Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Prima parte:
Compimento delle Scritture

13

I tempi messianici

(1) Quando arriveremo al serpente che esprime il passato, il presente, e l’avvenire del mondo, vedremo che una linea separa questo mondo di tenebre dal mondo di luce. Questa linea è il tempo segnato da Dio. Da questa parte della linea, si tratta di questo primo mondo nel quale vi prendo; ed al di là della linea, si tratta del nuovo mondo in cui vi conduco. Perciò, bisognava che il mondo intero sia avvertito di questo cambiamento, e che sarebbe l’oggetto di una raccolta all’ultimo giorno; perché solo la posterità di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe permarrà sulla Terra che gli fu promessa. Questo è l’oggetto della profezia.

Miscredenza degli uomini e dolori del Figlio

(2) Affinché prendiate interamente coscienza di questo cambiamento salutare che si opera oggi, devo mostrarvi in quali tempi il mondo è arrivato e chi è costui che lo spiega, appoggiandomi alle Scritture. Se non agissi così, nessuno mi crederebbe. E tra breve perireste nelle vostre vie, perché la fine di questo mondo è già risoluta e non può essere differita. Ma perché questo è rivelato oggi, tutti quelli che regnano e che sono increduli si ergeranno come uno solo contro di me. Sapendo che non potranno sopravvivere alla mia venuta, avranno ricorso a false testimonianze o agli insulti, e non mancheranno di affibbiarmi qualche magagna o malattia. Rifiutatevi a questo perché, benché si tratti anche di un compimento della profezia, sapete che coloro che chiamiamo intellettuali saranno unanimemente contro di me. Non si situano già al di sopra di tutti?

(3) Tutto quel che dico qui, non è quello che Gesù deve affrontare? Perché mette gli intelligenti alla porta? E che cosa credete che sia il senso della corona di spine che gli si posa sulla testa? Ve lo dico, essere il Figlio in questo mondo, significa per forza soffrire ed essere rigettato; perché ci si deve rivolgere ad increduli e persone che soprattutto non bisogna disturbare. La qualcosa ne porterà molti a dire: Io sono come Tommaso, credo solo ciò vedo!

(4) Per quanto riguarda Tommaso, che rappresenta l’incredulo di questo mondo, ho qualche cosa da mostrare e da spiegare. Tommaso risponde a coloro che gli dicono che hanno visto il Signore resuscitato:

Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo costato, io non crederò.
Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte (del mondo) serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: Pace a voi! Poi disse a Tommaso: Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente. Allora Tommaso rispose e gli disse: Signor mio e Dio mio! Gesù gli disse: Perché mi hai visto Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.

(5) Questa è un’immagine suggestiva, facendo venire in mente che Tommaso esegui ciò che aveva detto innanzi e che è a partire da ciò che crebbe. Ma non è così. Perché quando Gesù gli dice: avanza qui il tuo dito e guarda le mie mani, questo non significa che Tommaso ha messo il suo dito nella piaga dei chiodi. Altrettanto, avanza la tua mano e mettila nel mio fianco, non significa che Tommaso ha spinto la sua mano nel fianco di colui che i soldati hanno trafitto. Si può immaginare qualcuno fare questo? Non si può. Ma quando ammetterete che la crocifissione di Gesù è tutt’altro che quel che leggete alla lettera, allora crederete come Tommaso crede quando vede chi è il salvatore.

(6) Altrettanto, quando Gesù dice: che ciascuno si carichi la sua croce e mi segua, non pensate che domandi a ciascuno di portare una croce di legno sulla schiena... No, uomini infranti, è la crocifissione del passato che è presa come figura di quello che arriva a Gesù per mostrare le sue sofferenze. Portare le sue sofferenze, è portare la sua croce e morire per questo mondo che non ha più speranza. Perciò, la crocifissione di Gesù è quel che mi succede, perché sono io che porto la sua croce. Avete letto infatti che Gesù non porta la sua croce, ma che è Simone di Cirene che la porta dietro di lui. Simone è Pietro, e Pietro sono io; perché sono Pietro che cammina verso Gesù, per vedere in lui la mia propria immagine. Non siate dunque increduli.

(7) Sappiate pure che rappresentando il Cristo con la sua croce, lo rappresentate nella peggior maniera che ci sia; perché cosa ve n’importa del suo dolore, lo risentite? Ipocriti! È trasmissibile d’uomo a uomo o è la sua luce ad esserlo? Uomini e donne sono morti in quantità considerevoli per salvare il mondo, e il mondo non è stato salvato. Astenetevi allora di prendere per emblema i dolori e la morte del Figlio, perché mi rattristate. Che cosa credete dunque? Ero come voi. Poi sono morto per questo mondo come state per morire per questo mondo, e Dio mi ha risuscitato per primo affinché apra i vostri occhi in seguito. Perciò Gesù dice: vi risusciterò all’ultimo giorno. È si tratta dell’ultimo giorno di questo mondo.

(8) Tuttavia, senza questi dolori della croce, tacerei. E se ruggisco, è per svegliarvi e farvi entrare nel tempio con me affinché siate salvi. Ma molti mi considererarono come punito, colpito da Dio e meritandomi la croce sulla quale mi trovo. Ma non sono né punito né colpito da Dio, perché mi consegno alla morte. Se non fosse così, chi salverebbe il mondo? Se non vi conducessi in tutta la verità, chi lo farebbe?

(9) La mia vita è sacrificata per colpa vostra, perché non ho che i muri della mia prigione per dimora, e la solitudine per compagnia. Gesù ha detto: il giorno verrà in cui mi lascerete solo. E sono solo come un pellicano nel mezzo del deserto! Ma le lacrime che verso, sono su di voi che le verso, perché vi vedo presi dai problemi quotidiani e temo che non mi sentirete. Il che mi stringe la gola e mi impedisce di respirare, perché non potrei sopportare che un solo giusto sia preso dalla mia mano e perisca.

(10) Sarebbe meglio, per ciascuno di voi, portare uno sguardo nuovo sulle Scritture, per vedere e conoscere intimamente colui che Dio chiama al tramonto, nel giardino dell’Eden. Ne va della salvezza di tutti e del mondo intero. Ecco perché Isaia dice sul servitore dell’Eterno:

Ecco, il mio servo prospererà
E sarà innalzato, elevato e grandemente esaltato.
Come molti erano stupiti di te,
Cosí il suo aspetto era sfigurato
Piú di quello di alcun uomo, e il suo volto era diverso da quello dei figli dell’uomo,
Cosí egli aspergerà molte nazioni;
I re chiuderanno la bocca davanti a lui,
Perché vedranno ciò che non era mai stato loro narrato
E comprenderanno ciò che non avevano udito.

Chi ha creduto alla nostra predicazione
E a chi è stato rivelato il braccio dell’Eterno?
Egli è venuto su davanti a lui come un ramoscello,
Come una radice da un arido suolo.
Non aveva figura né bellezza da attirare i nostri sguardi,
Né apparenza da farcelo desiderare.
Disprezzato e rigettato dagli uomini,
Uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza,
Simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia,
Era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna.
Eppure egli portava le nostre malattie
E si era caricato dei nostri dolori;
Noi però lo ritenevamo colpito,
Percosso da Dio ed umiliato.
Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni,
Schiacciato per le nostre iniquità;
Il castigo per cui abbiamo la pace è caduto su di lui,
E per le sue lividure noi siamo stati guariti.
Noi tutti come pecore eravamo erranti,
Ognuno di noi seguiva la propria via,
E l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato e umiliato, non aperse bocca.
Come un agnello condotto al macello,
Come pecora muta davanti ai suoi tosatori
Non aperse bocca.
Fu portato via dall’oppressione e dal giudizio;
E della sua generazione
Chi riflettè che era strappato dalla terra dei viventi
E colpito per le trasgressioni del mio popolo?
Gli avevano assegnato la sepoltura con gli empi,
Ma alla sua morte fu posto col ricco,
Perché non aveva commesso alcuna violenza
E non c’era stato alcun inganno nella sua bocca.
Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire...

Offrendo la sua vita in sacrificio per il peccato,
Egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni,
E la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani.
Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto;
Per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo renderà giusti molti,
Perché si caricherà delle loro iniquità.
Perciò gli darò la sua parte fra i grandi,
Ed egli dividerà il bottino con i potenti,
Perché ha versato la sua vita fino a morire
Ed è stato annoverato fra i malfattori;
Egli ha portato il peccato di molti
E ha interceduto per i trasgressori.

(11) Avendo la conoscenza dei tempi, so perché Dio m’invia giudicando buono rimettermi ogni cosa tra le mani. E quest’opera è nel suo intero la testimonianza formale che il Padre m’invia veramente davanti a voi per tenervi in vita. Non mi terrete in conto? Sarò sempre disprezzato, abbandonato dagli uomini come è scritto? Non avrete altri desideri che mettere insidie sul mio cammino? Quanti sarete ad afferrami ed a seguirmi in tutta fiducia? Ovviamente, so quello che sarà il comportamento degli uomini potenti nei miei confronti; perché con la venuta del Figlio, è finita per loro, come è finita per tutti coloro che li seguono. Ma voi, che cosa farete? Mi metterete nel novero dei malfattori, come lo dice la Scrittura? Metterete il mio sarcofago con i ricchi? Come mi riceverete? Con quali parole e con quali attitudini giustificherete la Scrittura?

(12) Dio dà la luce a coloro che la ricercano. Ma non la si trova trasgredendo i suoi comandamenti, come lo fanno i preti ed i loro fedeli, i ministri e coloro che li ascoltano! No, agire come fanno conduce ad allontanarsi e ad aumentare il proprio castigo. E se piacque a Dio spezzarmi con la sofferenza, è a fine di purificare la mia anima durante la mia ascensione, fin quando fu in grado di portare tutta la verità.

(13) Non leggete queste parole con occhi appesantiti dal sonno o rimanendo indifferenti, perché voi stessi dovrete effettuare quest’ascensione per la vostra salvezza. Su questo punto, è scritto:

Chi salirà al monte dell’Eterno?
Chi starà nel suo santo luogo?
L’uomo innocente di mani e puro di cuore,
Che non eleva l’animo a vanità
E non giura con frode.

(14) Pensate che vi conduco sulla cima di Sion per divertirvi? Ma so che il mondo si aspetta a tutto, salvo alla venuta del figlio della vecchiaia di Abrahamo. D’altronde, parecchi mi diranno: ti fai il figlio dell’Altissimo, il suo messaggero che era annunciato per la fine dei secoli e parli nel suo nome! Non temi che ti castighi per avere quest’attitudine verso il mondo che vieni a confondere? Adorni te stesso di gloria e di magnificenza, perché non siamo noi ad averti piazzato alla nostra testa!
A costoro, rispondo che parecchi dicono anche nella Scrittura: nessuno sa da dove esci, e vieni a far il giudice! Sicuramente, se tal è il vostro pensiero, le Scritture non possono rivelarvi il loro contenuto e le loro spiegazioni rimarranno vane. Non cesso nel dire che respiro il timore dell’Eterno e che la mia crocifissione non viene dal Padre in nome del quale parlo, ma dai vostri maneggi. Così, non credete che mi attribuisca la gloria, perché la gloria dell’uomo viene dalle cose degli uomini, ma quella di Dio di cui mi glorifico viene da Dio. Per questo i profeti hanno scritto il senso dei re magi, miei padri, affinché sappiate che quello che è appena nato è il liberatore aspettato.

L’ora di verità

(15) Le spiegazioni successive mostreranno che non ci sono ancora mai stati tempi messianici, perché questi tempi sono quelli degli ultimi istanti del mondo in cui arriva quello che è annunciato. È dunque tempo per voi di cessare di credere che il salvatore è già venuto. Che cosa sarebbe venuto a fare duemila anni prima dell’ora? Siate almeno sicuri che un uomo annunciato per tale giorno, non può essere venuto prima che arrivi... E questo famoso terzo giorno in cui il Figlio resuscita, è quello in cui niente manca sulla Terra per l’ultimo spettacolo che il mondo dà ineluttabilmente alle stelle, prima del regno di Dio.

(16) Mostro ciò che è vero, affinché possiate riconoscermi nel Figlio dell’uomo e seguirmi fino al regno. E, di conseguenza, prendo le Scritture in testimonianza, perché è per questo che sono scritte. Tuttavia non è per me che vi chiedo di riconoscermi, ma per voi e per tutte le generazioni avvenire. Gesù dice:

Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole, in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli. Poi disse loro: In verità vi dico che vi sono alcuni qui presenti che non gusteranno la morte, senza aver visto il regno di Dio venire con potenza.

(17) Il regno è qui, a qualche giorno soltanto. Perciò, dopo che i religiosi prima e gli scienziati in seguito hanno tentato invano di rispondere alle domande degli uomini, sul far della sera del mondo, quest’ultimi hanno sempre più fame e sete di verità. Sono allora in un digiuno che occasiona loro grandi tormenti, e molti si girano verso gli innumerevoli veggenti della fine dei secoli che ne approfittano per depredarli. Perché, quelli che si dicono veggenti, che cosa vedono realmente? Per prima, vi vedono arrivare. Poi vi sondano per vedere ciò che vi preoccupa e qual è il grado della vostra credulità. Istruiti dalle vostre risposte, provano allora a vedere come faranno a sottrarvi più denaro possibile. Fanno anche loro, e tali a coloro che regnano, dei simulacri per convincervi che possiedono il potere di illuminarvi sul vostro avvenire e guarirvi. Poi, al pari dei preti, vi seducono con qualche incanto, e vi chiedono in seguito soldi come lo fanno tutti coloro che vivono alle vostre spese. E li credete, perché nelle tenebre avete bisogno di credere alla salvezza. Ed è in loro che la cercate...

(18) Ma mi si dirà: tu stesso, non sei veggente? Rispondo che se la comprensione della scienza di Dio che permette di innalzarsi nei alti luoghi dai quali si vede lontano dietro e lontano avanti è veggenza allora sono veggente. Dico che non si può avere veggenza senza la comprensione dell’esistenza. Perciò Mosè ed Emanuele non sono veggenti; diciamo piuttosto che sono chiaroveggenti, perché la luce che dà loro una vista lucida delle cose proviene dalla scienza dell’Onnipotente che fa conoscere loro ciò che esiste veramente. Ma per acquisire questa luce, bisogna essere santo di spirito, ed elogiare soltanto Colui dal quale tutto esiste. Perciò ho detto che non parlo in nome mio, e che la mia parola non è spirito di uomo ma Spirito di verità.

Il vitello d’oro, dio degli uomini

(19) Meno si ricerca la verità, più essa si allontana e ci si affievolisce di conseguenza. Così, si capisce sempre di meno. Allora s’instaurano valori estranei ai quali ci si riferisce. È in questo modo con il passare dei secoli, l’uomo è arrivato ad avere concetti stupefacenti della vita. Ad esempio, benché sia la causa evidente di tutti i mali e della devastazione della Terra, il vitello d’oro (il Dio degli uomini annunciato da Mosè) non appare ancora come essendo obbligatoriamente da distruggere.

(20) Quel che spiego, è che seguendo i capri ed obbedendo alle loro regole, gli uomini sono diventati tanto deboli nel ragionamento e tanto invertiti nel giudizio, che non riescono a dedurre che basterebbe togliere questo vitello dalla Terra (la moneta delle nazioni) per far sparire la miseria, il dolore, l’ingiustizia, la guerra, la distruzione e la devastazione; come anche la corruzione, la dominazione, la servitù, la malattia e salvare la posterità. No, nessuno ci perviene!

(21) Diventati tutti sordi, ciechi e lenti nella comprensione dai secoli di tenebre, non appare neanche ai santi di spirito, che i soldi non hanno servito che a fare oppressori e oppressi; che generano solo il saccheggio, la corruzione degli spiriti, il degrado di tutte le cose, le città mostruose, la formazione di classe di uomini, la guerra, la devastazione, il degrado; come anche la malattia, la miseria, la sofferenza, la disperazione, l’artificio, lo scuotimento dell’ordine originale stabilito tra tutte le cose, e che ha finito malgrado questo per aver più valore che la vita stessa degli uomini! Ma non si può più togliere questo vitello d’oro, perché tutto è costruito con lui e niente più terrebbe se lo si ritirasse. Trascinando tutto verso il basso, verso l’inferno di conseguenza, perirà con questo mondo che ne ha fatto il suo dio, il suo scopo, la sua ragione di vita. Non entrerà nel mondo avvenire.

Le vie della perdizione

(22) Come Dio l’ha chiesto, avreste dovuto astenervi da seguire i costumi dei vostri padri. Ma agite in modo simile, perché adorate gli stessi dei, come l’industria, il denaro, il potere, la gloria e il beneficio. Però, c’è un altro modo di comportarsi che quel che consiste a distruggere ciò per cui si vive, disdegnando la posterità e tutte le specie della creazione. Sentirete dunque da me un altro cantico che quello dei vostri dirigenti: produciamo! produciamo! Poco importa se quel che produciamo è nocivo al mondo, purché questo ingrassi il nostro vitello d’oro, il nostro gran dio che ci fa vivere! Diventare pazzi e distruggervi producendo ciò che perde il mondo, sarebbe questa la vostra passione e il vostro scopo? Pensavate che questo durasse per sempre ed a perpetuità, uomini di poca lucidità?

(23) Mentre è ancora tempo, permettetemi di battezzarvi. E tenete il vostro cuore quieto, non rischiate nulla. Quel che arriva non è la fine della vita sulla Terra ma la fine dell’ignoranza per cominciare. Infatti, dagli inizi ad ora, il mondo non ha cessato di percorrere vie dove si praticano cose abominevoli che non possono essere cancellate con simulacri, ma soltanto con la conoscenza della verità. Se no con che cos’altro si potrebbe por fine alle iniquità e alle immense distruzioni commesse dagli uomini: accendendo candele su mattoni? Poiché si possono solo fermare i misfatti dell’ignoranza con la conoscenza, non pensate allora che la luce del pastore sia di troppo in questo giorno.

(24) Prestatemi dunque ascolto, perché essendo usciti dalla natura vi siete obbligatoriamente snaturati. Così nessuno si accorge più che il mondo è in agonia a causa della civilizzazione romana sotto la quale vi trovate. Tuttavia, se ritornate sulla storia delle nazioni che portano la fine, essa vi condurrà invariabilmente a questa civilizzazione. Perché è Roma che mostrò tutte le vie della perdizione sulle quali le nazioni si sono ingaggiate senza poter più tornare indietro e prendere un’altra direzione. È la fonte di tutto quello che si addiziona oggi, portando un termine al mondo. La Terra è deturpata, contagiata, inquinata, sfigurata, saccheggiata, uccisa e pronta ad abbandonarvi! Questo a causa dei romani che aprirono le vie della colonizzazione e dell’assoggettamento dei popoli; le vie delle grandi opere che cambiano l’ordine originale delle cose; le vie dell’industria che meccanizzano il mondo portando saccheggi e armi diaboliche che conosciamo; le vie della corruzione dei costumi; l’arricchimento, l’estorsione, il vizio, la lussuria, l’immoralità, la perversione e l’impudicizia; l’idolatria, l’inganno, la guerra e la sua continua preparazione; come molte altre cose ancora che marciscono gli spiriti e che la legge di Mosè condanna.

(25) Dio non è più l’evidenza e la speranza degli uomini a causa dei romani, ma una legenda per il più gran numero di persone. Devo allora far silenzio o parlar a fior di labbra come Mosè? Sebbene non vi appaia, i vostri pensieri e le vostre azioni sono tutti orientati nella direzione mostrata dai romani. Ma poiché si conosce l’albero ai suoi frutti, esaminate! Vedrete allora che di Roma e dei suoi dintorni uscirono in gran numero dominatori e uomini di un’estrema violenza; e anche rapitori, idolatri, trafficanti, imbroglioni e fanfaroni. Ed è con questo genere di individui che essa si fece una religione perniciosa e sanguinaria. Ed in virtù della sua dominazione con la forza che si proclamò città eterna! Ma ecco che la sua eternità si ferma dinanzi ai piedi del messaggero...

(26) Abbiate dunque coscienza che non potendo interrompere la sua progressione verso l’abisso, il mondo farà il suo ultimo passo. Non andrà più lontano, perché tutto quel che poteva esser detto è detto, e tutto ciò che poteva esser fatto è fatto. Tutto è consumato. Costruito sulla bugia, non può portare nient’altro che la corruzione degli spiriti, la distruzione della natura e la deteriorazione dell’ordine originale. È finito, perché non può che persistere nelle vie di Babele. Perciò se i vostri dirigenti vogliono cambiare ciò che vi fa gridare contro di loro, non lo possono fare che a scapito di un’altra cosa, e sollevano tempesta su tempesta. E se non fossi lì in mezzo a voi, queste tempeste si svilupperebbero travolgendovi fino all’ultimo. Questi tempi, quelli che vivete mentre scrivo sulla Terra, sono i tempi messianici nei quali si manifesta colui al quale ciascuno è debitore della propria salvezza.

(27) Forse allora riuscirete a leggere la Scrittura nel suo vero senso e ad afferrare perché Gesù chiama Elia (Emanuele) dall’alto della sua croce? Sì, forse potrete riuscirci se le bugie e le calamità del mondo che ne sono le conseguenze non vi sfuggono:

Gli intelligenti regnano certo, ma le nazioni bruciano!
Gli uomini si ammassano come cavallette nelle città e si corrompono;
La violenza progredisce;
I paesi si coprono di armi diaboliche e di militari avidi di sangue;
Le minacce crescono, le guerre si moltiplicano;
Le città rosicchiano le loro vicinanze e si sviluppano come tumori;
Dei siti sono sfigurati, altri contaminati o vietati;
E la campagna spaventa oramai.
La servitù s’intensifica;
I deboli sono disprezzati, oppressi o rigettati;
I poveri sono trascurati ed i bambini manipolati;
Gli anziani sono abbandonati;
Popoli interi soffrono la carestia.

Le specie sono snaturate da coloro che non prestano nessun caso alla creazione;
Tutto ciò che è naturale sparisce o diviene abominevole agli occhi di tutti.
Il mare è saccheggiato;
La superficie della Terra è deturpata e ferita, le sue viscere sconvolte;
Le foreste spariscono;
I corsi d’acqua vanno in putrefazione;
L’acqua potabile diminuisce;
Le macchine d’acciaio gettano via gli uomini ed il bestiame, quando non li schiacciano o li uccidono;
Le malattie proliferano, si aggravano ed aumenta la loro espensione;
Le specie animali diventano rarefatte, molte non sono più che ricordi;
L’ordine originale è gravemente scosso.
I valori dell’esistenza difesi dalle leggi sono calpestati;
Fede e speranza sono volate via;
La saggezza e il buon senso non esistono più;
I giovani si disperano, un gran numero si dà la morte.
E non sareste in grado di rimettere in causa le vostre proprie convinzioni?
Oh, uomo, dov’è la tua gloria?

(28) Si dice spesso che il mondo soffre perché gli uomini non sono sufficientemente colti. Ma di quale cultura si tratta? Bisogna forse capire che le calamità risultanti dalle persone importanti ed influenti non sono sufficientemente grandi e numerose? Figli di Satana! Le innumerevoli devastazioni ed il sangue innocente che si fa colare ogni giorno, prendendo come pretesto lo sviluppo delle opere materiali ed il profitto, non bastanno? La miseria e le malattie che non mancano di apparire all’esito di tali comportamenti, sarebbero troppo poco sviluppate? Tu che regni a capo della tua nazione, dove la porti?

(29) Camminate ancora sui sentieri dei romani, e tanto più volentieri che quel che s’installa a capo della vostra nazione non manca mai di andare a Roma a cercare la sua autorità accanto al falso profeta, affinché la sua immagine parli ai vostri occhi. Perciò la Terra intera non è più il magnifico giardino degl’inizi, ma soltanto un immenso traffico di mercanti e di ladri che devastano tutto, non lasciando sperare null’altro che la fine. È la retribuzione dei scandali e dell’ipocrisia dovuti alla trasgressione della legge di Mosè il cui scopo era impedire queste cose.

(30) Ho già detto che se Dio non intervenisse, inviando suo figlio unico, perireste tutti. Ora, poiché nessuno non l’ha ancora visto com’è, è perché questo s’intende oggi, con me.

Se qualcuno vuol venire dietro a me, disse Gesù, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.

È per capire ed andare nel regno che Gesù chiede a colui che vuole andare al suo seguito di rinunciare a se stesso e di caricarsi la sua croce. Vi consiglio dunque una volta ancora di non impormi ciò che credete, perché non competo con voi. Vi mostro al contrario, che essendo nell’irreale su tutto, vivete su questa Terra esattamente come non bisogna viverci e che il mondo ne muore. Ma sto per istruirvi sulla vita e curarvi con la mia pazienza. Non mi scoraggerò e non mi rilascerò, fin quando farò trionfare la giustizia e che voi speriate nella mia legge.

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