Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Prima parte:
Compimento delle Scritture

16

Le basi della conoscenza

(1) Quando venne il momento della nascita dell’uomo, Dio non formo un’unica coppia su un solo continente, ma parecchie coppie in tutti i paesi, su tutte le latitudini ed in funzione al clima del momento. Comprenderemo questo con gli spostamenti della Terra che si fecero dopo l’illuminazione del Sole. Perché è alla fine degli andirivieni, cioè alle fine delle ere che dovevano prima svolgersi affinché la Terra diventasse l’uno dei magnifici giardini del cielo, che Dio ultimò di costruire il mondo con l’uomo che creò in quattro colori.

Adamo ed Eva

(2) Su questa formazione degli uomini che ebbe luogo al sesto giorno, è scritto:

Così Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina.

Quando si evoca l’uomo e la donna, si evocano tutti gli uomini e tutte le donne. Ora, è ben detto nella Scrittura che Dio creò l’uomo e la donna, e non che creò un uomo solo e una donna sola dai quali discenderebbe tutta l’umanità. No, Adamo ed Eva non sono in nessun caso la coppia originale alla quale credete, ma il nome dell’uomo maschile e femminile degli inizi fino a questo giorno, e per sempre.

(3) È anche scritto che Eva è la madre di tutti i viventi, perché la donna è effettivamente la madre di tutti gli uomini. Ma nessun tipo di essere viventi può discendere da una sola coppia, perché la consanguineità ci si oppone tassativamente. Perciò, quando una coppia fu creata al momento favorevole altre coppie delle stesso tipo furono create altrettanto, un po’ più lontano e nello stesso tempo, a partire da elementi simili e propizi alla loro vita.

(4) Cessate allora di credere che tutta l’umanità discende da una sola coppia. Dio condanna fortemente l’incesto, quest’atto immorale che è uno dei più grandi fattori della degenerazione. Perché avrebbe allora obbligato i suoi figli a commettere un tale peccato alle origini? Rivedete piuttosto i vostri giudizi sugli inizi dell’umanità; perché, a causa delle religioni, i vostri pensieri sulla creazione non sono affatto impregnati di dignità.

Il peccato di Adamo

(5) Subito dopo aver creato il mondo, Dio vietò all’uomo di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male, perché non era ancora l’ora in cui poteva discernere l’uno dall’altro. Gli intimò quest’ordine:

Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai.

Dopo questo, il serpente disse alla donna:

Voi non morrete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno, e sarete come Dio, conoscendo il bene e il male.

Sedotti da queste parole promettenti del serpente, la donna mangiò del frutto dell’albero della conoscenza. Ne diede anche a suo marito, e esso ne mangiò. Questo mise Dio in colera ed Egli rimproverò la donna. Poi Egli disse al serpente:

E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno.

Rimproverò anche l’uomo. Poi Dio vestì Adamo ed Eva (oggi con la conoscenza). Dopodiché disse:

Ecco, l’uomo è divenuto come uno di noi, perché conosce il bene e il male. Ed ora non bisogna permettergli di stendere la sua mano per prendere anche dell’albero della vita perché, mangiandone, viva per sempre.

(6) Tutta la storia dell’umanità è espressa in queste poche parole del libro. Si vede pure che Dio è l’immenso spirito composto dallo spirito di tutti gli angeli dell’universo, perché Dio disse: ecco che l’uomo è divenuto come uno di noi. Si vede ugualmente che una delle ragioni di essere dell’uomo è la vita eterna che deve acquisire con l’elevazione spirituale. Per questo Dio disse: impediamoli adesso... ciò non è un’interdizione, ma il rafforzamento del merito di colui che sarà vittorioso della prova dell’istruzione. Se dunque vi risuscito, sarete vittoriosi e non potrete più morire.

(7) La Scrittura dice che Dio piazzò l’uomo nel giardino per coltivarlo e tenerlo. Ma l’uomo lo distrugge, perché trasgredisce l’ordine che Dio gli ha dato. Non avrebbe dovuto ascoltare la donna che, dopo aver sentito il serpente, crebbe che si vive eternamente qualunque cosa si faccia. Perciò, volendo sempre più, ella ha incitato l’uomo a mangiare dell’albero della conoscenza. E per piacerle, fece cose che non avrebbe dovuto fare, questo condusse alla fine del mondo. Ecco ciò che fu il peccato di Adamo, il peccato dell’uomo! Questo famoso peccato originale si è perpetrato qui, perché non avendo ancora in lui la distinzione del bene e del male, l’uomo ha praticato tutto ciò che non deve mai più essere praticato. Ha agito essendo accanto alla verità e non nella verità. E, oggi in cui impara questa verità, ne muore; perché vede che le sue opere sono malvagie e che stanno per ricadergli contro. Perciò Dio disse all’uomo: il giorno in cui mangerai dell’albero della conoscenza, morrai. Questo si compie, perché quel giorno lì, si vede che il mondo è finito, e si sa esattamente perché finisce. È dunque l’uomo antico che muore con il mondo che ha costruito, per lasciar posto all’uomo nuovo ed al regno di Dio.

(8) Ma, perché procrea come la Terra, prolungando così l’opera del Creatore, la donna crebbe che l’uomo non sarebbe stato castigato se disubbidiva a Dio. Pensava al contrario, come il serpente le ha detto, che al termine dei sei giorni dove il mondo imparerebbe la verità, che tutti gli uomini e tutte le donne aprirebbero gli occhi e sarebbero come degli dèi conoscendo il bene ed il male. Non afferrò manifestamente l’avvertimento di Dio, e si lasciò agevolmente sedurre dalle parole promettenti del serpente. Si tratta con evidenza di un’allegoria anche qui (dato che i serpenti non parlano), per mostrare che, durante le tenebre, l’uomo non ascolta affatto Dio il suo Creatore. Così, il mondo che costruisce è un mondo sempre più doloroso.

(9) Si nota che c’è stato inimicizia tra la posterità del serpente (tutto ciò che la Terra produce) e la posterità della donna (gli uomini), dato che questi ultimi sono irrispettosi della creazione e distruggono tutto, sapendo che condannano i propri figli. È dunque oggi che la donna schiaccia la testa del serpente e che è ferita, perché vede infine che è a causa sua che l’obbrobrio è caduto su di lei e che fu messa fuori campo (fuori dal mondo) durante i secoli. Ma, sul far della sera del mondo, questa penitenza finisce; perché Dio la richiama per levarle il suo obbrobrio per sempre.

(10) La Scrittura dice pure che l’uomo si affezionerà a sua moglie e che diverranno insieme una sola carne. Questo, perché quando Adamo ed Eva sono legati dai legami dell’amore, si stabilisce tra loro la comunione del loro essere, che è il matrimonio dei loro corpi e dei loro cuori. È allora, non fanno che uno. Ma voi credete ancora che il peccato originale è un peccato di carne, avete letto da qualche parte nella Scrittura che Dio punisce Adamo ed Eva per essersi conosciuti? No, il peccato originale non è in nessun caso dovuto all’atto di carne, ma alla disubbidienza dell’uomo verso il suo Creatore che gli aveva vietato di mangiare dell’albero della conoscenza.

(11) L’andamento che ha preso questo peccato nei vostri pensieri è dovuto allo spirito perverso dei capi religiosi che non possono impedirsi nel vedere la donna corrotta per causa di Eva che fu sedotta dal serpente. Temendo allora di deturparsi con le donne, non soltanto le denigrano e le respingono, ma addirittura sono riusciti a far credere al mondo intero che il peccato originale era dovuto all’unione corporale dell’uomo e della sua donna! Vi hanno messo questa bugia in testa per colpevolizzarvi, affinché regnino su di voi; e ciò che ne risulta è infamante! Ve lo dico, conoscendo i loro affari, niente manca nei loro propositi, nemmeno di rendere il Creatore abominevole che avrebbe creato la donna in modo di essere una trappola per l’uomo, quando poi è la sua ricompensa, il suo onore e un dono di Dio. Con i scienziati, che vi fanno credere che siete i figli del caos e delle scimmie in evoluzione, questi sepolcri imbianchati sono i vostri peggior nemici perché, loro, aggiungono che i figli nascono da sempre dal peccato.

(12) Vedo che la visione che avete di Adamo ed Eva e del serpente, come anche di tutta la profezia, non eccede quella dei piccoli fanciulli che i religiosi educano con immagini, facendoli credere che la Scrittura si legge nel senso stretto della lettera. Potrete allora seguirmi o persisterete sulle vostre credenze insensate? Ascoltate! Finché Dio chiama l’uomo al tramonto, l’uomo è nudo (cioè non sa niente) e non ne ha vergogna. Ma non appena istruito dall’Eterno (che la sua nudità è coperta) e che i suoi occhi si aprono, prende coscienza della realtà. Vede allora ciò che non aveva visto, perché nasce una seconda volta. Perciò, quando si alza, Adamo segna nel contempo l’ultimazione del tempo dell’ignoranza e l’inizio del tempo della conoscenza. Così, e come la Scrittura ne testimonia si muore in Adamo e si rinasce in Cristo. Questo è il cambiamento dell’uomo e del mondo, come anche il compimento della profezia.

Il seno della nascita

(13) Conviene dunque oggi afferrare la scienza dell’Eterno, per aver una rappresentazione più esatta della creazione e del suo divenire. Se no, verso che cosa bisognerebbe orientare le nostre ricerche per sapere chi siamo e come dobbiamo vivere? E che cosa spereremmo trovare? Sicuramente, la creazione è legata alle cose siderali, agli astri. Ora, dato che esistiamo con un corpo di carne ed un’anima in seno all’universo, ne concludiamo per forza che quest’universo dal quale discendiamo è fatto così. Siamo certamente figli dell’universo e figli degli astri che sono pensati, concepiti e creati per il nostro arrivo.

(14) In quanto alla procreazione, s’intende dal seno degli esseri viventi nel quale si ricreano le condizioni originali di nascita permettendo la discendenza. Ma la creazione originale (che sopravviene intorno a ciascuna stella), come anche la procreazione che ne consegue, si fanno sempre dallo Spirito che riempie tutto l’universo, ovunque ci si è in lui. È sempre l’opera del Creatore perché, contrariamente a quel che si dice, la creatura non dà la vita. Ricrea soltanto ed involontariamente nel suo seno le condizioni originali di nascita con le quali il bambino appare a sua volta. Perciò la creazione prima e la procreazione in seguito sono sempre opera del Creatore ed uno stesso movimento di nascita.

(15) Dio non ha creato il mondo una volta per tutte, dato che lo crea costantemente e senza discontinuità. E sarà sempre così, in ogni istante che passa. Tuttavia, per rappresentarsi interamente questo movimento di creazione e di nascita, pensate che il seno della creatura è tirato dal seno della Terra, che il seno della Terra è tirato da quello della Galassia che è interamente abitata e che il seno di quest’ultima è tirato da quello dell’universo che è ugualmente abitato da miriadi di galassie analoghe alla nostra. Perciò la Scrittura dice:

Tutto ciò che esiste sulla terra esiste nel cielo, e tutto ciò che esiste nel cielo esiste sulla terra.

(16) Quando si crea un attrezzo, è per necessita. E quando lo si usa, questo bisogno scompare. Non lo si crea dunque due volte. Altrettanto, l’Onnipotente forma gli astri dalla sua scienza; poi, a partire dalle condizioni di vita che offrono, crea tutte le specie successive fino all’uomo, affinché l’uomo sia la sua dimora. Sulla Terra, come su ciascuna nuova terra della Galassia, Dio crea gli uomini in modo che dopo moltiplichino loro stessi, essendo responsabili della loro posterità. Per rappresentarsi questo, prendiamo questi esempi: come la foresta non può esistere senza gli alberi che la compongono né questi ultimi senza la foresta dove si trova, o ancora: come l’astro non può esistere senza le particelle che lo costituiscono né queste ultime senza l’astro dove si formano, Dio non esiste senza gli uomini né questi ultimi senza Dio. Ma la foresta è più grande che gli alberi, l’astro è più grande che le particelle, e Dio è più grande degli uomini che gli servono da dimora ovunque nel suo universo. Sono queste le dimensioni di Dio e quelle degli uomini!

Le evidenze dell’esistenza

(17) Quando si spiega a qualcuno l’opera che si è appena fatta, gli si mostra perché e in quale modo la si è fatta. Ma per essere interamente giusti nei domini della scienza, è necessario spiegare perché l’uomo esiste com’è con il suo spirito dal quale esce la sua opera. L’opera di un uomo mostra in se stessa quello che l’ha fatta, i due essendo indissociabili. L’uomo produce opere secondo i suoi bisogni. Ma in nessun modo fa la scienza che lo ha fatto lui stesso. Vi chiedo allora di constatare che ciò che esce dalle vostre mani viene dal vostro spirito, e che voi stessi siete per forza il frutto di uno spirito più grande. Questo grande spirito è Dio, lo spirito celeste che riempie tutto l’universo in mezzo al quale gli astri evolvono.

(18) Poiché le opere umane non sono concepite e create per caso (involontariamente) ma per pura volontà, l’uomo non può essere in sé il frutto del caso, se no il caso si fermerebbe a lui per forza! Come capireste che una casa è il frutto della volontà dell’uomo che l’ha costruita appositamente, e che l’uomo, lui, sia il frutto del caso? Ma per creare un uomo occorre più intelligenza che per fare le opere che escono dalle sue mani. E poiché è con proposito che si fa un’opera, si è se stessi fatti a proposito. Ed il proposito del Creatore è quello di far venire gli uomini affinché siano ciascuno la Sua propria esistenza e vivano tutto il cammino di vita, com’è concepito nella seconda parte del libro. Capite con questo che il proprio dell’uomo è di poter afferrare la scienza dalla quale esiste, per divenire eterno.

(19) È altrettanto incontestabile che se si desidera spiegare l’esistenza di una casa, come anche i materiali che furono necessari per la sua costruzione, si dovrà innanzi tutto dimostrare l’universo intero con tutti i suoi elementi. Cioè si dovrà spiegare le stelle, i pianeti ed i loro satelliti che compongono le galassie; questo, dimostrando l’elettromagnetismo dal quale questi astri esistono ed evolvono. Ne sarà così fino alla formazione della Terra, dei suoi continenti, della sua acqua, e delle ere necessarie alla creazione delle successive specie fino all’apparizione degli uomini e di se stesso al giorno in cui si contempla questa casa. Lo vedete, bisogna percepire il tutto prima di arrivare alla comprensione di sé e dell’opera che si fa.

(20) Questo significa ugualmente che non si può capire una cosa o un essere a partire da quel che si osserva di loro. No, non si può spiegare la Terra a partire dalla Terra, né il Sole a decorerre dal Sole, né l’uomo a decorerre dall’uomo! Si può solo farlo a partire dagli elementi che portano con sé la loro esistenza. Nella seconda parte del libro afferrerete queste parole. Perché, come una figura molto complessa può essere rappresentata da uno schizzo molto semplice, mostrerò agli occhi di tutti la figura complessa dell’universo con pochi tratti. E lì comprenderete che basta conoscere l’essenziale per essere sulla via, ma che può rivelarsi solo con delle evidenze ineguagliabili, suscettibili di alcuna dimostrazione. La prima di queste evidenze, all’origine di ogni ragionamento, è questa qui: poiché siamo estratti dall’universo e viventi, è che l’universo stesso è vivente. Dato che è ovvio che ciò che è vivente non può nascere da ciò che non lo è...

(21) Allora si dirà: la materia è dunque vivente? Effettivamente, la materia è vivente e gli astri lo sono. Ma gli astri hanno la loro vita da astri. Le piante hanno la loro vita da piante. Gli animali hanno quella della loro specie; e gli uomini, che sono il tutto, hanno in loro la vita di Dio. Se dico qui che lo spirito che vi anima è un’attività elettromagnetica derivando da quella degli astri e delle particelle che li compongono, come anche dei mondi viventi, non potete ancora sapere di cosa parlo. Ma progressivamente ve lo farò capire, mostrandovi che l’universo intero è una attività elettromagnetica che è alla volta: forza, corpo e spirito dell’Eterno. Allora tutto si illuminerà in voi.

L’esistenza forzata

(22) Nell’universo, tutto esiste per ragione. E questa ragione precede obbligatoriamente la venuta di una cosa o di un essere. Quando il bisogno di un attrezzo si fa sentire, è la ragione che lo determina e che fa agire in conseguenza per formarlo. La ragione precede dunque l’opera che si fa. Ma per arrivare ad afferrare la forza universale con la quale tutto si forma fino ai pensieri, consideriamo la realtà immediata. Cominciamo per constatare che tutto ciò che esiste in piccolo o in grande, dalla particella fino all’astro, è spinto ad essere tale e quale, e lì dove si trova al giorno in cui lo si osserva. È l’evidenza stessa, mostrando che l’esistenza forzata di ogni cosa sopprime il caso della sua venuta. In più, c’è obbligatoriamente una forza che lo obbliga ad esistere. Questa forza originale ed eterna è la forza di Dio, che è la forza elettromagnetica con la quale ogni corpo si forma e si muove.

(23) Mostreremo, nella seconda parte, che gli astri e le particelle non possono esistere gli uni senza gli altri. Infatti, sono gli astri esistenti che danno nascita alle particelle che, a loro volta, danno nascita a nuovi astri con l’unico elettromagnetismo che non è altro che l’attività della calamita. Gli astri sono delle calamite di cui l’attività può essere spinta all’estremo, così come questo si produce con le stelle. Non ne dubitate, sarà dimostrato ed afferrabile da tutti.

(24) Convenite, per il momento, che la venuta di ogni cosa effettiva è forzata, obbligata di essere. Bisogna per esempio cessar di dire che è la foglia dell’albero che cresce di sua propria iniziativa, questo sarebbe solo perché le cose e gli esseri che non esistono ancora non possono avere una volontà... Ma poiché sono le condizioni della vita date dagli astri che creano il bisogno di esistenza dell’albero con le sue foglie, bisogna concludere che tutto è obbligato ad esistere tale e quale e non altrimenti. Dite: tutto ciò che osservo intorno a me, è obbligato ad esistere come lo vedo, se no non ci sarebbe niente! Sarà una delle prime parole veritiere che pronuncerete nel reale. Per paragone, la non ragione di esistenza di una cosa non permette a questa di esistere, perché non c’è niente che possa portarla. Essendo obbligati ad esistere, non si può esserlo per caso, ma per volontà e disegno. Astenetevi allora nel credere che tutto potrebbe essere differente, perché se questo fosse altrimenti, sarebbe altrimenti e sempre tale e quale... È dunque certo che tutto ciò che si offre agli sguardi è obbligato ad esistere tale lo si vede.

(25) Quel che è virtuale non è realtà, e quel che è artificiale è innaturale. Ma l’obbligo di esistenza delle cose non può intendersi sola ed isolata, perché ciò che esiste può trovare corpo solo in relazione con ciò che fu. Ebbene, poiché tutto esiste da ciò che fu, se ne conclude per forza che tutto esiste per ciò che sarà, assicurando così la continuità. Certamente, si tratta qui del passato, del presente e dell’avvenire che abbiamo visto sulla lista della progressione del mondo. Tuttavia, quando le si evoca non si spiega niente. Ma quando si constata che tutto è obbligato ad esistere (il presente) da ciò che fu (il passato), per ciò che sarà (l’avvenire), si comincia a presentire la forza di esistenza che, oltre ad eliminare il caso, mostra che c’è un avanzamento e un progetto. Se ne conclude per forza che c’è obbligo di esistenza, in relazione con quello che fu, per la continuità. Ciò che indica che c’è un sentiero di vita indipendentemente dalla volontà umana, e più di questo, ve lo dico.

(26) Quando avremo constatato come gli astri nascono, crescono, generano e spariscono ciascuno a sua volta, allora apparirà nitidamente che non è il tempo che passa, ma che è l’essere vivente che passa con gli astri che fanno altrettanto. Poiché si è materia, su un astro di materia, in seno alla materia del volume dell’universo che cambia perpetuamente di stato. Allora, poiché l’avvenire dipende da questo e non dalla volontà umana, e che non si può influire sull’avvenire, si deve cessare di gridare: costruiamo insieme il nostro avvenire! Perché è come se si dicesse: orientiamo il lavoro degli astri a nostra convenienza, per orientare il nostro cammino nel senso che vogliamo! Ma si può parlare di avvenire quando si ignora che c’è un sentiero di vita proveniente dall’evoluzione degli astri, e che è il solo sentiero potendo essere seguito dal mondo? Non si può. Perciò gli uomini sono nell’errore su tutto.

Gli elementi dell’universo

(27) Quando si sa che un satellite diviene un pianeta, poi una stella secondo le circostanze, si può dire che esistono tre tipi di astri? Cio è impossibile, poiché si tratta dello stesso che cambia. Altrettanto per la particella. Poiché la particella è l’astro che è a sua volta fatto di particelle, sono tutti e due dei corpi solidi che cambiano con la loro attività elettromagnetica. Se uno sciocco andasse ad osservare di tanto in tanto un pulcino durante la sua crescita, non saprebbe che si tratta dello stesso uccello che cambia, ma crederebbe di guardare ogni volta un uccello diverso. Ebbene i scienziati hanno quest’atteggiamento davanti agli astri e le particelle, perché le vedono diverse nella loro natura e molto numerose nella diversità. Più denudati che i rami ai quali si ha ritirato la corteccia, non si accorgono che si trattano delle stesse masse che cambiano, perché non possono concepire che le particelle e gli astri sono delle calamite che nascono, si sviluppano, generano e passano grazie all’attività elettromagnetica della materia. Ma non dicono che conoscono bene l’universo?

(28) Vedremo che certi pianeti, come Giove, Saturno, Urano e Nettuno, sono dei corpi solidi circondati di gas che diventeranno delle stelle di volta in volta nel terzo inferiore della Galassia, verso il bordo. Poi queste stelle risaliranno con i loro astri verso il centro della Galassia dove si spegneranno quando non avranno più materia da restituire allo spazio. Vedremo così quel che saranno i mondi avvenire che si trovano a valle del Sole, come lo sono Nettuno, Urano, Saturno e Giove, ed i mondi che esistono a monte del Sole, andando verso il centro della Galassia. Questi quattro mondi avvenire, dove ci saranno uomini, arriveranno a loro volta in questo singolare e temibile giorno in cui siamo; ed i mondi, a monte del Sole, che ci precedono sul sentiero della vita, sono già passati per questo giorno.

(29) Benché l’uomo sia ancora paragonabile ad una candela spenta, il libro di vita lo illuminerà. Saprà allora che essendo la sola creatura che possa ragionare ed afferrare gli elementi con i quali tutto esiste, è in sé l’unico essere dell’universo che possa accedere alla luce. Di conseguenza, non ci può essere nelle galassie una creatura superiore all’uomo. Pazientate, ed avrete questa conoscenza che illuminerà il vostro volto e vi rivelerà inoltre che l’universo non è in nessun caso caotico ma stabile e di una gran sottigliezza. Dato che tutto è creato a disegno, per amore, per ragione, e in una perfetta armonia.

(30) Era dunque impossibile, a coloro che si proclamano scienziati, di insegnare qualunque cosa di vero sugli astri ed i mondi viventi del cielo ai quali il nostro mondo appartiene; perché vedono l’universo composto unicamente di materia. Non comprendono che racchiude allo stesso tempo lo spirito, la materia, l’anima, il corpo, la forza, il rinnovamento e l’eternità che si definisce così:


elementi dell’universo.jpg

(31) Se dunque non ci si accorge che l’universo è composto da questi elementi, non c’è nessuna comprensione né elevazione possibile. Ma quando si prende coscienza che è proprio così, non si può che avvicinarsi alla verità, le vie dello smarrimento essendo sepolte. Fuse insieme, queste sette parti non possono essere dissociate né studiate separatamente. Ed è in loro che vi conduco per tirarvi dal soggiorno dei morti e salvarvi. Quando avrete mangiato alla mia tavola, più niente di questo vi sarà estraneo. È allora vi apparirà quel che erano le tenebre e la follia degli uomini che ne risultava.

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