alle loro attività. In effetti, al termine di questo secolo della disgrazia, vediamo la temperatura dell’atmosfera crescere, non per effetto serra ma perché il sottile strato di aria è scaldato in permanenza e sempre più dai numerosi incendi di foreste, dall’intenso calore di città sempre più mostruose, dal numero insostenibile di esseri umani e di bestiami, dall’industria, dalle enormi superficie cementificate, e dagl’innumerevoli veicoli e altre macchine che percorrono la terra, i mari e i cieli. Oltre al loro crescente riscaldamento ed al loro inquinamento, le masse di aria sono quindi stagnanti o turbolenti, avendo per conseguenza grosse turbolenze, avendo per conseguenza gravi perturbazioni atmosferiche che provocano inondazioni devastatrici qui e desertificazioni catastrofiche lì, in quanto tutto il clima viene squilibrato.

(27) Il clima temperato del nostro pianeta è dovuto al calore interno prodotto dal nucleo, che si fa sentire dal fondo del mare fino nell’aria, e alla temperatura solare che è ideale sull’orbita dove ci troviamo. L’equilibrio climatico che ne risulta non deve essere perturbato dall’uomo, se no bisogna aspettarsi rapidamente alla fine di tutto quel che vive.

(28) Oggi però, ognuno può costatare che il fine strato atmosferico non può più spurgarsi adeguatamente. Bisogna che questo finisca, in quanto l’aria s’inquina maggiormente ogni giorno, e la temperatura s’innalza, come lo mostrano con evidenza la fonte dei ghiacciai. Sappiate pure in proposito, e contrariamente a ciò che si dice, che il disgelo, dovuto al riscaldamento sensibile dell’aria non può aumentare il livello del mare in alcun modo. Un bambino capirebbe che se un aumento della temperatura atmosferica fa scogliere il ghiaccio, fa anche evaporare l’acqua in conseguenza, lasciando incambiati il livello del mare... Solo lo spessore dell’atmosfera cresce in questa faccenda, e di conseguenza cambia il clima.

(29) Ma in base alla sovrappopolazione che va crescendo, all’industria che non smette di svilupparsi, all’aumento continuo di macchine che utilizzano la combustione, di città che si estendono all’infinito, della deforestazione che si generalizza, e di tutto quel che risulta dall’abbandono dei valori essenziali dell’esistenza mostrati dalla legge, le condizioni di vita all’origine del mondo regrediscono quotidianamente. Se dunque niente interrompe la loro distruzione, il mondo si avvicinerebbe al momento dove più nessun essere potrebbe sussistere. Pensate che se solamente gl’insetti o alcuni di loro sparissero dal mondo, il mondo intero sparirebbe con loro.

(30) Ognuno sa che basta poco per squilibrare un insieme e metterci una fine. Per questo la deteriorazione climatica che costatiamo sulla sera del mondo è un’infamia quasi volontaria commessa dai governanti. Ora, più niente può arrestare l’amplificazione di una tale calamità, se non la fine di coloro che si danno poteri senza anticipare le loro responsabilità.

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