Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Prima parte:
Compimento delle Scritture

8

Lo Sciloh

(1) Per causa di coloro che dividono gli uomini, ingannandoli e raggirandoli dalla profezia, oggi nessuno s’accorge che il Figlio dell’uomo è lo Sciloh che Giacobbe annuncia quando profetizza sui suoi dodici figli. Nessuno sa allora che si tratta del Figlio unico, che vediamo attraverso molti altri personaggi della Scrittura. Ma, qualunque sia il nome che gli è dato, si tratta sempre del figlio unico di Dio e non di parecchi.

(2) Si può anche leggere nel Libro:

Ma le loro menti sono diventate ottuse; infatti, nella lettura dell’antico patto lo stesso velo rimane senza essere rimosso, perché il velo viene annullato in Cristo.

Poiché il velo sparisce in Cristo (ciò significa nel giorno in cui si manifesta sulla Terra) questo può intendersi solo oggi, perché strappo il velo dall’alto verso il basso del Libro. Fino ad ora non sapevate che le Scritture erano velate, e che con la venuta del Figlio (per il quale sono scritte) questo velo sparisce. Se dunque il Figlio fosse venuto duemila anni fa, è ovvio che sapreste quel che è la sua crocifissione, la resurrezione dei morti alla quale è il primo di tutti a prendere parte, come anche il giudizio ultimo che opera, gli eletti, il regno e ogni cosa. Fate dunque prova di umiltà, e siate avidi nel sapere come stanno le cose realmente sul Figlio unico, perché lui solo può strappare il velo del tempio, questo famoso velo che ricopre le Scritture.

Le Scritture

(3) Il nuovo testamento era indispensabile per passare da Mosè ad Emanuele, che sono i due esseri chiamati sulla montagna dell’Eterno. Essendo gl’interpreti di Dio, sono effettivamente sopra i profeti. Parlano un linguaggio comune, e sono in grado di cambiare il mondo. Un profeta non può cambiare il mondo; ma i due testimoni di Dio, loro, possono e lo fanno. Perciò, senza Mosè, gli uomini sarebbero già morti tutti; e senza di me che vengo ad illuminare il mondo, nulla potrebbe vivere nel secolo che arriva. Ma non sarò sempre lì per parlarvi delle Scritture, così prestate ascolto su ciò che ne dico.

(4) L’antico testamento, che è in sé tutta la profezia ed il corpo del Cristo, è stato realizzato da Mosè in Horeb; ed il nuovo testamento, che servì per prima a far uscire gli impostori ed i traditori, e poi a far alzare il Figlio dietro di loro, è stato realizzato da Giovanni a Patmos come fu detto. So che vi chiedete allora se si sono fatti aiutare. Rispondo che nessuno poteva essere in seno di Mosè e in seno di Giovanni per vedere ciò che ci si trovava, e che se si sono fatti aiutare ciò non poté essere per la profezia in sé. Questo è dunque senza importanza.

(5) Ascoltate con attenzione: quando Pietro vide sulla montagna Mosè, Elia e Gesù che si intrattenevano, e ai quali voleva far tre tende, che pensate che vide? Perché sono Pietro, dico che vide tre personaggi indispensabili al mondo che conversavano insieme tramite gli scritti. Gesù, personaggio di questo Elia che doveva venire, è quello che scrive la verità con il suo proprio dito. E ne avete la testimonianza nel passaggio della donna adultera che portano davanti a Gesù per conoscere il suo giudizio. È scritto:

Nella legge Mosè ci ha comandato di lapidare tali donne; ma tu, che ne dici? Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesù, fingendo di non sentire, chinatosi, scriveva col dito in terra. E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. Poi, chinatosi di nuovo, scriveva in terra.

(6) Se aveste prestato attenzione a quello che è mostrato, avreste osservato che Gesù scrive un libro su questa terra (e non in cielo) con il suo stesso dito. La Terra, che gli è rimessa, essendo anche il soggetto sul quale egli si china e scrive. Quanto alla donna adultera che Gesù perdona, ella si è effettivamente manifestata mentre scrivevo. Si tratta dunque di un compimento evidente della Scrittura toccando la mia vita. Per comprendere questo compimento, sappiate che solo quelli che mi circondano sanno realmente chi sono e quello che scrivo. Si tratta di Joan e della sua sposa, come anche la donna di città che Dio fece venire a me quando ero esausto. Quest’ultima è la samaritana nella Scrittura, che è ormai con il suo quinto marito, e quella che versò il suo profumo su di me per la mia sepoltura.

(7) Joan è il nome spirituale di questo cieco di nascita al quale ho aperto gli occhi per primo. È mio amico, il mio confidente; quello che siede alla mia tavola e si dà volentieri da fare con me. La sua sposa, di una grande moralità, è esemplare nella sua condotta. Però, commise un adulterio; e ne fummo molto sorpresi e scossi. Lei stessa era molto provata, perché non capiva questa specie di follia passeggera di cui era appena stata oggetto. Gli dissi, come anche a suo marito, che non dipendeva da lei, ma si trattava di un compimento molto importante della Scrittura che non poteva essere evitato. Gli mostrai che tutto ciò che è scritto si compie inesorabilmente ed indipendentemente dalla nostra volontà per servirci da testimonianza.

(8) Che tutti questi compimenti vi facciano capire che nessuno al mondo può essere il Cristo se non lui stesso, perché nessun altro che lui e quelli che lo circondano possono insieme compiere ciò che è scritto. Avete dunque la certezza che Gesù scrive con il suo dito sulla terra, come anche la Scrittura lo menziona, e ciò che scrive è certamente questo libro. Infatti, dato che lui solo conosce la verità, perché dunque non la scriverebbe? Il libro che scrive è sotto i vostri occhi. Si tratta anche del libro di vita dell’Agnello o ancora del piccolo libro di quest’angelo che arriva con forza (nell’apocalisse di Giovanni), mettendo un piede sul mare e l’altro sulla terra, per mostrare al mondo intero quanto è grande il suo personaggio, ma anche per avvisare che non c’è più tempo per questo mondo.

La madre di Giovanni e la madre del Cristo

(9) Siate molto attenti a quel che segue, perché sto per levare il velo su una gran parte della Scrittura. Avendo concepito il nuovo testamento, Giovanni è per forza nato dalla vecchia Alleanza di Dio con gli uomini. Elisabetta, madre di Giovanni, è il nome di questa prima alleanza e non una donna! Gesù, che è Emanuele oggi nel mondo, lui, è per forza nato dalla nuova Alleanza di Dio con gli uomini, poiché ci si trova all’origine. Sua madre, Maria (che significa colei sposata a Dio), è il nome di questa nuova ed ultima Alleanza.

(10) Lo dico diversamente: Giovanni è nato dal mondo schiavo, che fu schiavo a causa dell’ignoranza della verità e delle tenebre che coprivano il mondo. Infatti, l’arca dell’antica alleanza (l’antico testamento) non permise agli uomini di nascere dallo spirito ma soltanto dalla carne. Gesù, lui, è nato dal mondo liberato dall’ignoranza e dalle potenze di Satana. Perché la verità affranca e libera l’uomo. Fa nascere una seconda volta quelli che sono nati dalla carne, e che la sposano. Perciò è scritto che il Figlio è colui che resuscita per primo tra i morti. Convenite dunque che questo termine di primo resuscitato, o di primogenito tra i morti, significa incontestabilmente che ce ne sono altri che nascono al suo seguito. Ed è a quello che assistete con me, alla vostra propria resurrezione.

(11) Un profeta è un uomo che nasce prima da una donna come qualsiasi altro. E quando è in età di comprendere, nasce di nuovo dallo spirito questa volta, perché i suoi occhi si aprono su ciò che nessuno ha ancora mai visto. Ed è soltanto in quest’istante che sa di essere il profeta inviato dall’alto. Nasce così dallo spirito e non più da una donna, perché da essa è già nato. Perciò dico: sono nato a quarantadue anni. Voi stessi, che siete morti senza la conoscenza, vi risusciterò per il mio battesimo, e vi darò una nuova vita conducendovi in tutta la verità. Sarete allora nati una seconda volta da una donna?

(12) Mi capite, voi che vedete una donna in Maria, e una donna che sarebbe per forza l’uguale di Dio per avere insieme un figlio? La donna è l’uguale dell’uomo e non di Dio! Perciò non si può nascere che da Sion una seconda volta, essendo Sion il nome spirituale dato alla montagna dell’Eterno sulla quale ci s’innalza progressivamente fino alla sua cima dalla quale niente può più restare nascosto in nessun dominio. Seguendomi fino alla fine del libro, farete quest’ascensione ed ogni cosa sarà diversa ai vostri occhi; perché gli astri, il mondo e il suo divenire vi apparirà altro da ciò che vedete. Sarete allora i primogeniti.

(13) Nell’antica Alleanza (nel antico testamento), è la montagna di Sion ad essere chiamata sterile, perché da lei, nessuno fra vostri padri e fra voi ha potuto nascere dallo spirito. Ma ecco che Dio ha avuto pietà di lei, e dopo averla fecondata con lo Spirito Santo, adesso ha appena dato nascita ad un figlio, al Figlio dell’uomo, il cui nome è Emanuele. È lei la madre di Gesù, perché un profeta non può nascere da una donna. Gesù spiega queste nascite dallo spirito, però non comprendevate. E quelli che lo capivano, se per caso esistono, non l’applicavano alla nascita di Gesù...

(14) Ascoltatemi ancora un po’ a proposito della madre di Cristo, che è anche quella che, dietro di me, sta per partorirvi; perché Isaia testimonia così ciò che ho appena spiegato:

Prima di provare le doglie di parto,
Ella ha partorito;
Prima che le venissero i dolori,
Ha dato alla luce un maschio.
Chi ha mai udito una cosa simile,
Chi ha mai visto cose come queste?
Nasce forse un paese in un sol giorno
O una nazione viene forse alla luce in un istante?
Ma Sion, appena ha sentito le doglie, ha partorito i suoi figli.

Questa volta, cesserete di dire che la montagna di Sion ha partorito un topo... Perché vedete finalmente che è la madre del figlio e di tutti gli eletti. Isaia dice che occorre molto tempo prima che Sion possa partorire, ma che il giorno in cui dà nascita al figlio annunciato, mette anche tutti i suoi figli al mondo. Astenetevi allora dal vedere una donna in Maria. E cessate di pregarla, perché non si prega Maria! Si prega Dio soltanto.

(15) Avendo creduto ciò che la setta romana vi diceva su Maria, la madre di Gesù, come potrete nascere di nuovo? Adesso, capite perché Dio chiese agli uomini di non farsi alcuna rappresentazione delle cose del cielo e della terra, e perché vietò di innalzare statue che gli sono in avversione? Quelli che trasgrediscono quest’ordine, quanti saranno oggi a morirne se Emanuele non riesce a farsi riconoscere ai loro occhi? Adorano una donna che chiamano Maria. La pregano, lei, che credono uguale a Dio. E se ne fecero una statua davanti alla quale s’inginocchiano pregandola. Poi si alzano, si girano e se ne vanno, pensando: non rischio più niente, sono purificato... Ed io frantumo questa statua sul loro cranio! Perché è anche ciò che insegnano e fanno credere ai loro piccoli bambini.

(16) Mi piacerebbe annientare le vostre credenze insensate affinché non periste per causa loro. Ma stroncare le convinzioni di qualcuno fondate su tradizioni ancestrali, è peggio che spaccargli un vaso di argilla sulla testa! Perciò temo molto per voi; perché so, io, chi sono e chi è mia madre e mio padre, e perché sono venuto. Credete che potrei mettermi a carico del mondo se non sapessi chi sono e se non ci fossi obbligato? Non lo farei, perché vado dove non vorrei andare, e dove ho già per tre volte rifiutato di andare. Ma ci vado lo stesso, perché ho in me il potere della risurrezione e quello di salvare gli eletti di Dio. Quale uomo sarei dunque se facessi silenzio? Quale giudizio portereste su di me se sapeste che esisto e che non illumino il mondo che è sul punto di sparire?

L’età e la tunica del Cristo

(17) Tutta la Scrittura testimonia di me, e anche della mia età se sapete leggere questo passaggio nel quale gli ebrei chiedono a Gesù di mostrar loro un miracolo, e ai quali risponde a proposito del tempio:

Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruiro. Allora i Giudei dissero: Ci son voluti quarantasei anni per edificare questo tempio, e tu lo ricostruiresti in tre giorni? Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi egli fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva loro detto questo e credettero alla Scrittura e alle parole che Gesù aveva detto.

Effettivamente ci vollero quarantasei anni per costruire il mio corpo, finché afferrassi la Scrittura, perché è a partire da quest’età che la afferrai interamente.

(18) Sappiate pure che, conformemente a quel che è scritto, ho messo quattro giorni per accorgermi che la risurrezione di Lazzaro era un’immagine del mio proprio risveglio. Infatti, è al quarto giorno della mia lettura che sentii che si rivolgeva a me. Poi i miei occhi si sono aperti. Spiego queste cose sperando che possiate ancora capire che Gesù è la guida del Figlio dell’uomo che lo circuisce da ogni parte. Lo orienta, lo dirige e gli fa compiere ciò che deve essere fatto. Perciò non me ne posso distogliere, come un asino non può sviarsi da colui che è seduto su di lui.

(19) Ci sono anche le cose celesti che devo spiegare e sarà fatto. Ma anche cui, ho avuto bisogno dei profeti per accertarmi che colui che dimostrava l’universo e che leggeva correttamente i loro scritti poteva solo essere il Figlio dell’uomo, avendo Gesù per figura e l’antico testamento per corpo e spirito. In conseguenza di questo, afferrai quel che erano i miei indumenti, come anche la mia tunica con la quale dovevo entrare nel mondo.

(20) Del resto capivate ciò che è la tunica di Gesù? È scritto:

La tunica era di tutti i colori; era senza cuciture, tessuta d’un sol pezzo da cima a fondo.

La spiegazione di questo è data dalla lettura del Libro. Dato che, quando leggevo l’antico testamento, seguendo il filo di quello che era raccontato, mi accorsi che il servitore dell’Eterno era rappresentato dall’alto fino al basso. Perciò, è scritto che la sua tunica è senza cucitura (senza interruzione), di un solo tessuto dall’alto fino al basso, perché è la sua genealogia.

Il candelabro

(21) A coloro che vogliono saperne di più sulla profezia, che non posso spiegare in dettaglio in questo libro, gli chiedo di non cercare il corpo di Cristo nel nuovo testamento, perché non ci si trova. No, il corpo di Cristo si trova nell’antico testamento che è tutta la profezia e nel mondo oggi. L’Agnello, che è Gesù nella Scrittura e me nel mondo, è illuminato da sette personaggi, che sono per lui come sette occhi. Questi sette lumi sono le sette luci del candelabro che Mosè gli ha preparato per illuminarlo. Si tratta di Adamo, di Noè, di Aaronne, di Israele, di Giuseppe, di Davide, di Salomone.

(22) Con quello che è scritto su di loro e la loro vita, questi sette personaggi spiegano in loro stessi la persona e la missione del Figlio. Perciò con il battesimo che dispenso su di voi, potrete vedermi come sono. Comunque ecco l’essenziale di quel che bisogna sapere:

  • ADAMO è quello che Dio chiama al tramonto (la sera del mondo), che è nudo (ignorante) e non ne ha vergogna. Ma Dio lo veste. Adamo è la prima lampada del candelabro.
  • NOÈ è quello che costruisce l’arca della salvezza, che è questo libro che va a cercarvi nel mare umano per mettervi al riparo sulle alture mentre il diluvio di fuoco e d’acqua cambierà la faccia della Terra. Noè è la seconda lampada del candelabro.
  • AARONNE è il secondo inviato che porta gli indumenti sacri che gli fece suo fratello Mosè per coprirlo di dignità. Quest’indumenti, che non sono di stoffa, sono i miei e quelli di Dio. Aaronne è la terza lampada del candelabro.
  • ISRAELE è Giacobbe che lotta nelle tenebre contro lui stesso, contro gli uomini e con Dio, e che ne esce diverso. Israele è la quarta lampada del candelabro.
  • GIUSEPPE è il redentore; perché, benché venduto dai suoi fratelli per qualche moneta d’argento, le ricompra con il suo grano: capite con la conoscenza che ammassò al tempo dell’abbondanza. Giuseppe è la quinta lampada del candelabro.
  • DAVIDE è il capo degli eserciti dell’Eterno, quello che si alza per combattere gli ipocriti (i filistei) ed il gigante militare che domina e rovina il mondo. Davide è la sesta lampada del candelabro.
  • SALOMONE è l’uomo di Dio al quale l’Eterno dona la saggezza, una grande intelligenza, e conoscenze illimitate. È quello che comincia a costruire il tempio che nessuno potrà più distruggere, perché non è fatto da mano umana. Salomone è la settima lampada del candelabro.

Ecco cos’è il corpo del Figlio che cercavate dove non era, e che non vedevate. Non si tratta affatto di sette uomini, ma delle sette lampade del candelabro che Mosè ha preparato per illuminarmi. Queste lampade sono sette stelle che tengo nella mia mano, e che mi illuminano per scrivere la verità.

La pasqua dell’Eterno

(23) Chiunque mangerà il mio libro, mangerà l’Agnello. Avrà allora compiuto la pasqua dell’Eterno, perché sono la vostra pasqua. E nei prossimi giorni, in cui la mangerete, sarete cinti di forza e pronti a partire sulle alture dei vostri paesi dove lì vi consiglierò. Su questo, ho qualcosa da mostrarvi; perché è certo che non potete leggere Mosè, chiunque voi siate. Però potete tutti afferrare il passaggio nel quale istituisce la pasqua. Spiega come e quando si mangia l’agnello, poi conclude così:

Lo mangerete (l’agnello) in questa maniera: coi vostri lombi cinti, coi vostri sandali ai piedi e col vostro bastone in mano; lo mangerete in fretta: è la Pasqua dell’Eterno.

(24) Come lo abbiamo appena detto, la pasqua dell’Eterno consiste a mangiare l’Agnello per effettuare il passaggio dal mondo delle tenebre nel mondo di luce, da questo mondo nel regno di Dio. Mosè mostra che sarete pronti ed in piedi il giorno in cui l’agnello si offrirà in sacrificio per far conoscere la verità al mondo. Ora, non state compiendo con me questa predizione? Non mangiate alla svelta il cibo dello spirito contenuto in questo libro? Se ai vostri occhi non sono l’Agnello immolato, perché avete le viscere amare e gioia nei vostri cuori? Non vi mettete in allarme però, non vengo tormentarvi ne perdervi, ma salvarvi. Prendete il tempo di leggere, perché il Signore vi accorda un anno intero per farlo, che sarà seguito da un anno di grazia per prepararvi.

(25) Dopo che il tempio del mio corpo fu formato, come anche la Scrittura lo spiega, mi missi alla ricerca della verità per comprendere in fine qual era la vera ragione dell’esistenza. Vedendo allora la mia ostinazione e la mia perseveranza, ma anche le difficoltà alle quali andavo contro costantemente, Dio ebbe pietà di me e mi chiamò accanto a lui sulla cima della sua montagna dove mi istruì di tutta la sua scienza. Dio mi mostrò tutte le sue opere. Così, Egli mi vesti, perché ero nudo. Mi spiegò tutte le cose celesti e terrestri. Mi parlò faccia a faccia lungamente, pazientemente, per farmi conoscere la legge del suo regno di cui Egli mi aveva appena investito. Ed eccomi in mezzo a voi, tenendo questo piccolo libro in mano, per mostrarvi che non c’è più tempo per questo mondo.

(26) Se non mi credete qui, mi crederete in seguito, perché vi metterò nell’impossibilità di non capire. Per il momento, vigilate a non prendere più le Scritture per delle favole o delle storie antiche, perché descrivono con esattezza ciò che è il primo mondo fino alla sua fine. È per tutte queste ragioni che tutto è raffigurato, e che non dovete più prendere quello che è in senso raffigurato per compimenti passati. Astenetevi, perché con me, mangiate la pasqua dell’Eterno in questo momento, che è il suo gran festino menzionato nell’apocalisse.

(27) Con l’aiuto del candelabro, cercate di sedervi nel presente delle Scritture, se no non mi riconoscerete e perirete per via di quel che arriva. Non aspettate però che mi manifesti sulle piazze pubbliche, né che ripari quello che è infranto, perché vi sbagliereste su di me. Contrariamente agli ipocriti che si danno in spettacolo alla testa delle nazioni, il servitore dell’Eterno non fa conoscere il suo viso al mondo, perché non è lui che importa ma ciò che Dio gli comanda di dire. Questo è già stato spiegato in Isaia in questo modo:

Ecco il mio servo che io ho scelto;
L’amato mio in cui l’anima mia si è compiaciuta.
Io metterò il mio Spirito su di lui,
Ed egli annunzierà la giustizia alle genti.
Egli non disputerà e non griderà
E nessuno udirà la sua voce per le piazze.
Egli non frantumerà la canna rotta
E non spegnerà il lucignolo fumante,
Finché non abbia fatto trionfare la giustizia.
E le genti spereranno nel suo nome.

(28) Per altro, è innegabile che presentando Gesù, Giovanni presenti nel contempo Giuda ed lo Sciloh, sui quali Giacobbe profetizza così:

Giuda, i tuoi fratelli ti loderanno;
La tua mano sarà sulla nuca dei tuoi nemici.
I figli di tuo padre si inchineranno davanti a te.
Giuda è un giovane leone.
Tu risali dalla preda, figlio mio!
Egli si china, si accovaccia come un leone,
Come una leonessa; chi osa destarlo?
Lo scettro non sarà rimosso da Giuda,
Né il bastone del comando di fra i suoi piedi,
Finché venga Sciloh,
E a lui ubbidiranno i popoli.

(29) La spiegazione di questo è data nel personaggio di Giuda (Gesù) che precede ed annuncia lo Sciloh (il Figlio dell’uomo) che si manifesta alla fine dei secoli per salvare i figli di luce. Lo Sciloh è come Melchisedek, re di Salem, che significa: colui che esiste dall’eternità, e al quale gli superstiti saranno eternamente grato della loro esistenza.

(30) Io ve lo dico, per molto tempo ho desiderato mettermi a tavola con i dodici figli di Giacobbe per mangiare la pasqua con loro, perché sapevo che erano molto istruttivi per me. Ed è quel che ho fatto. Poi vidi che quando Gesù si mette a tavola con i dodici, è in verità con i dodici figli di Giacobbe che lo fa, per conversare spiritualmente con loro. Perciò è scritto che Gesù è lo spirito delle Scritture. Questo spirito che è seduto su di me e al quale voi dovrete la vostra salvezza.

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