Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Prima parte:
Compimento delle Scritture

18

L’interpretazione della scienza

(1) Non potendo che aggiungere o levare, l’uomo non può che comporre a partire da quel che esiste già. E anche se copia la natura, non può in nessun modo cambiare l’acqua ed i sali della terra in olive, o in fichi, o in castagne, o in mele, o in altri frutti. Nessuno può creare questo, però la Terra sa farlo molto bene. Produce anche tanti tipi di alberi, di piante, di erbe, di fiori o di chicchi; come anche gli insetti, i pesci, gli uccelli, i rettili, i quadrupedi, ed altri animali, e gli uomini. Genera anche le stagioni, le piogge, le acque che scorrono e che dormono; perché, tale una madre, procura agli esseri che infanta tutto ciò che è necessario alla loro esistenza.

I falsi dei

(2) Ma i scienziati, loro, privi di rispetto e di coscienza, elaborano volentieri macchine di ferro che abbattono gli alberi, altre ancora che stritolano e distruggono i loro frutti con gli esseri che se ne nutrono; altre ancora che scavano la terra, la stravolgono, la sfigurano, e l’inquinano. Non esitano a creare abominevoli malattie, armi diaboliche ed altre macchine da guerra, fino alle armi nucleari per sterminare tutto. Agiscono così, perché la loro vanità è tale, che sono estremamente gelosi di essere estranei alla concezione degli esseri che la Terra produce nella perfezione. Perciò, gettano lo sgomento per essere i maestri del mondo e cambiare tutto a loro immagine, fino agli uomini; se no è preferibile per loro annientare tutto...

(3) Credendosi fermamente al di sopra del Creatore, e non potendo sopportare più a lungo che la creazione esca dalle loro mani, questi uomini, che si sentono a parte e superiori al resto dell’umanità, non esitano allora a cambiare la natura con la manipolazione dei geni, delle cellule, o degli embrioni. Posto! Posto! Scansatevi! Scansatevi! Gridano alla folla, veniamo a prendere in mano la Terra intera e tutta la creazione per correggere le sue imperfezioni! Stiamo per cambiare le piante, le bestie e gli uomini per migliorare tutto, affermano! Ma quali sono le loro opere? Osservandole attentamente, appare che deteriorano tutto, creando la miseria, come anche innumerevoli malattie e molta sofferenza. A causa loro, tutto quel che è naturale sparisce, e l’ordine originale è scosso. Non hanno capito che Dio è geloso delle opere che ha fatto. Tuttavia stanno per sentirlo ve lo dico.

(4) Ma per imporsi dinanzi al mondo, questi figli di tenebre, che rinnegano l’Eterno, dovevano trovarsi un altro creatore convenendo meglio alla loro immensa vanità. Lo cercarono e lo trovarono in un gioco di dadi chiamato: CASO, e l’imposero agli spiriti. Quest’ultimo essendo allora divenuto il padre di tutto, occorreva loro una madre; se la fecero con l’EVOLUZIONE. Una ragione alla vita s’imponeva dunque, la trovarono nella NECESSITÀ DI ESISTERE. Dovevano tuttavia concepire un inizio all’universo, lo foggiarono con l’ESPLOSIONE subitanea, ad un momento preciso, di una materia misteriosa, esistendo da tutta l’eternità e venendo da nessuna parte, che non poteva errare più a lungo nello spazio senza limiti. Ma, pensando che questa esplosione straordinaria ed il caos che ne conseguì aveva dato nascita alle galassie ben ordinate nei loro movimenti ed a tutto ciò che ci si trova, erano molto preoccupati; perché, per non aver inventato l’eternità con il loro inizio dell’universo, era urgente trovarci una fine... La cercarono in ogni luogo e finirono ultimamente per vederla nei loro famosi BUCHI NERI, che non localizzano all’intero del loro cranio ma tuttavia all’esterno, nello spazio, e per forza lontano da qui, dove inghiottono golosamente le galassie che sono durate abbastanza. Dove possono andare, s’interrogano allora? Coloro che immaginano molto bene questo le fanno passare in un UNIVERSO PARALLELO al nostro. Di cosa è fatto? DI ANTIMATERIA evidentemente! rispondono i più furbi, che utilizzano questo sotterfugio per arrangiarsi un’uscita davanti a coloro che li interrogano... Ma dovevano determinare una certa durata al loro universo che limitano nel tempo. Così, con molta generosità, lo autorizzarono a vivere per VENTI MILIARDI DI ANNI... Quindici sono già passati, dicono...

(5) Così, hanno creato un universo a loro immagine e alle dimensioni della loro grandezza, ed un universo particolare che si sono sbrigati di rinchiudere nelle loro leggi, per paura che ne esca. Poi insegnano queste sciocchezze ai bambini, ma facendo abominevoli smorfie d’inquietudine tuttavia, perché sanno molto bene che menzogne tanto enormi non possono tenere molto tempo. Questi uomini sono privi di ragione! Però sono sempre interrogati ed ascoltati, talvolta venerati... Tengono così il mondo nella loro mano.

La realtà

(6) Se una roccia si stacca dalla montagna e rotola nella pianura dove si ferma, potrebbe trovarsi altrove che lì dove si è fermata? Non lo potrebbe; perché la sua forma, il suo peso, la sua asperità, il suo posto iniziale, la sua velocità acquisita; come anche il rilievo, la consistenza del suolo e tutto ciò che ha incontrato sulla strada non hanno potuto guidarla altrove, se no sarebbe andata altrove. È dunque obbligata ad essere dove si trova. Se adesso si lancia un pugno di palline in direzione di un buco nel quale una di esse finisce per caderci, questa qui cadrà per azzardo o perché ci è ugualmente obbligata? Come la roccia, non può andare altrove e non può evitare di cadere nel buco. Adesso se si costruisce una casa, questa esiste per caso o per pura volontà? Esiste per volontà. Questi tre esempi mostrano con evidenza che le cose sono obbligate ad esistere come sono. Niente di ciò che si vede può essere altrimenti; se no sarebbe altrimenti, e sempre obbligato ad essere tale e quale.

(7) È per questo incontestabile che ciascuna cosa ha una ragione di essere, lì stesso dove si trova, e che la sua esistenza è forzata - Il caso dunque non esiste in niente - Non è una scienza, né la Scienza, non è che una parola rifugio e non una spiegazione. Ma poiché gli scienziati lo invocano per tutto e fanno però delle opere per ragione, delle opere pensate e riflettute, come non si accorgono allora che se è l’azzardo che li ha fatto loro stessi, costui e allora obbligatoriamente intelligente? Lo dico differentemente: poiché affermano di essere i frutti dell’azzardo, allorché le loro opere sono i frutti delle loro riflessioni, non bisogna capire che attraverso loro l’azzardo si dota lui stesso d’intelligenza, di ragione, di volontà e di progetti? Se non è così, allora bisogna ammettere che questi esseri azzardosi fanno opere per caso, cioè senza riflettere e senza scopo. Così, sia con i loro lavori o con i loro propositi insensati, gli scienziati che sono esseri irresponsabili, mostrano che sono molto pericolosi. Devono per questo andarsene con tutti coloro che, come loro, non capiscono che l’azzardo prende corpo solo nello spirito di colui che non comprende; e che è in virtù di questa infermità di coscienza che ne fa la sua scienza, il suo rifugio, il suo Dio. Può allora rispettare la Terra ed i suoi abitanti?

(8) È per queste ragioni evidenti che Dio ha chiesto all’uomo di non mangiare dell’albero della conoscenza, perché coloro che lo fanno prima dell’ora vogliono rivaleggiare con Lui. Questa è la peggior cosa che possa succedere all’uomo; perché, cambiare la natura delle cose e degli esseri scuote l’ordine originale e destina il mondo a sparire - Non si può addomesticare la Natura, non si può che distruggerla - Perciò, e benché lo spirito possa sondare tutto fino alle profondità di Dio, la curiosità umana non deve modificare quello di cui vive, come lo fanno con insolenza coloro che conoscete. Sono costoro più del Creatore per modificarne le sue opere? Poiché l’uomo non ha creato niente e che esiste lui stesso indipendentemente dalla sua volontà, non deve in nessun caso trasformare la Natura che è la fonte del suo essere. Dato che, la vita, è la coscienza e l’amore delle opere dell’Eterno, non è ciò che le distrugge.

La vita futura

(9) Malgrado l’umanità sia molto giovane sulla Terra, è però sul punto di metter fine ad ogni vita con le sue attività nocive. Ma appena coloro che disdegnano gli esseri saranno spariti per sempre dal mondo, il mondo potrà continuare liberamente il suo cammino. Tutti gli angeli del cielo conoscono questo cammino, che è anche il loro, perché le stelle seguono la stessa via con il loro proprio mondo. Questo è quanto, perché le stelle che si illuminano si ritrovano sull’orlo della Galassia, poi si dirigono lentamente verso il centro di quest’ultima dove spariscono quando hanno esaurito la loro materia. Durante questo spostamento, le stelle cambiano di statura, di colore e di temperatura. È ciò che fa cambiare il mondo che illuminano durante tutto il loro percorso. Perciò dico che tutti gli angeli conoscono questo cammino.

(10) Vedremo, infatti, che quando Nettuno, poi Urano, poi Saturno, poi Giove diventeranno stelle via via, faranno aumentare ogni volta il diametro apparente del Sole al quale sono attaccate. Così il Sole finirà per diventare lui stesso una stella gigante. La sua luce, il suo calore ed il suo colore saranno allora più dolci. Di conseguenza, anche il nostro mondo cambierà e avrà un aspetto differente di quello dei giorni nostri. Se dunque guardiamo il mondo in basso della Ruota dove siamo, ha l’aspetto che conosciamo. Ma se lo osserviamo quando il Sole sarà una stella media, ha un aspetto diverso, e diverso ancora quando il Sole sarà una stella rossa gigante. La Terra conoscerà così diversi mondi. Ed è lo stesso per tutti i mondi del cielo. Perciò la Scrittura dice:

Ogni famiglia della terra trae il suo nome dalle famiglie del cielo.

Questo significa pure che le stelle esistono affinché Adamo ed Eva appaiano su uno dei loro astri e divengano angeli al tempo scritto.

(11) Nella seconda parte del libro, questi cambiamenti solari e questi mondi avvenire sono rappresentati da una spirale. Quest’ultima guida i miei propositi sull’esistenza, perché illustra anche le rinascite successive dell’anima umana che si produrranno durante queste variazioni. Ce ne istruiremo. Chiunque comprenderà allora che la ragione di essere degli astri è di produrre anime che sono le dimore di Dio ovunque nell’universo, perché tutto è creato da Dio, per lui stesso. Perciò dico che non siete: voi, ma: Lui.

(12) L’origine della vita non è dunque da ricercare quaggiù, perché esiste da tutta l’eternità ovunque nell’universo, e si manifesta su ciascuna Terra nuovamente creata. Non sapendo che è così, l’uomo non perviene ancora a sapere chi è, né da dove gli viene lo spirito che lo distingue dalle altre creature. Pensando allora che è nato per morire e non per vivere eternamente, cammina la schiena ricurva e soffre di continuo, perché teme la morte. Ma l’uomo non è soltanto un corpo mortale. È per prima un’anima dalla quale risale il suo spirito. L’anima è il frutto del vissuto, il testimone di quel che si vive, destinando Adamo ed Eva alla vita eterna da rinascite successive che saranno relative ai cambiamenti solari che si sono evocati.

(13) Un’anima, che merita di proseguire la sua esistenza, vivrà in tutte le epoche trovandosi sul sentiero di vita di cui si è appena parlato. Ma fino a qui, senza la conoscenza del siderale, l’uomo non comprendeva l’esistenza né la ragione di essere della sua anima, dato che non poteva fondere la sua vita in quella dell’universo. Chiedendosi allora se rimaneva qualcosa della sua persona dopo la sua morte, si lasciava tentare da ogni cosa. Ma il libro di vita dell’Agnello lo illuminerà. Saprà allora perché Dio lo ha chiamato nel mondo dei viventi.

(14) Per il momento, Adamo ed Eva non sanno ancora che occorre tutto l’universo affinché esistanno, e tutto ciò che proviene dall’alto affinché siano animati di vita. Perciò, l’uomo ricerca sempre l’origine della vita sulla Terra, e crede poter un giorno dare lui stesso la vita agli strumenti che si fa... Pensa ugualmente che con l’aiuto di qualche medicina, potrà un giorno vivere eternamente con il suo corpo. Stimandosi al di sopra del Creatore, i suoi giudizi sono invertiti in ogni dominio della scienza. Così non capisce che la morte del corpo è indispensabile per mettere un termine alle anime che non meritano più di esistere. Questa nozione di merito gli sfugge, perché non si sente toccato. Allora crede di poter fare tutto ciò che gli piace, senza esserne affetto.

(15) Poiché non c’è nessuna particella dell’universo che non sia materiale, compreso lo spazio, è certo che l’anima è materiale e che tutto ciò che vive ci si iscrive sopra come su un libro. L’essenziale non è allora sapere dove si trova nel corpo, né quale forma Dio gli dà. Conviene meglio capire la sua realtà e il suo destino.

Aspetto dell’essere umano

2 - Aspetto dell’essere umano

(16) Ecco il soffio di Dio scendendo dall’alto sulla Terra per creare l’uomo ed animarlo di vita, e il modo in cui lo spirito si forma a partire da lui. Quel che si riceve dal cielo, sotto forma di onde sottili, si compara alle scritture già impresse sull’anima con quel che si è vissuto, e forma lo spirito che risale da sé. Da ciò la necessità di vivere sin dall’infanzia nell’ambiente naturale dove tutto è vero. Infatti, se le scritture dell’anima sono macchiate da bugie e da atti abietti, è certo che lo spirito che ne risale è inadatto ad afferrare la verità, perché una tale anima è morta. Ma se è iscritta di cose buone e vere, fa eco a ciò che scende dall’alto senza deformarlo. Essa è allora vivente.

(17) Vigilate dunque a non perdere la vostra anima, che è il vostro tesoro più prezioso. È in virtù di questo che Gesù dice:

Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?

(18) Per l’uomo, niente è infatti più prezioso della sua anima che lo destina alla vita eterna. Perciò, vedete che quando si viene al mondo, non ci si dirige verso la morte ma che ogni giorno si entra nella vita per sempre. Se dunque mi ascoltate e camminate con Dio, non avrete più il timore d’invecchiare; al contrario, sarete felici di farlo per perfezionare le scritture della vostra anima. E non temerete più la morte. Perché, oramai, sapete che l’anima è paragonabile ad un seme che dà nascita ad una nuova pianta al momento favorevole. L’anima è intemporale ed indistruttibile. Attraversa così le età nell’incoscienza, fino al giorno in cui si circonda di nuovo di un corpo di carne che gli è necessario per vivere. Così, quando si muore, si apre subito gli occhi in un altro mondo illuminato da un nuovo Sole; perché l’anima passa da un mondo terrestre ad un altro mondo terrestre più lontano, senza essere coscienti del tempo che li separa. Insegnati dell’universo, lo comprenderete.

(19) A quale opera si può paragonare l’anima umana? Pensiamo che è un corpuscolo, ma simile ad un supporto indistruttibile portando immagini, suoni, parole e movimenti che s’imprimono con le onde potendo essere restituiti a volontà con l’aiuto di un apparecchio concepito per questo. Paragoniamo allora il corpo umano a quest’apparecchio. Non pensate però che l’uomo sappia fare un tale strumento alla fine dei sei giorni e che Dio non sappia farlo da sempre; perché è Dio che crea l’uomo. E l’uomo sa produrre tali apparecchiatura perché se stesso è fatto nella perfezione.

(20) Con la conoscenza, ho vinto la morte. E vincerete la morte con me se persisterete ad ascoltarmi, perché sono inviato sulla Terra per tenere eternamente viva la posterità di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe. Perciò ho detto che coloro che facevano parte del tempio della promessa e che sono morti ritorneranno alla vita al tempo favorevole, come ritorneranno coloro che morirono nel santuario, che è il regno di Dio.

(21) Diffidatevi allora di coloro che dicono: non abbiamo che una sola vita, facciamo ciò che vogliamo! Perché con una tale ignoranza, trasgrediscono apertamente tutti i comandamenti della legge, avendo come oggetto di tenere gli uomini in piedi. Essendo diventati immorali, mentono, commettono l’adulterio e ripudiano; si macchiano, rubano, opprimono, uccidono e distruggono tutto! Dovrebbero allora vivere eternamente? Già usciti dal merito della vita, che si corrompono dunque ancora; perché, loro, non avranno effettivamente che una sola vita.

(22) Se la Terra fosse perfettamente liscia, immaginatevi tutto quel che si potrebbe scrivere sopra con una piuma e dell’inchiostro? Si può, con le onde, scriverne altrettanto sull’anima, che non è forse che una particella, che un neutrone, Dio lo sa. Ma una prima vita scrive solo un’infima parte di tutto quel che si scriverà lungo la grande spirale. Perciò, lontano di averla compiuta, cominciate appena la storia della vostra vita. Questo non può essere il caso di coloro che non hanno potuto resistere alla tentazione che è scesa sulla Terra per provarne gli abitanti. Non tremate di spavento però, a causa dei vostri peccati, voi i circoncisi. Perché se mi afferrate oggi, significa che questi peccati non erano di natura ad annientare la vostra anima. Vi sono per questo perdonati.

Il tempo e la durata della vita

(23) Vigilate allora a non sentirvi più a parte sulla Terra. Se no, altrettanto a coloro che regnano, non potreste aver rispetto per lei e tutto ciò che produce con generosità. Attenetevi di preferenza ad afferrare che non si può nascere vivi da astri che sarebbero morti, e per questo fatto la Terra è vivente.

(24) Ora, poiché gli astri hanno una vita propria, lavorano interiormente ed esternamente come sarà dimostrato. Per il momento, sappiate che il loro lavoro esterno consiste a girare su loro stessi ed intorno alla loro stella che sollecitano ed attivano per nutrirsene. È ciò che fanno i pianeti intorno al Sole. La Terra gira sul suo asse in ventiquattro ore ed intorno al Sole in un anno. E l’orologio che l’uomo si fabbrica non indica in nessun modo il tempo che passa, ma soltanto il movimento di rotazione della Terra sul suo asse ed intorno al Sole. Non mostra che la velocità e la durata con la quale la Terra gira, e dal quale movimento tutto il mondo dipende. In base a questo, si sa che il tempo non esiste in sé. Come esisterebbe, poiché non è che la misura del movimento di un corpo materiale? Non avendo nessuna consistenza, il tempo non passa in nessun modo. Siete voi che passate su una Terra che passa alla stessa velocità, ma che dura più a lungo.

(25) Per standardizzare e meccanizzare il mondo, l’uomo si fece delle unità di misura alle quali si riferì. Ed il tempo è una di loro. Ma poiché il tempo non ha consistenza, cioè nessuna realtà materiale, bisogna astenersi di misurare con lui. Bisogna anche abolire tutte le altre misure, perché quando si misura si conosce solo la misura e non la cosa misurata.... Con che cosa si potrebbe misurare le profondità illimitate dell’universo, come anche la sua realtà, come anche la sua eternità? Si può ugualmente misurare la ragione di esistenza delle cose con uno strumento? Utilizzate soltanto il buon senso, e non vi sbaglierete.

(26) Non confondete dunque l’attrezzo che si utilizza per coltivare con ciò che si coltiva. Misurare, calcolare o ricercare la precisione non è che la dispersione dello spirito e l’allontanamento certo della comprensione, perché l’universo non è composto da numeri, da calcoli e di cose precise, ma soltanto da ragioni di esistenza. Per questo, l’universo, che comprende lo spazio e le galassie, non è in nessun modo misurabile o quantificabile.

(27) È incontestabile che non è misurando la durata di vita di un uomo che s’impedirà a quest’uomo di passare sulla Terra; perché il corpo, che è un corpo finito e perfetto, non può cambiare forme. Da questo fatto, non può seguire indefinitamente il lavoro della Terra che, con il Sole, cambia in continuo le condizioni di vita degli esseri.

(28) Passare, è nascere ed invecchiare, poi abbandonare il suo corpo. Perché, se non ci fosse la vecchiaia, non ci sarebbe la giovinezza ovviamente. Che varrebbe allora la vita in queste condizioni? No, la vita non s’intende senza l’invecchiamento e la sparizione del corpo che è necessaria per sanzionare le anime immerite e permettere alle altre di proseguire il loro cammino con rinascite successive. Sappiate allora che l’invecchiamento è una delle perfezioni della vita, e non uno scandalo come lo sostengono gli intelligenti.

(29) C’è ancora una cosa comunemente ammessa in questa fine dei secoli, è inoltre quest’immensa bugia da parte degli scienziati che affermano aver aumentato la durata di vita dell’uomo di più di trenta anni! Di quaranta anni, dicono, era la durata di vita una volta, noi l’abbiamo portata a settantacinque anni oggi! In seguito a ciò, dite: gli scienziati sono degli dèi avendo il potere di prolungare la vita delle creature! Sosteniamoli nelle loro ricerche che sfoceranno alla vita eterna, per i buoni come per i cattivi!

(30) Ed io vi dico che la loro affermazione è una vanità ed una confusione in più perché, nei tempi antichi, la durata di vita degli uomini era uguale a quella di oggi. Mosè ne testimonia nel novantesimo salmo, quando prega il Padre di girare i suoi sguardi su di loro. Dice:

Poiché tutti i nostri giorni svaniscono nella tua ira;
Finiamo i nostri anni come un sospiro.
I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni
E per i più forti a ottanta,
Ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità,
Perché passa in fretta e noi ce ne voliamo via.

Poiché Mosè menziona chiaramente che la durata di vita degli uomini era una volta di settantacinque anni in media, e non di quaranta, come allora gli scienziati di oggi osano pretendere di averla portata a settantacinque anni? Ancora un po’, ed affermeranno sui tetti che gli esseri sono opere delle loro mani!

(31) Senza di loro e tutti quelli che, come loro, impongono le loro regole ai popoli, la durata di vita sarebbe oggi di centovent’anni. È ciò che Dio dice nella Scrittura poiché, dalla stabilizzazione della sua distanza dal Sole, la Terra non ha cessato di migliorare le condizioni di vita. Tenetevi allora lontani da coloro che confondono la scienza del Creatore con la quale si esiste, con quella degli scienziati dalla quale si perisce.

(32) Sappiate pure che prima di Mosè gli uomini determinavano la loro età in anni lunari. A ciascuna luna, aggiungevano un anno al numero dei loro anni. Basta allora di dividere, diciamo, per tredici (i tredici mesi lunari) per capire che Adamo visse novecentotrent’anni secondo la Scrittura, visse un po’ più di settantuno dei nostri anni attuali. Seth visse novecentododici anni, sia: settant’anni. Enosh visse novecentocinque anni, sia: sessantanove anni e sei mesi. E così di seguito per tutti le età date in anni lunari.

(33) Ma cessiamo di parlare di quest’età che avevate probabilmente afferrato nella loro effettiva durata. Andiamo piuttosto ad esplorare le profondità dell’universo per vedere i mondi che ci si trovano. Questo cambierà i vostri sguardi e il vostro spirito sulla realtà.

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