Il LIBRO DI VITA dell'Agnello
Prima parte:
Compimento delle Scritture

19

I mondi dell’universo

(1) Lo spirito e la materia non essendo separabili, la scienza delle Scritture e la scienza dell’universo sono insieme una sola ed unica scienza. I profeti la conoscevano. Perciò, e benché avessero scritto il Libro migliaia di anni fa, parlano già del globo della Terra, o del cerchio della Terra per mostrare che è rotonda; dell’atomo della polvere, indicando che c’è più piccolo che ciò che si vede; delle stelle e delle loro costellazioni, significando che le stelle hanno degli astri come il Sole ha i suoi, e che il nostro mondo non è un’eccezione. Parlano anche della Ruota riempita di occhi tutt’intorno, mostrando la Galassia interamente abitata; i legami delle pleiadi e le catene d’Orione, rivelando i legami materiali degli astri; e altre cose ancora che testimoniano del loro grande sapere.

Lo spazio e le galassie

(2) Non è indispensabile osservare ciò che racchiude l’universo con telescopi, perché può essere presentito e dimostrato solo con il suo unico lato materiale. Per afferrarlo pienamente, bisogna capire prima che è un volume interamente composto da materia; cioè che è il contrario del vuoto. Infatti, come il tempo, lo spazio esiste solo dalla materia che lo forma. Perciò ho detto che tra gli astri e tra le galassie, lo spazio è un volume tutto di materia eterea. Si è certi che è così, perché un volume non s’intende in nessun modo da forme o da limiti, ma unicamente dalla materia che lo compone e in seno al quale ci sono delle distanze, degl’intervalli. Ed è per questo molto semplice vedere che lo spazio intersiderale e intergalattico è un volume integralmente materiale, solo per le distanze che separano gli astri e le galassie. Ma molte altre cose ci mostreranno che lo spazio è interamente formato da materia eterea e sottile all’origine delle particelle che compongono gli astri, e quest’ultimi le galassie.

(3) Affinché non ci siano confusioni nei vostri spiriti, sappiate per sempre che le galassie che occupano lo spazio qua e là sono delle ruote composte da stelle con i loro astri, e da nuvole di vapori e di polveri provenienti dal loro lavoro. Con la famiglia solare, siamo all’interno di una di queste ruote e tra i mondi che rinchiude e che sono tanto numerosi quanto le stelle. Questi mondi sono la ragione di essere delle galassie che riempiono lo spazio.

(4) Per sapere ciò che si svolge in seno alle galassie, diamo qui qualche spiegazioni succinte sulla loro composizione. Sappiamo per prima che, come gli esseri si rinnovano, gli astri che compongono una galassia si rinnovano altrettanto. Perciò una galassia è il più gran corpo costituito dalla materia che si integra e si disintegra in permanenza, per via dell’attività elettromagnetica degli astri che sono masse calamitate. Vedremo che un astro è una sfera di cui la parte metallica occupa quasi tutto il volume, e che questa sfera è calamitata dall’astro dal quale discende.

(5) La magnetizzazione è un’attività, un movimento di materia che forma la magnetosfera dell’astro, poi gli elettroni che costituiscono le linee di forza e gli anelli che accerchiano quest’astro. La magnetosfera è l’essenza dello spazio che scende sull’astro condensandosi e facendo pressione su tutti i corpi. Quest’apporto di essenza occasiona in seguito la formazione delle linee di forza che partono da un emisfero e arrivano all’altro dopo aver formato degli anelli nello spazio. Questi anelli invisibili accerchiano l’astro qua e là, all’appiombo dell’equatore. E sono loro che finiscono per dar nascita ad altre sfere calamitate, più piccole, che sono i loro satelliti. Questi crescono a loro turno, e diventano appieno degli astri. Un bambino potrà afferrarne le spiegazioni.

(6) Per il momento, riteniamo soltanto che gli astri che costituiscono una galassia sono delle masse calamitate avendo ciascuna una magnetosfera. Queste magnetosfere, che si fanno sentire molto lontano nello spazio, si aggiungono le une alle altre per formarne una sola ed immensa che circonda la galassia. Inversamente a questo, le stelle di questa galassia bruciano e si consumano rendendo allo spazio l’essenza che ha dato loro corpo. È ciò costituisce il vento solare e il vento di tutte le stelle che formano insieme un grandissimo soffio galattico e un’immensa luce. Dato che, le galassie sono circondate alla volta da una magnetosfera (che è paragonabile ad un’aspirazione) e da un soffio (che è paragonabile ad un’espirazione), dato che la magnetosfera è l’essenza che arriva su di esse, e il soffio è l’essenza che ne riparte. La magnetosfera è l’apporto di materia, che fa parte dell’INTEGRAZIONE. Il soffio è il consumo di materia, che fa parte della DISINTEGRAZIONE. Apporto e consumo continuo della materia danno esistenza alle galassie che, in questo modo, si rinnovano perpetuamente.

Nascita e forme delle galassie

(7) Come una particella nasce da un’altra particella e l’astro da un altro astro, la galassia nasce ugualmente da un’altra galassia. Si tratta prima di un ammasso di stelle che, tale un embrione, si forma in seno alla ruota, poi ne esce e si sviluppa in seguito. Quando un ammasso si distacca dal ramo di una galassia che gli dà nascita, ha la forma di una palla che gira sul suo asse, e che prende a poco a poco una forma appiattita. Questo movimento di rotazione, che la piccola galassia acquisisce, è dovuto alle stelle che si spengono nel suo centro; perché il gran vuoto occasionato dalla sparizione improvvisa dell’immensa magnetosfera di una stella che si spegne, si colma subito dalle stelle circostanti. Questo forma un’aspirazione, una forza motrice che trascina le stelle verso questa regione dove spariscono quando la loro massa è interamente consumata. Una stella si consuma, e arriva il momento in cui è interamente consumata. Ma la durata che impiega per disintegrarsi è infinitamente più lunga di quella che gli ci volle per formarsi.

(8) Tutto quel che è detto sarà messo sott’osservazione. Per ora, notiamo che è la scomparsa delle stelle giganti ed anziane a trascinare le altre stelle verso il cuore della Ruota. Questo movimento fa anche girare la Galassia su se stessa e forma i suoi rami che si arrotolano in spirale. E dalla forza centrifuga che esercita, questa rotazione crea anche la separazione delle stelle d’inerzia diversa. In virtù di questo, ci si deve rappresentare le famiglie pesanti in masse (tale la famiglia solare) nel terzo inferiore, le famiglie mediamente pesanti nel terzo del mezzo, e le famiglie leggere nel terzo del centro, formando il bulbo della Galassia. È così, perché una famiglia stellare si alleggerisce in masse man mano che i suoi pianeti destinati a brillare la lasciano. La famiglia solare conoscerà quest’alleggerimento progressivo, quando Nettuno, poi Urano, poi Saturno, poi Giove diventeranno stelle e la lasceranno ciascuna al loro turno.

La Galassia

3 - La Galassia

(9) Ecco la nostra Galassia, vista sulla trancia. Quest’immagine ci fa prendere coscienza che una tale magnificenza non può esistere nello spazio senza ragione, senza scopo, senza volontà e senza disegno. Tuttavia, grande che sia, non è che un piccolo punto luminoso tra le miriadi di miriadi di punti simili ripartiti nello spazio illimitato. Ma essa apparirebbe tale la si vede qui se se ne uscisse guardandola dall’esterno. Immaginiamo allora che ce ne allontaniamo con la Terra finché ci appaia così all’orizzonte. È tanto grande che bisogna girare la testa a sinistra poi a destra per vedere le sue estremità. Così la sua magnificenza ci appare.

(10) Dall’orlo fino al Sole, si tratta di una piccola distanza nella quale troviamo i mondi del genere animale, come quelli che ci precedettero sulla Terra, e quello degli uomini. A partire dal Sole fino al centro, ci sono, in questa gran distanza, i mondi di angeli nei quali entriamo con la famiglia solare che si dirige verso il centro della Ruota. Ma ovunque il nostro sguardo si porta, ci sono delle terre con della vegetazione, dei mari e degli esseri. Perché in quest’immensa casa, non esiste un solo posto dove non ci sono creature viventi, né stelle che brillano invano e inutilmente.

Le profondità dell’universo

(11) Se potessimo vedere la nostra Galassia sdraiata al di sopra dell’orizzonte, come se ne fossimo usciti con la Terra e che la guardassimo da lontano, non è il più gran spettacolo al quale assisteremmo? Immaginiamo allora che con la Terra sola partissimo più lontano ancora nello spazio intergalattico, finché ci trovassimo a metà distanza dalla galassia vicina verso la quale andiamo. Da questo punto, questa galassia e la nostra sono della stessa dimensione e molto piccole ai nostri occhi. Si nota allora che non si distinguono più le loro stelle. Non vediamo che la luce generale di due galassie e non le loro stelle che non possiamo più distinguere. Ovunque guardiamo nello spazio, scorgiamo dei punti luminosi simili. Questi punti non sono delle stelle ma delle galassie, miriadi di galassie in tutti i sensi e di qua e là occupano tutto il volume dell’universo. Che spettacolo!

(12) Adesso allontaniamoci a volontà dalle nostre due galassie, e andiamo all’incontro delle seguenti tanto veloce quanto lo faremmo camminando sulle pietre di un guado. Avanziamo! Avanziamo! E facciamolo per mille dei nostri anni! Durante tutto questo tempo, mai incontreremo la fine, e mai siamo nel nulla dove non ci sono luci visibili, perché ovunque le galassie luccicano in lontananza. Allontaniamoci ancora, sempre in linea retta, e per milioni di anni questa volta! Non ci urtiamo mai ad una barriera, non incontriamo nessun muro, perché non c’è né limite né contorno né fine. I punti luminosi sono sempre davanti a noi. Se ne scorgono qua e là, formando scie nello spazio, ma c’è ne sono ovunque! Ormai sono cento milioni di anni terrestri che abbiamo perso di vista la nostra Galassia, e avanziamo sempre... sempre... sempre... L’universo, è sempre.

(13) Ritornando adesso pian piano sulla Terra, si capisce meglio ciò che è l’eternità in questo viaggio perché, se non esistesse, con che cosa potremmo limitare il volume e la durata dell’universo? Con la parola fine? Basta immaginare dei limiti per interrogarsi immediatamente su ciò che li forma o su ciò che c’è dietro, ma lo spirito non può fermarsi a dei limiti. Così, ovunque eravamo, Dio c’era. Ed è con i suoi occhi che guardavamo l’immensità durante il nostro spostamento che ci ha fatto costeggiare miriadi di mondi viventi, miriadi di mari riempiti di popoli, di navi, e di praterie nelle quali pascolano i branchi. Ma, laggiù, dov’era il nostro riferimento per situarci nell’immensità? Cosa valevano la nostra ora e il nostro anno terrestre in questi lontani spazi? Eravamo soli con lo Spirito celeste, senz’altro punto di riferimento che i punti luminosi estendendosi all’infinito, in tutte le direzioni.

(14) Poiché non si può fare un volume di vuoto... è certo che non avete viaggiato in seno allo spazio privo di materia, ma nell’essenza con la quale il volume spaziale e gli astri si formano. Così, ascoltatemi! In mezzo a tutte queste ruote dove siete andati, e che sono composte da miriadi di stelle con i loro astri, pensavate veramente che una sola di queste stelle (il nostro Sole) illuminerebbe un mondo vivente? Avevate il sentimento che tutte le altre stelle brillano vanamente e inutilmente nel cielo? Quando dimostreremo che sono i pianeti che fanno brillare le stelle, nessuno potrà più credere che un solo di questi pianeti (il nostro) sia abitato tra queste miriadi di ruote. Questo viaggio, che illumina lo spirito sulle profondità dell’universo, fa lui stesso prendere coscienza che il Sole non è la Stella, né la Terra il Pianeta dell’universo, ma che sono degli astri tra altri astri simili che compongono la Ruota.

Movimento e spostamento delle galassie

(15) Il movimento di rotazione della nostra Galassia non può apparirci dalla Terra. Però, trovandoci verso il bordo (nel terzo inferiore) e lontano dal centro di questa grande ruota, ci spostiamo nello spazio ad una velocità inaudita! E le distanze che percorriamo sono spaventose! Spostandoci in questo modo, come su un cerchio, ci allontaniamo costantemente da alcune galassie e andiamo all’incontro di altre. Coloro di cui ci allontaniamo ad alta velocità ci appaiono per forza più rosse invece che bianche, mentre quelle di cui ci avviciniamo ci appaiono piuttosto blu invece che bianche, perché la velocità del nostro spostamento fa variare il loro colore agli occhi nostri. Ora questo fenomeno del cambiamento di colore aggrava considerevolmente il difetto di visione degli scienziati. Perché, vedendo le galassie allontanarsi da loro, quando sono loro che si allontanano da esse, non possono impedirsi nel concludere che l’universo è in espansione... È questo quel che insegnano.

(16) Trovandoci vicino all’estremità di un ramo curvo, vediamo maggiormente le ruote dalle quali ci allontaniamo che quelle verso le quali andiamo. Ed è in base al nostro spostamento che gli scienziati vedono l’universo come una gigantesca palla costituita di galassie che non cessano di allontanarsi le une dalle altre, spinte dal soffio dell’esplosione iniziale che le avrebbe formate. Ma se fosse così, non bisognerebbe che lo spazio dove quest’espansione si produce fosse illimitato? Quel che non ha limiti è per forza eterno. Solo lo spazio sarebbe eterno ai loro occhi? Che cosa forma questo spazio secondo loro, e fin dove lo immaginano? Fa parte dell’universo o non ne fa parte? Non bisogna che rispondano a queste domande?

(17) Inoltre, se ci allontaniamo rapidamente e a volontà della loro immensa palla di galassie (che è la totalità dell’universo per loro), si finirebbe obbligatoriamente per vederla grossa come un ammasso di stelle, poi come la Terra, poi, più lontano ancora, come un piccolo punto che si ridurrebbe ridurrebbe ancora fino a sparire dagli sguardi... Che cos’è dunque questo minuscolo e strano universo in mezzo allo spazio illimitato, e simile ad un granello di sabbia che sparisce rapidamente dalla vista? Non è una sfida alla ragione?

(18) No, l’universo non è una piccola cosa locale e temporale che esisterebbe a partire da un’esplosione del niente venendo dal nulla, e che si sarebbe prodotta per caso... È il dominio di Dio che non ha limite di profondità e durata, perché avete visto che esiste ovunque e sempre, viaggiatori celesti! Non potete dunque aver una vita propria, perché avete la vita dell’Onnipotente essendo una delle sue innumerevoli dimore. Come nessun corpo ha un peso proprio, nessuna creatura ha vita propria, essendo la sua vita quella di Dio che esiste ovunque. Questa rivelazione vi darà consistenza e una ragione evidente di avere delle mani e dei piedi intorno ad un cuore. Credete che è così, perché la vita esiste ovunque si è nell’universo, e si manifesta su tutti i pianeti dove c’è dell’acqua liquida. Ora, sarà mostrato che ci sono tante terre abitate quanto ci sono stelle! Vedete allora che non siamo soli ma numerosi nell’eterna immensità.

Le proporzioni delle masse

(19) Durante il nostro lunghissimo viaggio, ci siamo accorti che, tanto grande siano, le galassie non erano in verità che dei infimi punti brillanti in lontananza. E abbiamo ugualmente notato che eravamo costantemente al centro di una sfera delimitata da questi punti brillanti ancora percettibili agli sguardi. Così, che si tratti di un astro o di un’intera galassia, questi corpi non sono in verità che corpuscoli nell’immensità. È così, perché nel volume senza fine dell’universo, la dimensione degli oggetti non è che un affare di distanza separando gli oggetti da sé. Ciò che si nota facilmente nella nostra propria Galassia, dove le stelle ci appaiono come degl’infimi punti brillanti sulla volta celeste.

(20) Come sarebbe allora possibile osservare i pianeti delle stelle dalla Terra? Non possiamo riuscirci, perché anche Giove ci appare come un piccolo punto luminoso nel cielo, allorché è alla nostra porta. Lo scorgiamo perché è vicino a noi. Ma se si trovasse ai confini della famiglia solare, già non lo vedremmo quasi più, perché un pianeta non rinvia che debolmente la luce della sua stella. È per questo inconcepibile poter osservare visualmente i pianeti delle stelle, anche le più vicine. Non lo possiamo, soprattutto quando il disco di un pianeta è interamente illuminato dalla sua stella (come la luna piena) in rapporto a noi, questo pianeta si trova per forza dietro questa stella. Così la poca luce rinviata da questo punto infimo si fonde nella potente luce della stella che osserviamo. Perciò, anche con un gran telescopio, è impossibile individuare i pianeti delle famiglie stellari oltre alla famiglia solare.

La discrezione degli angeli

(21) Conoscendo molto bene la materia e la forza che compone insieme l’universo, dico che qualunque sia la sua apparenza, la forza non è altro che materia in movimento. Non ci sono piu forze, ma la forza. Le onde fanno ugualmente parte di questa forza unica, perché sono sempre vibrazioni occasionate nella materia, delle vibrazioni diverse che si ripercuotono di qua e là in seno a questa materia. È d’altronde lo spazio (il volume illimitato dell’universo) è costituito di essenza dove le onde possono propagarsi e interpenetrarsi in questo spazio. Cosa che non potrebbe farsi con degli elettroni, perché, tanto piccoli siano, sono comunque corpi che si urterebbero. No, le onde non sono che vibrazioni della materia, e non emissioni di elettroni. Ritorneremmo sulle onde a tempo per spiegarle. E lì afferrerete che tutti i mondi del cielo sono collegati tra loro.

(22) Se fosse così, direte, perché allora gli angeli della Ruota non si fanno conoscere? Per quale ragione non si manifestano, quando possiamo oggi comunicare con loro tramite le onde? Rispondo a questo che solo gli uomini della Ruota desiderano comunicare con altri mondi, e non gli angeli che conoscono tutta la verità. Ora, nella Ruota, i mondi degli uomini che sono approssimativamente nel nostro tempo e ancora nelle tenebre, si trovano per forza all’opposto da noi nella Galassia molto lontani. Non c’è dunque nessuna possibilità di comunicare con loro. Inoltre, volere comunicare con altri mondi è l’espressione della gran disperazione dell’uomo ignorante che, non conoscendo ancora la verità, si sente solo e abbandonato nell’immensità.

(23) Non avendo da dire a loro nulla, gli angeli non cercano in nessun modo a comunicare con gli uomini. Non è scritto che il Figlio verrà a condurvi in tutta la verità, a tempo? È infatti necessario che sia lui che vi conduca in lei quel giorno, per separare i figli delle tenebre dai figli di luce. Deve giudicare e mettere un termine al mondo corrotto; perché la distruzione quotidiana della Terra e dei suoi abitanti deve cessare per lasciare il posto al santuario e al regno di Dio.

(24) Il momento venuto, lo Sciloh (il Cristo) viene dunque a mettere un termine ad ogni autorità, ogni potenza e ogni dominazione su ogni Terra dove Dio lo invia. Tuttavia, non è lo stesso uomo di carne e ossa che arriva in questi mondi, ma lo spirito di verità, che è simile qui o altrove nell’universo e nell’uomo che Dio suscita per servirlo. La verità è unica. E se le parole scelte per dirla variano di poco da un mondo all’altro, non esprimono per meno la realtà. E tutti sentono.

(25) Così, ogni mondo del cielo vede un giorno lo Sciloh arrivare con potenza, per fermare con il suo dito il treno del mondo andando alla perdizione. Lo fa con la scrittura, spiegando pazientemente agli uomini ciò che è esattamente del reale. Il Figlio unico è unico soltanto nel mondo dove si alza. Perché ho appena detto che il Padre ha tanti figli simili quanti sono i mondi viventi nel suo universo. E i suoi figli si rassomigliano in ogni punto, perché Dio è lo spirito che li anima, lo spirito unico di verità.

(26) I mondi del cielo che si trovano a monte del Sole, sono dunque tutti passati per questo giorno singolare della venuta del Cristo. Allora è ovvio che gli angeli si astengono di manifestare la loro presenza, dato che non praticano le onde al modo degli uomini, e anche perché ciò che potrebbero rivelare, il Figlio lo rivela. No, nessuno di loro si sostituisce a colui al quale sono debitori della loro salvezza, come lo saranno coloro che proseguiranno la loro vita nel regno di Dio.

(27) Se dunque gli angeli del cielo spiegassero loro stessi la verità, annienterebbero per forza la missione del Figlio che consiste ad illuminarvi, a separarvi dai capri, e a salvare le vostre vite. Comprendete che se comunicassero con il mondo tramite le onde, lo farebbero obbligatoriamente con gli scienziati, i militari, e altri capi che dominano i popoli? In questo caso, questi uomini da cui viene la fine ne uscirebbero fortificati e cresciuti, mentre la povera gente umile di cuore sarebbe per sempre la loro vittima. Non ci sarebbe dunque il purgatorio. Allora i principi delle tenebre regnerebbero fino a portare l’estinzione di ogni vita. Ecco perché gli angeli del cielo non s’immischiano a questo mondo né ad altri, perché essendo loro stessi passati dal purgatorio, sanno che il Figlio verrà a tempo facendovi conoscere la verità e salvandovi dalle potenze malefiche.

(28) Fino alla sua venuta, la maggior parte degli uomini crede solo nell’immensità. Altri immaginano l’universo popolato da mostri che si fanno la guerra in permanenza, come lo fanno gli uomini tenebre di questo mondo. Ma nessuno pensa agli angeli placidi dei due sessi conoscendo la verità, perché non sanno ancora ciò che è la ragione di essere degli astri, né che gli uomini santi diventeranno angeli al momento venuto. E tali eravate perché, per principi, avevate gli insegnanti della menzogna e gli organizzatori della distruzione massiva del mondo. Come allora avreste potuto sapere che gli unici mostri della Ruota sono quelli che distruggono la loro Terra con i suoi abitanti? Essi sono in mezzo a voi. Regnano tenendovi sotto la loro autorità. E li conoscete!

(29) Poiché il male smentisce la vita e la ferma, quando invece il bene le lascia libero corso e la protegge, quale dei due deve vincere sull’altro? Sono gli uomini che conducono il mondo alla sua rovina che devono regnare sulla Terra o coloro che camminano nelle vie dell’Onnipotente? Se dunque quelli che regnano oggi potessero comunicare con i mondi del cielo, o andare di mondo in mondo come lo sperano, agirebbero su di loro come agiscono su di voi dall’antichità. Cosa avverebbe allora di un mondo che sta nascendo, come quello che apparirà intorno a Giove, se i capi dei popoli, i trafficanti, i conquistatori, i ricchi, i preti, i scienziati e i militari del nostro pianeta potessero accedervi? Questo mondo lontano diventerebbe la loro vittima come il nostro mondo lo è diventato, e non potrebbe neanche arrivare nel giorno in cui siamo! Perciò Dio non permette a questo tipo di individui di comunicare con gli altri mondi, né di spostarsi nella Ruota. Dio li rigetta, perché non furono che per mostrare il male, spingerlo al suo parossismo e sparire per sempre.

(30) Sappiate ugualmente vedere che ciò che si pratica oggi su tutta la Terra esiste per la venuta del Figlio e il cambiamento di mondo che segue. Nulla manca in nessun dominio. Tutto è pronto a servirmi, e a servire Colui che m’invia. Perciò mi si vedrà arrivare nel mondo intero tanto veloce quanto un lampo, senza che chiunque abbia il tempo di opporsi e come Gesù lo annuncia.

*

(31) Voi, i santi angeli, siete della razza del Padre in tutte le ruote, perché Dio vi ha creati a sua somiglianza. Non dubitate allora di ciò che dico sulla vostra natura divina, perché gli uomini che diventano angeli sono Dio insieme in tutto l’universo. E per essere piu coscienti, mettetevi a nudo, e andate a bagnarvi ancora e parecchie volte nello spazio intergalattico, in mezzo alle ruote riempite di miriadi di mondi viventi. Ne ritornerete con sguardi più chiari e pensieri più giusti sulle dimensioni dell’universo, e migliori sentimenti sulle profondità di Colui che vi dà l’essere, il soffio e il movimento.

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